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Tesla Model 3 Performance taxi: il bilancio dopo 267.000 km
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Tesla Model 3 Performance taxi: il bilancio dopo 267.000 km

5 min.

Percorrere 267.078 chilometri con una Tesla Model 3 Performance impiegata come taxi permette di osservare l'auto elettrica da una prospettiva molto diversa rispetto a una normale prova. Il caso è quello di Marco, tassista di Desio, che ha acquistato la vettura nell'aprile 2019 e la utilizza per lavorare sette giorni su sette, arrivando a coprire tra 400 e 500 chilometri nelle giornate più intense.

La scelta dell'elettrico è nata soprattutto da due motivazioni: ridurre i costi di alimentazione e manutenzione e limitare l'inquinamento legato all'attività professionale. A questi elementi si è aggiunto un effetto commerciale inizialmente non previsto, perché diversi clienti hanno contattato il tassista anche per provare una Tesla.

Il confronto dei costi su 100.000 chilometri

Il raffronto più interessante riguarda le precedenti auto utilizzate nello stesso lavoro. Con una Toyota ibrida, su 100.000 chilometri la spesa dichiarata era di circa 7.000 euro per la benzina e 3.500 euro per la manutenzione ordinaria. La precedente vettura diesel richiedeva invece circa 9.000 euro di gasolio e 4.500 euro di manutenzione sullo stesso chilometraggio.

Con la Model 3 Performance, sempre secondo i conti del proprietario, i primi 100.000 chilometri sono costati circa 3.500 euro di energia. Il dato si riferisce però al periodo precedente agli aumenti dei prezzi della ricarica. La manutenzione ordinaria è stata descritta come sostanzialmente nulla, fatta eccezione per un tagliando eseguito dopo due anni e costato 270 euro.

Sono numeri legati a un impiego professionale specifico, ma mostrano quanto il chilometraggio annuale possa incidere sulla convenienza dell'elettrico. Nel caso di un taxi, il risparmio non dipende soltanto dal costo dell'energia: pesa anche l'assenza delle frequenti operazioni di manutenzione richieste dalle precedenti vetture.

Ricariche rapide e nessuna presa domestica

La gestione quotidiana avviene senza possibilità di ricaricare a casa, perché il tassista non dispone di un box. Durante una giornata da 400-500 chilometri vengono normalmente effettuate due soste, organizzate nei momenti di minore richiesta. Una sessione presso una stazione rapida dura indicativamente 40 minuti, anche se il tempo effettivo dipende dal livello della batteria e dalle esigenze di lavoro.

Circa il 90% delle ricariche è stato effettuato presso infrastrutture fast. Nei viaggi più lunghi vengono utilizzati anche i Supercharger, mentre le sessioni in corrente alternata sono state rare. Per contenere i costi vengono alternati pacchetti di operatori diversi: quello Be Charge citato comprende 500 kWh per 175 euro, mentre l'offerta A2A utilizzata mette a disposizione 180 kWh per 60 euro. Il consumo mensile per l'attività arriva a circa 1.200 kWh.

Finora la necessità di ricaricare non ha comportato il rifiuto di una corsa. La strategia è fermarsi appena la percentuale scende troppo, senza aspettare una richiesta potenzialmente lunga. Non sono comunque mancati momenti delicati: in un'occasione l'auto è arrivata alla colonnina con l'1% di batteria, affidandosi al corretto funzionamento dell'infrastruttura.

Freni longevi, pneumatici più sollecitati

Uno degli aspetti più sorprendenti riguarda i freni. Nonostante l'impiego intenso e alcune esperienze in pista, dischi e pastiglie risultano ancora quelli originali. Durante un controllo richiesto espressamente dal proprietario, le pastiglie sono state giudicate ancora ampiamente utilizzabili. Il dato evidenzia l'effetto della frenata rigenerativa, che rallenta l'auto attraverso il motore elettrico e riduce il ricorso all'impianto tradizionale.

La situazione cambia per gli pneumatici da 20 pollici. Il primo treno è durato circa 60.000 chilometri e le sostituzioni successive si sono attestate generalmente tra 55.000 e 60.000 chilometri. Il proprietario valuta il passaggio a ruote più piccole, ma vuole procedere soltanto dopo aver ottenuto la necessaria regolarizzazione sul libretto di circolazione.

Tra gli interventi da programmare ci sono inoltre i braccetti delle sospensioni, diventati rumorosi. Non vengono invece segnalati guasti alla batteria o sintomi capaci di preoccupare il proprietario, nonostante sia già stata superata la soglia chilometrica di garanzia citata per la batteria della versione Performance, indicata in 160.000 chilometri.

Comfort quotidiano e assistenza: le principali criticità

Dopo molte ore trascorse ogni giorno al volante, il giudizio sul sedile è positivo: l'esperienza d'uso non ha evidenziato problemi di mal di schiena. La configurazione bassa dell'auto, insieme agli pneumatici dalla spalla ridotta, rende però chiaramente percepibili buche e asperità, soprattutto sulle strade urbane.

Meno pratica, per il servizio taxi, è l'apertura interna delle portiere. Molti passeggeri non comprendono immediatamente come azionarla e il tassista stima di dover aprire personalmente la porta nel 90% dei casi. Anche il rivestimento del poggiatesta del conducente ha richiesto una sostituzione ed è tornato a mostrare segni di deterioramento.

La criticità più netta riguarda l'assistenza, un elemento particolarmente sensibile per chi non può permettersi lunghi fermi macchina. In seguito a un guasto dell'aria condizionata sono emerse indicazioni discordanti sulla quantità di refrigerante necessaria. Dopo ripetuti confronti, un'officina esterna ha pulito gli scambiatori di calore e ripristinato il sistema utilizzando 600 grammi di gas, risolvendo il problema.

Il bilancio dopo oltre 267.000 chilometri resta quindi favorevole sul piano dei costi, dell'affidabilità della batteria e dell'usura dei freni. Le contropartite sono una dipendenza quasi totale dalla rete pubblica, il consumo di pneumatici, alcune soluzioni poco intuitive per i passeggeri e un'assistenza che, nell'esperienza raccontata, non sempre ha risposto con la precisione e la rapidità necessarie a un utilizzatore professionale.

Una domanda per voi

Per un taxi elettrico conta di più il risparmio sui costi di gestione o la disponibilità di una rete di ricarica rapida affidabile?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=nVJiUGv9Rsg

Matteo Valenza

https://bit.ly/m/MatteoValenza

Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!