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Tesla Model 3 taxi a 426.000 km: batteria ancora all’83,3%
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Tesla Model 3 taxi a 426.000 km: batteria ancora all’83,3%

4 min.

Una Tesla Model 3 del 2019 impiegata come taxi ha raggiunto 426.000 km conservando motori originali e una capacità residua della batteria pari all’83,3% secondo il controllo effettuato con Power Check Control. L’ispezione racconta però due storie differenti: da una parte una meccanica che ha richiesto interventi relativamente limitati, dall’altra un abitacolo segnato in modo evidente da cinque anni di utilizzo professionale.

Carrozzeria riverniciata e abitacolo sotto pressione

La carrozzeria è stata riverniciata completamente intorno ai 220.000 km e, durante l’ispezione, si è presentata complessivamente in buone condizioni. Tra i difetti visibili figurano l’esfoliazione dello spoiler originale in carbonio e i problemi di condensa nei fari, per i quali il proprietario riferisce di avere contattato l’assistenza più volte. Uno dei gruppi ottici posteriori era già stato sostituito perché interessato da infiltrazioni.

È soprattutto l’abitacolo a mostrare la severità del servizio taxi. I rivestimenti della portiera del conducente risultano deteriorati nei punti sottoposti al contatto continuo, in particolare vicino al bracciolo e alla maniglia. L’Alcantara appare consumata, alcune guarnizioni sono scolorite o prossime alla rottura e il cielo presenta macchie nelle zone interessate dal movimento delle guarnizioni.

Anche il sedile di guida porta segni importanti. Il poggiatesta era già stato sostituito una volta, mentre la parte laterale dell’imbottitura ha iniziato a cedere e dovrà essere ripristinata. Il supporto lombare e il contenimento restano presenti, ma l’effetto ammortizzante della seduta è diminuito. Sul poggiabraccio centrale il rivestimento si è aperto fino a lasciare visibile la tela sottostante; un’altra zona è stata coperta con una pellicola adesiva per rallentarne il deterioramento.

I sedili posteriori sono in condizioni migliori, pur mostrando rigature e un leggero cedimento della seduta. Alcune plastiche sono segnate dai piedi dei passeggeri e una copertura sotto il sedile tende a muoversi. Si tratta di difetti coerenti con migliaia di salite e discese, ma evidenziano come i materiali interni siano diventati il punto più debole dell’auto.

Baule e componenti ancora originali

Nel bagagliaio sono state installate protezioni per evitare che il continuo carico delle valigie rovinasse le plastiche. Lo spazio viene giudicato abbastanza capiente, anche se un elemento interno sottrae posto utile e può ostacolare l’inserimento di una valigia. I pistoncini del portellone risultano ancora originali e privi di giochi evidenti.

Nel vano anteriore sono invece emersi pistoncini meno efficienti, una staffa con un leggero movimento e un piccolo elemento in plastica spezzato. Sono inconvenienti secondari rispetto al chilometraggio raggiunto, ma confermano la necessità di valutare separatamente l’efficienza della catena di trazione e l’invecchiamento di finiture, supporti e componenti accessori.

Manutenzione stimata tra 3.000 e 4.000 euro

Il proprietario stima di avere speso complessivamente tra 3.000 e 4.000 euro per la manutenzione in cinque anni e oltre 400.000 km. Dopo un controllo effettuato a 100.000 km, tra gli interventi citati figurano una pompa del circuito di raffreddamento, lavori nella parte posteriore per circa 2.200 euro e la sostituzione dei quattro braccetti inferiori per circa 370 euro. I braccetti superiori erano invece stati cambiati in garanzia quando l’auto aveva 70.000 km.

Il dato più significativo riguarda i motori, ancora quelli originali e senza problemi segnalati nel corso dell’utilizzo. La valutazione del proprietario è quindi molto positiva: secondo il suo bilancio, mantenere l’auto fino a 400.000 km gli ha evitato l’acquisto di un altro veicolo per proseguire il lavoro.

La batteria conserva 62,5 kWh

Il controllo della batteria è stato eseguito con Power Check Control, acquisendo i dati dell’auto e sottoponendoli a verifica. Il sistema analizza il pacco e confronta statisticamente il risultato con altre Tesla Model 3 dello stesso tipo già esaminate. Il certificato ha indicato una capacità residua dell’83,3%, corrispondente a circa 62,5 kWh rispetto ai 75 kWh utilizzabili riportati durante il test.

Le tensioni delle celle sono risultate regolari, intorno a 3,75 V ciascuna, senza anomalie evidenziate nell’analisi. Il consumo medio registrato è di 207 Wh/km, un valore che va letto considerando l’impiego professionale e l’intera vita operativa dell’auto. Il proprietario ha inoltre specificato che la batteria non raggiunge più il 100% indicato, ma si carica al massimo fino all’89%.

Il quadro finale non descrive quindi un’auto priva di difetti. Gli interni richiedono interventi, alcune finiture sono deteriorate e diversi componenti accessori mostrano l’usura accumulata. Tuttavia, dopo 426.000 km, la batteria conserva più di quattro quinti della capacità dichiarata dal test e i motori non sono stati sostituiti. Per un veicolo utilizzato quotidianamente come taxi, è soprattutto questa distanza tra usura estetica e tenuta della parte elettrica a rappresentare il risultato più rilevante.

Una domanda per voi

Per un’auto elettrica usata intensamente, conta di più la tenuta della batteria o il costo complessivo della manutenzione?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=Y_Na7WMNjzk

Matteo Valenza

https://bit.ly/m/MatteoValenza

Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!