Tesla Model S Long Range alla prova: comfort e potenza, ricarica da aggiornare
La Tesla Model S Long Range resta una grande berlina elettrica capace di combinare prestazioni molto elevate, spazio, comfort e un’esperienza digitale profondamente integrata. Il progetto Palladium conserva però anche alcuni elementi meno moderni, a partire dall’architettura elettrica a 400 V e dalla ricarica in corrente alternata limitata a 11 kW. Il test mette così in evidenza un’auto ancora convincente su strada, ma ormai abbastanza matura da rendere auspicabile un aggiornamento mirato.
Una linea ancora riconoscibile
Il design continua a essere uno dei punti di forza della Model S. La carrozzeria mantiene una linea bassa e filante, con poche aperture visibili e una presa d’aria inferiore che convoglia il flusso verso i radiatori. All’interno è presente anche una serranda attiva, utilizzata per gestire il passaggio dell’aria. Completano il frontale i fari Dual Matrix e i fendinebbia collocati più in basso.
L’esemplare provato adotta i cerchi Arachnid da 21 pollici con pneumatici Michelin Pilot Sport 4S. Al posteriore, i gruppi ottici piatti e l’estrattore con finitura lucida rendono l’insieme più aggressivo rispetto alle prime generazioni. Sulla Long Range manca invece lo spoiler della Plaid, una differenza coerente con il posizionamento di una versione che punta soprattutto a essere una berlina veloce, non una sportiva progettata per la pista.
Batteria e ricarica: il nodo dei 400 V
La dotazione tecnica comprende un pacco batteria da circa 95 kWh con chimica nichel-cobalto-alluminio e un’architettura a 400 V. È proprio quest’ultimo elemento a rappresentare la principale criticità emersa: in una fascia popolata da berline elettriche più recenti, la piattaforma potrebbe beneficiare di un aggiornamento oppure di una gestione più efficace della curva di ricarica.
In corrente alternata il caricatore di bordo arriva a 11 kW. È una potenza adeguata alla ricarica notturna, ma meno versatile rispetto alle soluzioni da 16,5 o 22 kW disponibili su alcune Model S del passato. In corrente continua il picco dichiarato nel test è di 250 kW: un valore importante, sebbene la velocità massima raggiunta dica solo una parte della storia, perché nei viaggi conta soprattutto per quanto tempo quella potenza può essere mantenuta.
La presa è collocata nel gruppo ottico posteriore sinistro e lo sportello può essere comandato dall’esterno oppure dallo schermo centrale. La chiusura automatica e l’assenza di tappi separati rendono l’operazione semplice. Per un’auto dalla vocazione autostradale, tuttavia, l’evoluzione futura della Model S dovrebbe concentrarsi soprattutto sull’efficienza dell’intera sessione di ricarica.
Abitacolo confortevole, assemblaggi migliorabili
Gli interni offrono materiali piacevoli e un’impostazione pulita. L’esemplare della prova abbina rivestimenti bianchi e finiture in noce, mentre i pannelli porta risultano ampiamente rivestiti e privi di plastiche rigide nelle aree più esposte. Rimane qualche sbavatura negli assemblaggi: non compromette l’esperienza complessiva, ma appare meno giustificabile su un modello di questa categoria.
I sedili anteriori sono risultati molto comodi e sufficientemente contenitivi nell’uso stradale. La Plaid adotta una seduta differente, con sezioni in Alcantara e un profilo studiato per offrire maggiore sostegno. Anche lo spazio posteriore è convincente: durante la verifica, una persona alta circa 1,92 metri ha conservato margine sia per le ginocchia sia sopra la testa, nonostante il sedile anteriore fosse arretrato dalla funzione Easy Entry.
L’insonorizzazione sfrutta vetri doppi e un sistema attivo con microfoni e altoparlanti dedicati. Il principio consiste nel rilevare le onde sonore provenienti dall’esterno e riprodurne altre in opposizione di fase, così da ridurre il rumore percepito nell’abitacolo. A questo si affianca un impianto audio da quasi 1 kW, con oltre 22 altoparlanti e subwoofer posteriore, giudicato particolarmente efficace durante la prova.
Lo schermo centrale può inclinarsi elettricamente verso guidatore o passeggero, mentre il tunnel ospita due basi di ricarica wireless e numerosi vani. Dietro al volante rimane il quadro strumenti digitale. L’interfaccia è rapida e completa, anche se alcune funzioni disponibili sulle vecchie Model S, come la maggiore varietà di widget nel display del conducente, risultano ridotte.
Yoke, prestazioni e sospensioni
Il volante Yoke continua a dividere. Nell’esperienza sul campo ha richiesto un breve adattamento, ma dopo alcuni giorni è risultato naturale e funzionale. Non essendoci lo steer-by-wire, la demoltiplicazione resta tradizionale e nelle manovre occorre ancora incrociare le mani. Il comando permette comunque di lasciare libera la visuale sul quadro strumenti e di selezionare rapidamente le modalità di accelerazione Soft, Sport e Insane. È presente anche la modalità Drag Strip.
La configurazione Dual Motor offre una spinta molto intensa e rende la Long Range più che sufficiente nell’utilizzo stradale. Lo sterzo dispone delle tarature Leggero, Standard e Pesante; quest’ultima ha restituito una risposta più consistente e precisa. L’impianto frenante è apparso meno incisivo nella prima parte della corsa, per poi aumentare sensibilmente la forza quando il pedale viene premuto a fondo. L’impressione è che possa risultare leggermente sottodimensionato nell’uso più impegnativo, pur restando coerente con una berlina non destinata alla pista.
Le sospensioni pneumatiche regolano non soltanto l’altezza, ma anche la risposta in compressione e ritorno attraverso ammortizzatori controllati elettronicamente. Il sistema può intervenire automaticamente in base alle condizioni della strada e consente anche diverse personalizzazioni. Il risultato percepito è un equilibrio riuscito tra comfort e controllo, uno degli aspetti più convincenti della vettura.
Le dimensioni e il passo si avvertono sulle strade più strette. L’assenza delle ruote posteriori sterzanti limita l’agilità nelle manovre e rappresenta uno degli aggiornamenti più desiderabili insieme allo steer-by-wire, a una maggiore cura degli assemblaggi e al ritorno del tetto apribile. La Model S Long Range rimane comunque una berlina elettrica completa e molto veloce: il suo limite principale non è l’esperienza di guida, ma il confronto tra una base tecnica ormai consolidata e le soluzioni di ricarica introdotte dai progetti più recenti.
Una domanda per voi
Su una berlina elettrica di questa fascia, quanto pesa l’architettura a 400 V rispetto a comfort, software e prestazioni?
Nota sulla redazione
Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.
Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=0vGNd9EIG0o

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