Skip to main content
Tesla Model 3, l’Autopilot alla prova con un pedone tra rettilineo e curva
Pubblicato il
Aggiornato il

Tesla Model 3, l’Autopilot alla prova con un pedone tra rettilineo e curva

4 min.

Quanto si può fare affidamento su un sistema di guida assistita quando un pedone attraversa improvvisamente la strada? Una prova condotta nel 2019 con una Tesla Model 3 ha restituito risultati differenti in base alla velocità e alla conformazione del percorso. A 30 km/h l’auto si è arrestata autonomamente in più occasioni, mentre a 50 km/h, all’uscita da una curva, è stato necessario l’intervento del conducente.

Il test era estremamente rischioso e non deve essere replicato. Ha coinvolto una persona reale, Arisa, chiamata ad attraversare la carreggiata o a restare al centro della corsia mentre la vettura si avvicinava con l’Autopilot attivo. Proprio la natura non controllata dell’esperimento impedisce di considerarlo una verifica scientifica, ma quanto accaduto offre comunque un richiamo concreto sui limiti della guida assistita.

A 30 km/h la Model 3 si arresta

Nei passaggi effettuati a 30 km/h, la Tesla Model 3 ha frenato autonomamente davanti alla persona che attraversava la strada. Il comportamento si è ripetuto in più tentativi e da entrambe le direzioni, offrendo un risultato coerente nelle specifiche condizioni della prova.

Non tutti i tentativi, però, hanno prodotto la stessa risposta. Nel primo attraversamento il sistema non ha rilevato la situazione come previsto. Questa differenza mostra perché non sia corretto trasformare un singolo intervento riuscito in una garanzia generale di sicurezza: il funzionamento può cambiare con la velocità, la traiettoria, il momento in cui il pedone entra nel campo di rilevamento e le condizioni del tratto stradale.

In curva e a 50 km/h emerge il limite

La situazione più critica si è verificata portando la velocità a 50 km/h e facendo comparire il pedone all’uscita di una curva. In uno dei tentativi l’Autopilot potrebbe aver rilevato la persona, ma non ha frenato in tempo: per evitare l’impatto è dovuto intervenire direttamente il conducente.

Anche nella prova con la persona ferma al centro della corsia, affrontata a 50 km/h in curva, il sistema l’ha individuata senza però arrestare la vettura. Il punto rilevante non è stabilire se il software avesse riconosciuto l’ostacolo, ma osservare che il riconoscimento percepito non si è tradotto necessariamente in una frenata sufficiente.

Riducendo nuovamente la velocità a 30 km/h, la vettura è invece riuscita a fermarsi. Nel confronto interno alla prova, quindi, velocità inferiore e percorso meno impegnativo hanno coinciso con interventi efficaci, mentre a 50 km/h e in uscita dalla curva il margine si è dimostrato insufficiente.

Guida assistita, non sostituzione del conducente

L’esperienza sul campo conferma soprattutto la necessità di mantenere il controllo della vettura. Nel test viene ricordato che l’Autopilot era indicato come un sistema in beta e che le mani devono restare sul volante. Cercare di eludere le richieste del sistema rivolte al conducente significa rinunciare proprio alla possibilità di intervenire quando l’automazione non reagisce, oppure reagisce troppo tardi.

Pedoni e ciclisti possono presentarsi in modo improvviso, soprattutto dopo una curva. Un sistema di assistenza può aggiungere un livello di protezione, ma i risultati di questa prova mostrano che non deve essere interpretato come infallibile. La responsabilità operativa resta nelle mani di chi guida, che deve sorvegliare continuamente la strada ed essere pronto a frenare.

Il risultato più importante non è quindi il numero di arresti riusciti, bensì la variabilità delle risposte. A fronte di diversi interventi corretti a 30 km/h, è bastata una condizione più complessa per rendere indispensabile l’azione umana. È proprio questa imprevedibilità a imporre prudenza nell’utilizzo quotidiano dei sistemi di guida assistita.

Una domanda per voi

Come dovrebbe essere comunicato agli automobilisti il limite di un sistema di guida assistita che può reagire diversamente in base alla situazione?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=dZxU0EPLf5A

Matteo Valenza

https://bit.ly/m/MatteoValenza

Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!