Tesla Model 3 Performance Highland, più efficace tra strada e modalità Track
La Tesla Model 3 Performance aggiornata con il progetto Highland non si limita a cambiare nell'aspetto. Il confronto con la precedente Performance del 2019 mette in evidenza interventi sostanziali su motori, sospensioni e sterzo, accompagnati da sedili più contenitivi e da una modalità Track ricca di regolazioni. Durante la prova è emersa un'auto più efficace soprattutto nella progressione alle alte velocità e nella gestione dei movimenti della carrozzeria.
Accelerazione: il salto più evidente arriva dopo i 100 km/h
Con la modalità di accelerazione Insane, il controllo di guida Sport e lo sterzo impostato sul livello più pesante, la Model 3 Performance offre una spinta molto intensa. Nello scatto iniziale la precedente versione è stata percepita come leggermente più aggressiva: l'esemplare del 2019 utilizzato come riferimento aveva registrato uno 0-100 km/h in 2,8 secondi durante una prova su una pista di decollo.
La differenza più significativa riguarda però la progressione tra 100 e 200 km/h. Era un ambito nel quale la prima Model 3 Performance mostrava maggiori difficoltà, mentre il modello Highland è apparso nettamente più rapido. Secondo quanto emerso dal test, il miglioramento è legato al cambiamento del motore posteriore. Il risultato è una spinta che continua con maggiore decisione anche una volta superata la fase iniziale dell'accelerazione.
A gestire questa intensità contribuiscono i nuovi sedili sportivi. Rispetto alle sedute delle versioni Standard e Long Range, presentano fianchetti più alti e rigidi, oltre a una conformazione più contenitiva. Nei rapidi cambi di direzione il corpo rimane quindi meglio ancorato, superando uno dei limiti percepiti sulla Performance del 2019, il cui sedile lasciava maggiore libertà ai movimenti laterali.
Assetto, sterzo e freni trasmettono maggiore controllo
Il controllo di trazione si è mostrato efficace anche accelerando con decisione in curva, contenendo le perdite di aderenza senza tagliare eccessivamente la potenza. La valutazione deve comunque considerare le condizioni dell'esemplare del parco stampa, dotato di pneumatici già piuttosto sfruttati. Nei cambi di direzione affrontati oltre i 90 km/h la massa rimane percepibile: la precedente Model 3 Performance pesava 1.969 kg e, secondo quanto riferito durante il test, la nuova versione è leggermente più pesante.
Nonostante questo, l'impressione è quella di un comportamento stabile e rassicurante. La vettura limita il rollio e mantiene un assetto composto anche nelle fasi di forte accelerazione o decelerazione. La gestione dell'avantreno è particolarmente importante su un'elettrica così prestazionale: contenere il suo alleggerimento in accelerazione aiuta infatti gli pneumatici anteriori a conservare aderenza e precisione direzionale.
La diversa taratura delle sospensioni contribuisce a questa sensazione generale. Anche il pedale del freno è stato percepito come molto più duro rispetto alla precedente Performance e alle versioni Long Range e Standard. Una risposta tanto diretta permette di dosare con maggiore consapevolezza la frenata. Lo sterzo, dal canto suo, comunica in modo chiaro ciò che accade alle gomme e consente inserimenti precisi.
Il retrotreno può concedere qualche accenno di sovrasterzo, ma la trazione integrale tende a coinvolgere entrambe le estremità dell'auto. Nella configurazione ordinaria non si ottiene quindi il comportamento libero di una vettura esclusivamente a trazione posteriore con i controlli disattivati. Per modificare in modo più profondo la dinamica bisogna ricorrere alla modalità Track, pensata per l'impiego in pista.
Cosa cambia con la modalità Track
La modalità Track può essere attivata dal display centrale dopo aver fermato l'auto e inserito la posizione Park. Il sistema permette di regolare il bilanciamento tra sovrasterzo e sottosterzo, oltre alla frenata rigenerativa su una scala compresa tra 0 e 100%. Sono disponibili anche funzioni dedicate al raffreddamento e alla registrazione dei giri in pista.
L'interfaccia consente inoltre di controllare la risposta dei motori e lo stato di gomme e freni. Quando la modalità entra in funzione, alcuni controlli di trazione e dispositivi di sicurezza vengono esclusi: tra questi anche la frenata automatica d'emergenza. La temperatura della batteria viene portata intorno ai 50 °C per renderne disponibile l'energia nelle condizioni richieste dall'uso più intenso.
Con Track attiva la Model 3 Performance lascia maggiore libertà ai movimenti della carrozzeria e rende più reattiva la frenata rigenerativa. Tesla propone anche profili preimpostati per favorire il drift, trasferendo più potenza al retrotreno e modificando il comportamento in inserimento. Sono funzioni da utilizzare in circuito: la rimozione di parte delle protezioni rende inappropriata una sperimentazione su strada aperta.
Un'evoluzione concreta rispetto alla Performance del 2019
Nel complesso, il lavoro svolto su sospensioni e dinamica di guida appare più convincente rispetto alla generazione precedente. La nuova Performance conserva il carattere molto energico del modello, ma lo accompagna con un controllo più accurato, una progressione superiore oltre i 100 km/h e un abitacolo capace di sostenere meglio il guidatore durante la guida impegnata.
L'impiego in pista richiede comunque attenzione anche dopo i turni più intensi. Quando batteria, motori e freni si sono scaldati, è opportuno percorrere uno o più giri a ritmo ridotto per favorire il raffreddamento. Fermarsi immediatamente ai box e bloccare l'auto senza questa fase può sottoporre soprattutto l'impianto frenante a uno stress evitabile. La Model 3 Performance Highland amplia dunque le possibilità di regolazione, ma richiede anche un utilizzo consapevole delle sue prestazioni.
Una domanda per voi
Le regolazioni della modalità Track rappresentano un valore concreto per una berlina elettrica ad alte prestazioni o restano utili soltanto in circuito?
Nota sulla redazione
Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.
Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=vK3ywRiOLlI

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