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Tesla Model S usata: versioni, batteria e controlli prima dell’acquisto
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Tesla Model S usata: versioni, batteria e controlli prima dell’acquisto

6 min.

Acquistare una Tesla Model S usata richiede più attenzione di quanto possa suggerire un’estetica rimasta relativamente coerente nel tempo. Dal debutto del 2012 si sono susseguite numerose varianti, revisioni tecniche e dotazioni opzionali: due esemplari apparentemente simili possono quindi avere batterie, motori, sistemi di ricarica, computer di bordo e pacchetti accessori molto diversi.

La nomenclatura offre un primo orientamento. Il numero indica il taglio nominale del pacco batteria, mentre la lettera P identifica le versioni Performance e la D finale segnala la presenza di due motori. Questa lettura, però, non basta per ricostruire le caratteristiche effettive dell’auto: aggiornamenti successivi, sostituzioni e componenti limitati via software possono cambiare sensibilmente il quadro.

Da pre-facelift a Raven: come cambiano le Model S

Una delle principali distinzioni riguarda il restyling introdotto nel 2016. La Model S facelift ha ricevuto paraurti anteriori e posteriori, cofano e fari aggiornati rispetto alla configurazione originale. Alcune pre-facelift possono essere state modificate con un paraurti dall’aspetto più recente, ma i vecchi fari restano un elemento utile per riconoscere la revisione di partenza.

Nel 2020 la facelift si è evoluta nella revisione Raven. Il cambiamento tecnico evidenziato riguarda il motore anteriore a magneti permanenti, derivato dal propulsore posteriore della Model 3, adottato per migliorare prestazioni ed efficienza. Sono cambiate anche alcune finiture, con il progressivo abbandono delle cromature esterne e tonalità interne più scure.

Le più recenti Palladium presentano ulteriori differenze, tra cui il chrome delete di serie su diversi elementi esterni. Anche le prestazioni di ricarica variano: per queste versioni viene indicata una potenza in corrente continua fino a 250 kW, mentre in corrente alternata il valore citato è 16,5 kW. Non bisogna quindi estendere automaticamente questi dati alle Model S precedenti.

Batteria e ricarica: il nome sul portellone non basta

La batteria è uno dei punti più delicati nella valutazione dell’usato. Sotto il rivestimento del passaruota è presente un’etichetta che consente di leggere capacità e revisione del pacco installato. Il controllo può rivelare se la batteria è stata sostituita e quale componente si trova realmente a bordo, un’informazione più affidabile della sola sigla esterna.

Sulle prime Model S 60, 60D, 70 e 70D venivano impiegati pacchi differenti. In seguito Tesla ha adottato anche batterie da 75 kWh limitate via software per alcune varianti. Su un esemplare usato questa configurazione può essere interessante perché la capacità fisica non sarebbe stata sfruttata completamente, con un potenziale beneficio sul degrado. Nel caso di alcune sostituzioni è inoltre possibile trovare un pacco da 90 kWh bloccato via firmware alla capacità prevista per la vettura.

Anche la ricarica deve essere verificata sull’esemplare specifico. Alcune Model S supportano 22 kW in corrente alternata, mentre altre si fermano a valori inferiori. Le auto nate con presa Type 2 possono utilizzare un adattatore CCS Combo 2, ma la sua presenza fisica non garantisce da sola il funzionamento: la vettura deve avere anche la relativa modifica hardware e mostrare nel sistema la voce “CCS attivato”. Con la configurazione compatibile viene indicata una potenza in corrente continua fino a 150 kW; l’adattatore funziona inoltre con i Supercharger V3, non con i V2.

Alcuni esemplari sono stati venduti con Supercharger gratuiti a vita, ma il beneficio deve essere accertato attraverso gli option code associati alla vettura. È un aspetto da controllare prima dell’acquisto, senza presumere che sia incluso soltanto in base all’anno o alla versione.

MCU, Autopilot e aggiornamenti hardware

La Media Control Unit, cioè il sistema che gestisce lo schermo e le funzioni multimediali, è un altro elemento decisivo. La versione installata può essere verificata dal menu delle informazioni aggiuntive del veicolo. La presenza del processore Intel Atom identifica la MCU2, mentre sulle unità più recenti viene citato il processore AMD Ryzen.

La MCU1 è associata a un componente di memoria soggetto a degrado nel tempo. Tesla ha previsto una campagna di sostituzione verificabile dall’applicazione, nella sezione Service, attraverso la voce relativa al richiamo eMMC. Prima di concludere l’acquisto è opportuno controllare se l’intervento sia previsto o già eseguito. Sempre sugli esemplari meno recenti va osservato lo schermo per individuare l’eventuale ingiallimento dei bordi, indicato come “yellow ring”.

Anche l’Autopilot non può essere valutato soltanto contando le telecamere. Nel tempo sono cambiati computer, sensori e configurazioni software, e alcuni esemplari hanno ricevuto aggiornamenti successivi. Le informazioni di sistema permettono di identificare il computer installato e le funzionalità abilitate. Tra gli altri aggiornamenti possibili figura il passaggio dalla connettività 3G al modulo 4G; la presenza di Homelink consente invece di comandare, per esempio, l’apertura di un cancello all’avvicinarsi dell’auto.

Dotazioni, richiami e verifiche fisiche

Tetto apribile, sette posti e pacchetti accessori non erano presenti su tutte le Model S. Il tetto apribile risulta disponibile soltanto su un numero limitato di esemplari prodotti tra la fine del 2014 e il 2018. Il Premium Pack poteva comprendere apertura automatizzata, luci di cortesia e di sicurezza, illuminazione sotto le maniglie retrattili, sensori di parcheggio e rivestimenti interni specifici.

Il Winter Pack aggiunge volante e sedili riscaldati, un sistema dedicato al parabrezza e resistenze nella zona di riposo dei tergicristalli per limitarne il congelamento. Anche il vano anteriore varia per capacità: le versioni pre-facelift prive del motore anteriore potevano arrivare a 250 litri, mentre sull’esemplare facelift Dual Motor analizzato la capacità indicata è di 170 litri.

Il controllo finale deve partire dal VIN. Il numero di telaio permette di verificare presso il centro richiami Tesla gli eventuali interventi associati alla specifica vettura. Alla verifica digitale vanno affiancati l’esame della storia del veicolo, dei chilometri, dei tagliandi, di eventuali incidenti o importazioni e un’ispezione di pneumatici, sospensioni, telaio, batteria e vernice. Su una Model S usata non esiste quindi una scorciatoia: anno, sigla e aspetto esterno sono soltanto il punto di partenza per ricostruire la configurazione reale.

Una domanda per voi

Nella scelta di una Tesla Model S usata conta di più la capacità della batteria o la presenza degli aggiornamenti a ricarica, MCU e Autopilot?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=SyitWSZGQTw

Matteo Valenza

https://bit.ly/m/MatteoValenza

Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!