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Tesla Model 3 Performance taxi: il bilancio a 691.000 km
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Tesla Model 3 Performance taxi: il bilancio a 691.000 km

4 min.

Una Tesla Model 3 Performance del 2019 impiegata come taxi ha raggiunto 691.000 km, portando con sé un caso d'uso particolarmente intenso per valutare l'invecchiamento di un'auto elettrica. L'esemplare continua a lavorare quotidianamente e si avvicina alla soglia dei 700.000 km, ma nel frattempo ha richiesto la sostituzione del motore anteriore. L'intervento permette di osservare non soltanto cosa possa guastarsi dopo una percorrenza così elevata, ma anche costi e tempi necessari per rimettere la vettura in piena efficienza.

Il motore anteriore si è fermato senza preavviso

Il guasto più importante si è verificato a dicembre e ha coinvolto il motore anteriore. Non sono stati avvertiti rumori o altri segnali progressivi: sul display è comparso direttamente l'avviso relativo all'avaria dell'unità. Trattandosi di una Model 3 Performance a trazione integrale, l'auto ha comunque continuato a muoversi sfruttando il motore posteriore ed è rimasta operativa durante l'attesa del ricambio, evitando però di richiedere le massime prestazioni.

La diagnosi è stata effettuata da remoto da Tesla. Una volta disponibile il componente, la sostituzione è stata completata dal centro di assistenza di Peschiera Borromeo in circa due giorni. Il conto complessivo, comprensivo anche dei supporti posteriori danneggiati, è stato di circa 3.200 euro.

La configurazione utilizza due unità differenti: davanti è presente un motore a induzione, mentre al posteriore lavora un motore a magneti permanenti. Secondo quanto riferito dal proprietario, l'unità anteriore sostituita aveva percorso circa 630.000 km. Il guasto, quindi, è arrivato soltanto dopo un impiego professionale molto prolungato.

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Pastiglie ancora originali dopo 691.000 km

Il dato più sorprendente riguarda l'impianto frenante: le pastiglie non sono ancora state sostituite e presentano ancora materiale utile. Un risultato legato all'impiego sistematico della frenata rigenerativa e della guida one pedal, che permette al motore elettrico di rallentare l'auto recuperando energia e riducendo il ricorso ai freni tradizionali.

L'impianto verrà comunque revisionato. Il progetto prevede la sostituzione delle pastiglie e del fluido, insieme all'installazione di tubi freno di tipo aeronautico. L'obiettivo dichiarato è ottenere una risposta più pronta quando viene richiesta una frenata intensa, aspetto sul quale questa prima generazione di Model 3 Performance non ha restituito impressioni particolarmente convincenti durante le prove.

Anche cerchi e supporti hanno risentito dell'uso e delle condizioni stradali. Diversi cerchi si sono danneggiati nel tempo, mentre i supporti posteriori sostituiti insieme al motore provocavano un rumore riconoscibile. Questi elementi in gomma sono concepiti per assorbire le sollecitazioni e rappresentano componenti sacrificabili rispetto agli organi meccanici che devono proteggere.

Radiatori, interni e manutenzione preventiva

Tra gli interventi da non trascurare emerge la pulizia dei radiatori e degli scambiatori di calore. Durante il primo smontaggio erano stati trovati rami e altri detriti accumulati nella parte anteriore, particolarmente esposta perché l'auto è molto bassa. In seguito è stata montata una griglia protettiva, pensata per trattenere parte dello sporco senza limitare il flusso d'aria.

L'abitacolo sarà invece aggiornato con sedili ventilati di generazione più recente, mentre un pannello interno dovrà essere sostituito. Non si tratta di riparazioni necessarie per mantenere l'auto operativa, ma di interventi destinati a riportare gli interni a condizioni migliori dopo anni di servizio professionale.

Questo esemplare appartiene alla prima fase produttiva della Model 3: è privo di pompa di calore e doppi vetri, soluzioni introdotte sulle versioni successive. La percorrenza raggiunta mostra quindi il comportamento nel lungo periodo di una configurazione del 2019, sottoposta a un utilizzo molto diverso da quello di una normale auto privata.

Circa 9.000 euro di spese complessive

Sommando le fatture conservate dal proprietario e il recente intervento sul motore, la stima complessiva è di circa 9.000 euro in quasi 700.000 km. È un valore indicativo, ma offre una misura concreta delle spese affrontate per mantenere operativa la vettura durante un impiego da taxi.

⚡ Leggi anche: Tesla Model 3 Performance taxi: il bilancio dopo 267.000 km

La sostituzione del motore anteriore rappresenta finora l'intervento più rilevante, ma non ha fermato definitivamente il veicolo né richiesto la sostituzione dell'intero sistema di trazione. L'auto continua a essere utilizzata quotidianamente e il proprietario conferma che sceglierebbe nuovamente Tesla, soprattutto alla luce dell'affidabilità riscontrata su questa specifica vettura.

In famiglia è presente anche una BYD Dolphin Surf, apprezzata per il tipo di utilizzo a cui è destinata. Il confronto diretto viene però considerato poco significativo: le due auto appartengono a segmenti e fasce di prezzo differenti. L'impressione personale resta favorevole alla Model 3 per qualità e comportamento generale, mentre la Dolphin Surf viene giudicata adeguata alle esigenze per cui è stata acquistata.

Una domanda per voi

Una spesa di circa 9.000 euro in quasi 700.000 km rende questa Model 3 un caso replicabile o un'eccezione particolarmente favorevole?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato controllato dall'intelligenza artificiale

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=Yw-IRnkrMyk

Matteo Valenza

https://bit.ly/m/MatteoValenza

Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!