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Tesla Model 3 Standard, cosa cambia davvero nella versione d’ingresso
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Tesla Model 3 Standard, cosa cambia davvero nella versione d’ingresso

5 min.

La Tesla Model 3 Standard arriva come versione d’ingresso della berlina elettrica con un prezzo promozionale indicato in 35.400 euro chiavi in mano. A differenza di quanto avvenuto con la Model Y Standard, la riduzione di prezzo non è accompagnata da una trasformazione evidente della carrozzeria: all’esterno rimane molto vicina alle varianti superiori, mentre le principali rinunce si concentrano nei materiali dell’abitacolo, nell’impianto audio e in alcuni componenti tecnici.

Batteria LFP da 60 kWh e trazione posteriore

La versione europea utilizza una batteria LFP, una scelta che la distingue dalla Standard destinata agli Stati Uniti, descritta invece con accumulatori NMC. La capacità dichiarata durante l’analisi è di 62 kWh lordi e 60 kWh utilizzabili. Il confronto riportato con la generazione precedente indica 57,5 kWh utilizzabili, mentre la Model Y Standard viene accreditata di 64 kWh lordi e circa 61,5-62 kWh effettivamente sfruttabili.

Per la ricarica in corrente continua viene indicato un passaggio dal 10% all’80% in 21 minuti, contro i 22 minuti citati per la Model Y Standard. Il picco atteso si colloca intorno a 175 kW, con la possibilità, ancora da verificare specificamente su questo esemplare, di superare brevemente i 180 kW. In corrente alternata resta disponibile la ricarica trifase a 11 kW, insieme alla programmazione e al preriscaldamento gestiti dal sistema di bordo.

La presa è una CCS Combo 2 con sportello elettroattuato. Il motore posteriore è a magneti permanenti e la potenza riportata è di 88 kW. La configurazione esatta del propulsore non era ancora confermata al momento del primo contatto, ma viene indicata come probabile l’adozione dell’unità 3D, con un pacchetto hardware leggermente meno efficiente rispetto al 4DU della Model Y. La Model 3 compensa però con una vettura complessivamente più efficiente.

L’accelerazione dichiarata da 0 a 100 km/h è di 6,2 secondi. La risposta del motore sarebbe stata rimappata per posizionare con maggiore chiarezza la Standard all’interno della gamma, evitando una sovrapposizione eccessiva con le versioni superiori. Il peso riportato è di 1.847 kg.

Estetica quasi invariata, ma cambiano cerchi e dettagli

La carrozzeria non introduce differenze facilmente riconoscibili rispetto alla Model 3 Premium o Long Range. L’elemento più caratteristico è rappresentato dai copricerchi da 18 pollici, completamente chiusi e progettati per favorire l’aerodinamica. Restano il tetto in vetro laminato, i fari Matrix, gli specchietti ripiegabili elettricamente e il portellone posteriore elettroattuato.

Anche la struttura di base rimane quella della Model 3, compresa la tecnologia gigacasting. Il vano anteriore conserva il rivestimento in plastica e una guarnizione perimetrale, elementi rimossi sulla Model Y Standard. Rimane inoltre il pulsante interno di sicurezza, mentre la chiusura del cofano utilizza ancora il sistema tradizionale a doppio scatto.

La scelta cromatica appare invece limitata: sono state indicate soltanto tre colorazioni, giudicate piuttosto simili tra loro. Il logo nero e il lettering posteriore tono su tono contribuiscono a un aspetto più discreto, ma non permettono di distinguere immediatamente questa versione dalle Model 3 più costose.

Le rinunce si concentrano nell’abitacolo

All’interno la strategia di contenimento dei costi diventa più evidente. I pannelli porta adottano una guarnizione singola e una maggiore quantità di plastica, pur mantenendo inserti in tessuto e superfici morbide nelle zone di contatto. Anche il battitacco perde la finitura floccata, così come il vano portaoggetti. Restano comunque le aperture meccaniche di emergenza delle portiere.

L’impianto audio dispone di sette altoparlanti. Durante il contatto statico la resa è apparsa convincente, ma servirà una prova più approfondita per valutarne la qualità in marcia. La console centrale conserva due vani portabicchieri, due superfici di ricarica wireless per gli smartphone, prese USB-C e una presa a 12 volt. La ricarica wireless può inoltre essere disattivata separatamente per ciascun alloggiamento.

La regolazione elettrica dei sedili non utilizza più i comandi laterali tradizionali: viene gestita dallo schermo centrale o attraverso i controlli al volante. È una scelta coerente con l’impostazione minimalista di Tesla, ma richiede un adattamento per chi è abituato a intervenire direttamente sui pulsanti del sedile.

Software completo e sospensioni ancora da valutare

La Model 3 Standard mantiene uno dei punti centrali dell’esperienza Tesla: il software. Il sistema è risultato rapido nel calcolo degli itinerari e permette di modificare la percentuale di batteria desiderata all’arrivo, rielaborando il percorso e le soste. Sono presenti anche il preriscaldamento della batteria, la programmazione della ricarica, la gestione della temperatura dell’abitacolo, la modalità Sentinella e la registrazione della dashcam tramite memoria USB.

La dotazione comprende Hardware 4, la telecamera anteriore sul paraurti e il monitoraggio interno del conducente. Sull’esemplare europeo è presente anche la radio FM. L’Autopilot mantiene la configurazione prevista per il mercato europeo, mentre restano incerte le future modalità commerciali e operative del sistema FSD.

Le sospensioni sono state riviste e non utilizzano più gli ammortizzatori frequency dependent, capaci di variare la risposta in funzione della compressione. La prova è stata esclusivamente statica, quindi non è ancora possibile stabilire quanto questo cambiamento incida su comfort, controllo della carrozzeria e comportamento stradale. Lo stesso vale per l’insonorizzazione e per la taratura del motore: saranno necessari un test su strada e un utilizzo più lungo prima di formulare conclusioni definitive.

Il primo esame restituisce comunque un quadro chiaro: la Model 3 Standard riduce alcuni costi senza rinunciare alla struttura, alle funzioni software e a molte comodità quotidiane delle versioni superiori. Il suo valore effettivo dipenderà soprattutto da quanto le semplificazioni interne e la nuova taratura tecnica saranno percepibili nell’uso reale.

Una domanda per voi

Le rinunce nei materiali e nella dotazione audio sono un compromesso accettabile se software, batteria e struttura restano vicini alle versioni superiori?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=eVNXD-T3WUY

Matteo Valenza

https://bit.ly/m/MatteoValenza

Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!