Tesla Model 3 Performance, da Brescia a Roma con una sosta di ricarica
Circa 570 km da Brescia a Roma, una Tesla Model 3 Performance e una sola sosta programmata per la ricarica. Il viaggio ha messo alla prova non soltanto l'autonomia dell'auto, ma anche la capacità di gestire previsioni del navigatore, traffico e margine residuo della batteria. Il momento più delicato è arrivato prima del Supercharger di Firenze, con l'11% disponibile e una coda negli ultimi 20 km.
La strategia di viaggio e la sosta a Firenze
La pianificazione iniziale indicava un tempo di percorrenza di 5 ore e 58 minuti. L'obiettivo era raggiungere Firenze con circa il 20% di batteria, fermarsi per mangiare e sfruttare una pausa prevista di una cinquantina di minuti per ricaricare prima di ripartire verso Roma.
Il programma è però cambiato durante il tragitto. Una sosta anticipata per mangiare non è stata accompagnata da una ricarica e la previsione all'arrivo presso il Supercharger è scesa prima al 10-11%. La scelta non ha impedito di proseguire, ma ha ridotto sensibilmente il margine disponibile per affrontare eventuali imprevisti.
L'imprevisto si è presentato sotto forma di traffico: con l'11% di batteria e circa 20 km ancora da percorrere, la Model 3 si è trovata in coda in un tratto caratterizzato anche dalla presenza di gallerie. Il Supercharger è stato comunque raggiunto e la batteria è stata riportata al 90% prima della ripartenza. Il tempo effettivo della ricarica non viene indicato, quindi non è possibile confrontarlo con i circa 50 minuti ipotizzati in partenza.
La seconda tratta e il tentativo di ridurre i consumi
Dopo Firenze restava da affrontare la parte notturna del viaggio. Alle 00:20 il contatore riportava 417 km percorsi e 85 kWh complessivi, mentre l'orario stimato di arrivo era intorno alle 3 del mattino. La destinazione finale era un hotel dotato di Destination Charger, già concordato come punto di ricarica all'arrivo.
Nel corso di questa tratta sono state sperimentate alcune tecniche di hypermiling, cioè una guida orientata a contenere il più possibile il consumo energetico. In particolare, durante le discese più lunghe è stata utilizzata la posizione di folle, insieme a una gestione prudente della velocità. Dopo alcune decine di chilometri, le segnalazioni del sistema sulla necessità di ridurre ulteriormente l'andatura non si sono più ripresentate.
Si tratta però di un riscontro maturato durante un singolo viaggio, non di una misurazione comparativa. Senza due prove svolte sullo stesso percorso e nelle medesime condizioni non è possibile stabilire quanto ciascuna tecnica abbia inciso realmente sul risultato finale. Resta comunque evidente il ruolo delle indicazioni fornite dall'auto nell'adattare la guida alla carica disponibile.
L'arrivo a Roma con un margine ridotto
Sul Grande Raccordo Anulare mancavano 37 km e 28 minuti alla destinazione, con il 12% di batteria indicato in quel momento. Più avanti la percentuale è scesa all'8%. A 14 km dall'hotel, l'autonomia residua stimata era di 38 km e la previsione indicava un arrivo con circa il 5%.
Nel tratto conclusivo sono stati letti valori cumulativi di 569,4 km e 117 kWh. Il dato preciso della batteria effettivamente rimasta all'arrivo non è disponibile, ma la destinazione è stata raggiunta dopo aver mantenuto un'attenzione particolare al percorso: con un margine così contenuto, anche un errore di navigazione avrebbe potuto complicare l'accesso al punto di ricarica dell'hotel.
Che cosa emerge dal test
L'esperienza dimostra quanto la gestione di un lungo viaggio elettrico dipenda dall'integrazione fra autonomia, soste e disponibilità della ricarica a destinazione. La Model 3 Performance ha completato la tratta Brescia-Roma con una sola ricarica intermedia, ma la decisione di non collegare l'auto durante la prima pausa ha portato a raggiungere Firenze con un margine molto inferiore rispetto al piano iniziale.
Il traffico e le variazioni delle stime hanno aggiunto incertezza, mentre il Supercharger di Firenze e il Destination Charger previsto presso l'hotel hanno costituito i due riferimenti centrali della strategia. Il risultato non definisce in modo assoluto l'autonomia del modello, perché riguarda uno specifico percorso e condizioni non replicate, ma mostra concretamente quanto sia importante conservare un margine sufficiente per assorbire deviazioni e imprevisti.
Una domanda per voi
Quale margine di batteria dovrebbe essere mantenuto durante un lungo viaggio elettrico per affrontare traffico e deviazioni senza preoccupazioni?
Nota sulla redazione
Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.
Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=TkHsISXVs0M

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