Tesla Model 3 oltre 250.000 km: il test della ricarica
Quanto resta competitiva la ricarica rapida di un’auto elettrica dopo molti anni e oltre 250.000 km? Una Tesla Model 3 Performance è stata sottoposta a una sessione presso il Supercharger V3 di Dalmine, registrando potenza, stato di carica e tempi dall’11 al 90%. Il risultato principale è un passaggio dal 20 all’80% in 27 minuti, accompagnato da una curva che nella parte iniziale raggiunge 216 kW.
Il dato richiede però una precisazione importante: nel corso della vita della vettura è stata sostituita la batteria. Il materiale disponibile indica che l’unità montata è quasi equivalente a quella originale, ma non fornisce qui tutti i dettagli sull’intervento. I 250.000 km descrivono quindi la percorrenza dell’auto e non possono essere attribuiti automaticamente al pacco attualmente installato.
Picco di 216 kW e 27 minuti dal 20 all’80%
La sessione è iniziata con la batteria all’11%. La potenza è salita rapidamente oltre 208 kW, raggiungendo un massimo di 216 kW al 13% di stato di carica. Al 20% erano ancora disponibili 159 kW, ma da quel punto la potenza ha iniziato a diminuire in modo progressivo: è il tratto caratteristico della curva di ricarica delle versioni Long Range e Performance osservato durante il test.
Dopo cinque minuti dal 20%, la batteria aveva raggiunto il 36% e ricevuto circa 14 kWh. Il 50% è arrivato dopo 10 minuti e 10 secondi, con circa 22-23 kWh immessi. Al 68% e dopo 19 minuti, la potenza era scesa a 65 kW. Il conteggio si è infine fermato a 26 minuti e 59 secondi per il passaggio dal 20 all’80%.
I 65 kW osservati intorno al 68-69% assumono un significato particolare rispetto alla capacità utilizzabile misurata sul pacco, pari a 65,1 kWh. La potenza corrisponde infatti a circa 1C: in termini semplificati, significa erogare una potenza in kilowatt numericamente simile alla capacità della batteria espressa in kilowattora. Oltre questa soglia, la convenienza nel proseguire una sosta durante un viaggio dipende sempre più da consumi, percorso e andamento successivo della curva.
Il confronto con la curva a vettura nuova
I dati raccolti percentuale per percentuale sono stati confrontati con una prova di riferimento svolta su un’altra Model 3 Performance dello stesso tipo, quando aveva circa 400-450 km. Nel test originario la potenza all’11% risultava pari a 184 kW, mentre la vettura attuale ha registrato circa 200 kW allo stesso livello e ha poi toccato 216 kW al 13%.
Anche la potenza media calcolata mostra una differenza: la sessione di riferimento da nuova si attestava a 100,9 kW tra il 10 e l’80%, mentre quella attuale arriva a 108,5 kW. Il valore dichiarato all’uscita della vettura era invece di 27 minuti e 124 kW medi per lo stesso intervallo.
Non si tratta tuttavia di un confronto di laboratorio. Le prove riguardano due esemplari differenti e sono state effettuate in condizioni ambientali diverse, anche se entrambe le batterie erano state preriscaldate per almeno un’ora. Una singola sessione, inoltre, non basta per separare con certezza l’effetto dell’usura da quello della temperatura, della gestione termica o degli aggiornamenti introdotti nel tempo.
L’interpretazione emersa dal test è che Tesla abbia modificato negli anni la gestione della batteria, adattando le curve di carica e scarica sulla base del comportamento delle celle. La capacità utilizzabile più contenuta, abbinata a potenze che non risultano ridotte nella stessa proporzione, può contribuire a mantenere tempi di ricarica competitivi. Per confermare questa lettura sarebbero però necessarie numerose sessioni ripetute e confrontabili.
Come distribuisce la potenza il Supercharger V3
La prova si è svolta su un Supercharger V3 dotato di cavo raffreddato a liquido. Il raffreddamento consente di utilizzare un cavo più sottile rispetto a una soluzione passiva; nel charging pod sono presenti anche un radiatore e ventole dedicate alla gestione della temperatura del cavo.
Ogni cabinet di conversione serve teoricamente quattro stalli, ma l’architettura condivisa permette di distribuire la potenza disponibile tra più gruppi. Il sistema impiega barre comuni e un controller capace di riallocare l’energia con una granularità indicata in 1 kW: quando un’auto riduce la propria richiesta, quella potenza può essere resa disponibile a un altro veicolo collegato.
Durante la sessione sono arrivate altre vetture, senza però compromettere il risultato finale. Nel complesso, i 27 minuti misurati dal 20 all’80% mostrano una prestazione ancora valida per questa Model 3 Performance. Il test non dimostra da solo la longevità di una batteria per 250.000 km, soprattutto considerando la sostituzione avvenuta, ma indica che l’auto continua a sostenere una curva di ricarica rapida senza un evidente taglio della potenza di picco.
Una domanda per voi
Per valutare la ricarica di un’elettrica molto chilometrata, quanto contano i test ripetuti rispetto a una singola sessione?
Nota sulla redazione
Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.
Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=_kSRYKnT3e4

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