Tesla Model 3 Standard, il compromesso che mette in discussione la Long Range
La Tesla Model 3 Standard non si limita a occupare il gradino d’ingresso della gamma. Nel nostro test è emersa come una berlina elettrica capace di abbinare un prezzo indicato di 35.000 euro a una dinamica coinvolgente, tanto da mettere in discussione la necessità di passare alla Long Range. I compromessi esistono, soprattutto nell’insonorizzazione posteriore e in alcune regolazioni, ma non sembrano intaccare il valore complessivo del progetto.
Più leggera e comunicativa della Performance
L’aspetto più convincente è il comportamento su strada. La Model 3 Standard provata pesa 1.769 kg e, secondo quanto emerso durante il confronto, è quasi 100 kg più leggera rispetto ad altre configurazioni considerate. Questa riduzione si avverte nei cambi di direzione, nei trasferimenti di carico e nella facilità con cui l’auto accompagna il guidatore tra le curve.
L’impressione è quella di una vettura meno schiacciata sulle prestazioni assolute e più disposta a comunicare ciò che accade. Rispetto alla Performance, la Standard consente di percepire prima il limite e il lavoro dell’assetto. Il posteriore appare più leggero nei trasferimenti di carico, mentre l’anteriore rimane incisivo e tende a portare l’auto verso la traiettoria impostata. Non è il comportamento rigidamente neutro di una vettura che esegue ogni comando senza lasciar trasparire lo sforzo: proprio questa maggiore partecipazione è stata giudicata divertente.
Anche pneumatici con spalla più alta e ruote meno esasperate contribuiscono alla sensazione di progressività. Quando l’aderenza diminuisce, la vettura perde e recupera appoggio in modo percepibile, pur restando ben controllata dall’elettronica. Durante una richiesta di potenza a bassa velocità, il controllo di trazione ha ritardato nettamente la risposta per evitare una perdita di aderenza, restituendo poi il comando una volta ristabilite le condizioni corrette. Sopra i 50-70 km/h, invece, la risposta dell’acceleratore è stata descritta come pronta e incisiva.
Sterzo, freni e sospensioni
Il comparto sterzo è cambiato e non permette più di selezionare differenti livelli di rigidità. Attorno al centro il peso può risultare meno uniforme rispetto ad altre Tesla, soprattutto per chi è abituato a comandi molto diretti, ma durante la guida il bilanciamento generale è apparso convincente. La Model 3 Standard resta precisa anche aumentando il ritmo e trasmette la presenza di una ciclistica capace di sostenere una guida più impegnata.
Positivo anche il giudizio sui freni. Il pedale affonda più di quello della Model Y presa come riferimento, ma offre una modulabilità ritenuta migliore rispetto alla precedente Model 3 utilizzata nel confronto. Nelle frenate più decise si percepisce chiaramente il trasferimento del peso sull’avantreno. È stato sollevato soltanto un dubbio teorico sul possibile riscaldamento dei freni durante molte staccate consecutive, a causa del disegno particolarmente chiuso delle ruote; una situazione considerata poco rilevante nell’impiego normale.
Le sospensioni rappresentano un altro equilibrio ben riuscito. Sulla carta la soluzione è meno sofisticata di quella delle versioni superiori e la differenza si percepisce su fondi particolari, come l’asfalto drenante. Nella guida quotidiana, però, le microasperità vengono smorzate bene e la carrozzeria resta sufficientemente controllata. È stato rilevato un ritorno piuttosto marcato dopo alcune compressioni, capace di alleggerire il posteriore, ma senza compromettere il comfort generale.
I compromessi nell’abitacolo
La semplificazione più evidente riguarda il volante, regolabile manualmente. Il profilo del guidatore può ripristinare la posizione del sedile, ma non quella del volante, rendendo meno immediato il passaggio tra persone di statura diversa. È invece presente l’Autoshift, con l’inserimento automatico della direzione di marcia dopo aver premuto il freno.
Il comfort acustico cambia sensibilmente in base alla posizione occupata. Davanti fruscii e rumori di fondo sono apparsi contenuti, mentre dai sedili posteriori si avvertono maggiormente il rotolamento, il lavoro delle sospensioni e alcuni rumori aerodinamici. La differenza non è stata giudicata drammatica, ma il livello non raggiunge quello attribuito alle configurazioni più ricche. Dietro emerge inoltre la particolare sensazione di sedere leggermente più in alto rispetto agli occupanti anteriori.
Un limite pratico più rilevante è l’altezza da terra. La carrozzeria è bassa, l’accesso richiede di scendere parecchio con il corpo e nell’esperienza d’uso è stato possibile toccare il fondo anche durante una manovra ordinaria. Per chi percorre frequentemente strade bianche o fondi dissestati, questa caratteristica può diventare un motivo concreto per orientarsi su un veicolo diverso.
La Standard riduce lo spazio della Long Range
Il risultato è una Model 3 equilibrata, capace di offrire tranquillità ed efficienza insieme a una dinamica sufficientemente vivace. Nel test è stata preferita anche all’ipotesi di acquistare, spendendo meno, una Performance della generazione precedente: la Standard è apparsa più bilanciata e adatta all’utilizzo quotidiano, senza rinunciare al piacere di guida.
La Performance conserva una posizione più chiara grazie ai due motori, alle prestazioni e a una caratterizzazione estetica specifica. Più difficile, invece, individuare il pubblico della Long Range. La trazione integrale può rimanere determinante per chi vive in zone dove neve e condizioni difficili sono frequenti, ma al di fuori di questa esigenza la Standard offre già un insieme molto completo. I tagli introdotti per differenziare la versione d’ingresso sembrano quindi averne rafforzato il rapporto tra prezzo, efficienza e qualità di guida, anziché renderla una scelta puramente economica.
Una domanda per voi
La Model 3 Standard rende difficile giustificare la Long Range, salvo per chi considera indispensabile la trazione integrale?
Nota sulla redazione
Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.
Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=TZiN4uni6P0

Ciao sono Marta, ma per gli amici elettronauti Tammar! Tammar nasce da un mix di curiosità e voglia di mettersi in gioco, che mi hanno guidata verso il mondo della mobilità elettrica!

