Tesla Model 3 Performance a 250.000 km: cosa rivelano batteria e celle
Una Tesla Model 3 Performance del 2021 con circa 250.000 km permette di osservare da vicino come invecchia un'auto elettrica ad alta percorrenza. Il dato più interessante non è però la sola distanza coperta: il pacco batteria originale è stato sostituito in garanzia con un'unità rigenerata RMN, quindi la storia dell'auto e quella dell'accumulatore attualmente installato non coincidono completamente.
Per ricostruire lo stato della batteria sono stati confrontati tre metodi: la stima dell'app Tessi, un certificato PKC ottenuto tramite presa OBD e la lettura diretta dei parametri CAN con Scan My Tesla. Il risultato complessivo indica circa 65 kWh utilizzabili, uno stato di salute nell'ordine dell'83,6% e, soprattutto, un'eccellente uniformità tra le celle.
Un pacco rigenerato con celle Panasonic
La Model 3 in esame appartiene a una fase produttiva del 2021 interessata, secondo quanto ricostruito durante il test, da problemi al pacco batteria su alcune versioni Long Range e Performance. L'accumulatore originale è stato quindi sostituito senza costi per il proprietario, grazie alla garanzia, con un pacco RMN rigenerato da Tesla.
Un pacco RMN non è necessariamente nuovo: viene ricondizionato per garantire parametri compatibili con l'auto sulla quale viene installato. Nel caso specifico, l'usura rilevata risulta coerente con il chilometraggio complessivo della vettura e leggermente migliore rispetto alla media mostrata dallo strumento di confronto per esemplari analoghi.
L'accumulatore installato viene identificato come un pacco Panasonic con celle formato 2170. Durante l'utilizzo sono state osservate alcune limitazioni della frenata rigenerativa con batteria relativamente fredda. Si tratta di un comportamento già riscontrato su altre Tesla, ma la prova non consente di trasformare questa impressione in una valutazione definitiva sulle prestazioni termiche del pacco.
Perché l'autonomia indicata non basta
La prima stima, ottenuta tramite Tessi, attribuisce alla batteria uno stato di salute dell'83,28%, corrispondente a un degrado del 16,72%. La capacità iniziale viene stimata in 78,88 kWh, mentre quella utilizzabile attuale risulta pari a 65,69 kWh. Il valore è vicino alle letture successive, ma il metodo presenta limiti importanti.
Tessi elabora infatti dati relativi alle sessioni di ricarica, alle percentuali recuperate, ai consumi e alle distanze percorse. Non misura direttamente la capacità interna della batteria e può quindi risentire delle dispersioni di ricarica e delle ipotesi utilizzate nei calcoli. Anche stimare il degrado osservando semplicemente l'autonomia mostrata al 100% può essere fuorviante: sulla vettura il valore è passato da 411 a 416 km dopo un periodo di utilizzo e calibrazione, senza che ciò dimostri un reale recupero di capacità.
Il sistema conserva inoltre un buffer energetico anche quando l'indicatore raggiunge lo zero. Questo margine, non disponibile per la guida ordinaria, impedisce di ricavare la capacità netta moltiplicando semplicemente autonomia, consumo medio e percentuale visualizzata.
Capacità utilizzabile e bilanciamento delle celle
Il certificato PKC, basato sulla lettura OBD, restituisce uno stato di salute dell'83,6%, equivalente a un degrado del 16,4%. La capacità utilizzabile calcolata è di 65,1 kWh, con altri 2,9 kWh conservati nel buffer allo 0%. Il risultato si avvicina alla stima di Tessi, ma deriva da parametri più direttamente collegati alla batteria.
Il dato più significativo riguarda il delta massimo tra le celle, pari ad appena 4 mV. I valori osservati vanno da 3,819 a 3,823 V. Una differenza così contenuta indica che le celle stanno lavorando in modo molto uniforme: non emerge un gruppo nettamente più debole e non si vedono gli squilibri che potrebbero suggerire un problema localizzato in uno dei moduli.
Questo risultato aiuta a distinguere due concetti spesso confusi. La capacità complessiva può diminuire con l'età e l'uso, mentre il pacco può continuare a essere ben bilanciato. In questo caso il degrado energetico è misurabile, ma la differenza di tensione tra le celle resta estremamente ridotta.
La lettura diretta del CAN e la storia energetica
Scan My Tesla, collegata tramite OBD, legge direttamente i dati disponibili sulla rete CAN dell'auto. La capacità utilizzabile indicata è di 65 kWh, mentre il parametro nominal full pack riporta 65,1 kWh e il buffer energetico 2,93 kWh. Sono valori sostanzialmente allineati con il certificato PKC e più prudenti rispetto ai 65,69 kWh stimati da Tessi.
La cronologia di ricarica mostra un utilizzo prevalentemente in corrente alternata: il 95% delle sessioni risulta effettuato in AC e soltanto il 5% in DC. I contatori riportano 1.367 kWh caricati in corrente continua e oltre 22.000 kWh in alternata. Il sistema registra inoltre 513 cicli di carica e scarica per il pacco.
La vettura ha recuperato attraverso la frenata rigenerativa più di 9.300 kWh nell'arco di poco meno di 248.000 km. Un ulteriore contatore attribuisce 1.645 kWh ai consumi stazionari, cioè all'energia impiegata dall'auto mentre non viene guidata. Rientrano in questa voce le attività con cui la vettura mantiene operativi i propri sistemi e gestisce la batteria anche durante le soste.
Non tutti i contatori possono combaciare perfettamente. Alcuni appartengono alle centraline del veicolo, altri sono memorizzati nel BMS del pacco sostitutivo. Poiché la batteria attuale non ha seguito l'intera vita dell'auto, confrontare direttamente tutti i totali rischia di produrre conclusioni errate.
Il quadro finale è quindi più articolato di un semplice verdetto sulla batteria. La capacità disponibile è scesa a circa 65 kWh, ma il bilanciamento delle celle rimane molto preciso e non emergono segnali di un modulo isolato in difficoltà. Per valutare davvero un'elettrica usata ad alta percorrenza servono dunque letture dirette, cronologia della batteria e analisi dei singoli parametri, non soltanto i chilometri promessi sul display.
Una domanda per voi
Nella valutazione di una batteria usata conta di più la capacità residua o l'uniformità con cui continuano a lavorare le singole celle?
Nota sulla redazione
Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.
Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=lvAOBgAnF00

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