Tesla Model 3 Performance: l’assetto adattivo cambia tutto
La Tesla Model 3 Performance aggiornata non si limita ad aggiungere potenza alla berlina elettrica. Rispetto alla generazione precedente, l’allestimento più sportivo introduce interventi specifici su assetto, sterzo, sedili e aerodinamica. La novità determinante emersa durante la prova è rappresentata dalle sospensioni elettroniche adattive, capaci di rendere l’auto più vivibile nell’impiego quotidiano e, cambiando configurazione, molto più composta e precisa nella guida dinamica.
Due motori e 647 CV teorici
La Model 3 Performance adotta la trazione integrale con due motori a magneti permanenti. I valori teorici indicati sono 647 CV e 741 Nm di coppia, mentre Tesla dichiara una velocità massima autolimitata di 262 km/h e uno scatto da 0 a 100 km/h in 3,1 secondi. Quest’ultimo dato va letto considerando il metodo di rilevazione adottato: nella prova viene stimato un tempo effettivo nell’ordine di 3,2-3,3 secondi includendo il rollout iniziale.
L’erogazione è uno degli aspetti più impressionanti del primo contatto. La coppia arriva in modo estremamente rapido e l’accelerazione risulta particolarmente intensa, ma il dato più interessante non è la sola spinta sul rettilineo. Tra le curve l’elettronica di controllo è apparsa precisa, con interventi ben calibrati di ESP e controllo di trazione anche quando l’aderenza viene sollecitata.
Il pacco batteria LG ha una capacità lorda dichiarata di 78,1 kWh, con 75 kWh utilizzabili. È formato da oltre 4.400 celle cilindriche, lavora a 357 V effettivi e utilizza una chimica nichel-cobalto-manganese. La ricarica arriva a 11 kW in corrente alternata trifase e a un massimo di 250 kW in corrente continua. Il passaggio dal 10 all’80% viene indicato in meno di mezz’ora, ma l’esemplare provato non disponeva ancora del software definitivo per l’ottimizzazione della curva di ricarica: per questo non è stato effettuato un test approfondito.
Le sospensioni adattive trasformano la guida
La differenza più rilevante rispetto alla precedente Model 3 Performance riguarda la regolazione elettronica dello smorzamento. Le modalità disponibili sono Standard e Sport, mentre l’accelerazione può essere configurata su Soft, Standard oppure Insane. Anche il peso dello sterzo è regolabile, permettendo di adattare il comportamento dell’auto al tipo di percorso.
Con le impostazioni più tranquille, la Performance si è mostrata più confortevole e utilizzabile quotidianamente rispetto alle Model 3 precedenti, criticate durante l’esperienza sul campo per un assetto troppo rigido. Selezionando invece sospensioni Sport, accelerazione Insane e sterzo Pesante, il carattere cambia nettamente. La nuova scatola dello sterzo offre un comando consistente, preciso e dotato di un buon precarico lungo la rotazione. L’impressione è quella di una vettura molto diretta, quasi simile a un go-kart per rapidità e controllo, pur con dimensioni e massa evidentemente superiori.
In frenata la carrozzeria rimane più composta rispetto alla generazione precedente. La vecchia Performance appariva efficace ma anche grezza; il nuovo modello conserva la reattività, presentandosi però più rifinito e coerente con la propria impostazione sportiva. Tra i limiti resta un diametro di sterzata percepito come ampio. È stato inoltre avvertito un leggero alleggerimento dell’avantreno nelle prime fasi dell’accelerazione, rapidamente recuperato dai controlli.
Cerchi, aerodinamica e abitacolo specifici
La caratterizzazione esterna passa dai cerchi Warp con pneumatici Pirelli differenziati: 275 al posteriore e 235 all’anteriore. Durante la prova hanno restituito una sensazione di appoggio molto stabile. Completano l’allestimento uno spoiler con alette laterali inclinate, un estrattore posteriore più marcato e nuove feritoie anteriori. Sono interventi che distinguono visivamente la Performance dalle altre varianti senza limitarsi a badge e dettagli secondari.
Nell’abitacolo debuttano sedili specifici con fianchetti più pronunciati, utili a trattenere meglio il corpo nella guida dinamica. Sono presenti anche pedaliera in metallo e finiture con trama in carbonio. I materiali dei pannelli porta sono apparsi solidi e privi di scricchiolii evidenti, anche se la fascia luminosa mette maggiormente in risalto alcuni disallineamenti. Il poggiatesta anteriore fisso limita inoltre le possibilità di regolazione.
La scelta di spostare gli indicatori di direzione sul volante richiede adattamento. Il comando risulta raggiungibile nella guida ordinaria, ma diventa meno intuitivo quando il volante è ruotato, per esempio in uscita da una rotatoria. Il software può disattivare automaticamente l’indicatore dopo aver rilevato un cambio di corsia o l’uscita dalla rotatoria, ma questo non elimina del tutto il problema ergonomico.
Praticità migliorata, ma restano alcuni limiti
Il bagagliaio offre circa 595 litri e la capacità cresce quasi del doppio abbattendo i sedili. Sotto il piano è disponibile un ulteriore vano, mentre il portellone è elettrico. Rimane però una criticità già riscontrata sulla precedente generazione: in caso di pioggia, l’acqua può accumularsi dietro lo spoiler e scorrere verso il vano quando il portellone viene aperto.
L’accesso all’abitacolo è condizionato dalla ridotta altezza da terra e dalla seduta bassa. Salire e scendere ripetutamente può quindi risultare scomodo per chi ha difficoltà motorie o problemi alla schiena. Anche lo spazio posteriore non è ideale per le persone più alte: con il sedile anteriore regolato per un conducente di 1,92 metri, la sistemazione dietro è stata giudicata poco vivibile.
Nel complesso, la nuova Model 3 Performance appare finalmente distinta dalle versioni meno potenti non soltanto per accelerazione e freni, ma per un insieme organico di modifiche. Le sospensioni adattive ampliano il campo di utilizzo, i sedili migliorano il sostegno e lo sterzo rende la risposta più precisa. Non mancano compromessi ergonomici e pratici, ma il risultato è una variante con un’identità dinamica molto più definita rispetto al modello precedente.
Una domanda per voi
Le sospensioni adattive sono sufficienti a rendere una berlina elettrica ad alte prestazioni adatta anche all’uso quotidiano?
Nota sulla redazione
Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.
Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=mWPLpt43Vqo

Seguo il mondo della mobilità elettrica dal 2016 e dal 2019 condivido questa passione con il Boss! Tesla Model S Dreamer

