Tesla Model 3 Highland, tecnologia e comfort alla prova
La Tesla Model 3 Highland non si limita a un aggiornamento estetico. Le modifiche interessano il motore posteriore, l'assetto, l'interfaccia di bordo e l'esperienza riservata ai passeggeri. Durante la prova sono emersi miglioramenti concreti nel comfort e nella dotazione tecnologica, accompagnati però da alcune soluzioni che richiedono un periodo di adattamento, come l'eliminazione delle leve dietro al volante e il funzionamento ancora incostante dell'Auto Shift.
Nuovo motore e assetto orientato al comfort
Una delle novità tecniche riguarda il motore posteriore, che non è più l'unità derivata dalla Model 3 Performance. Il nuovo propulsore viene indicato come più efficiente del 6%. Il test non fornisce altri valori relativi a potenza, prestazioni o consumi, ma il miglioramento dichiarato dell'efficienza segnala un intervento che va oltre il semplice aggiornamento dell'abitacolo.
Il cambiamento più evidente su strada riguarda comunque il comportamento delle sospensioni. Rispetto a una Model 3 del 2019, la Highland è apparsa sensibilmente più morbida. Assorbe meglio le irregolarità, ma in ingresso di curva mostra anche un maggiore coricamento laterale. L'impressione emersa è quella di un'auto meno rigida e meno affilata, maggiormente orientata alla guida quotidiana anziché a una risposta dal carattere sportivo.
Lo schema posteriore resta multilink, mentre davanti viene adottato un quadrilatero. Sono stati modificati anche i telaietti anteriori e posteriori sui quali poggiano le sospensioni. La configurazione del camber risulta inoltre più orientata al comfort che a un comportamento da go-kart. Non si tratta quindi soltanto di una diversa taratura degli ammortizzatori, ma di una revisione più ampia dell'assetto.
Profili, display posteriore e intrattenimento
L'esperienza digitale rimane uno dei punti centrali della Model 3. È possibile configurare fino a 11 profili, associando a ciascun utente la posizione del sedile, il volante, gli specchietti e le diverse impostazioni dell'auto. Grazie alla chiave installata sul telefono e all'accesso passivo, la vettura può riconoscere l'utente e richiamare automaticamente il profilo corrispondente. Il PIN to Drive aggiunge un ulteriore livello di protezione: anche disponendo della chiave, senza il codice non è possibile partire.
Lo schermo centrale mantiene la qualità del precedente, ma adotta una cornice più sottile. La novità più rilevante è però il display posteriore, dal quale i passeggeri possono gestire diverse funzioni e accedere ai contenuti multimediali. Chi siede davanti può controllarlo, avviare un contenuto o bloccarne l'utilizzo. Per ragioni di sicurezza, le modifiche al display posteriore attraverso lo schermo anteriore sono consentite soltanto quando l'auto è in Park.
Se il sedile del passeggero anteriore è libero, dal display posteriore è possibile spostarlo in avanti per aumentare lo spazio a disposizione. Meno convincente è apparsa invece la posizione delle bocchette posteriori, che indirizzano il flusso d'aria verso le ginocchia. Tra gli altri dettagli dell'abitacolo figurano l'illuminazione ambientale a LED, il poggiabraccio magnetico e un tunnel centrale aggiornato, con portabicchieri finalmente occultabili. I movimenti dei vani sono risultati fluidi, anche se la qualità di alcune finiture non è stata giudicata al massimo livello.
L'infotainment comprende giochi e funzioni di intrattenimento, mentre Boombox permette all'auto di emettere all'esterno suoni selezionati dall'utente. Le porte USB-C arrivano fino a 65 W e possono quindi alimentare anche un computer portatile di ultima generazione. È un dettaglio pratico, soprattutto per chi utilizza l'auto come spazio di lavoro durante le soste.
Audio e telecamere: l'esperienza sul campo
L'impianto audio della versione Standard Range non dispone della stessa esperienza immersiva prevista sulla Long Range, ma durante la prova ha restituito un suono corposo e di qualità, senza vibrazioni indesiderate dalla cappelliera durante la riproduzione. Il numero degli altoparlanti è stato aumentato, mentre le loro dimensioni sono state ridotte con l'obiettivo di migliorare la fedeltà anche ai volumi intermedi. Nel confronto soggettivo emerso dal test, la resa non è apparsa inferiore a quella della Model Y utilizzata come riferimento.
Anche le telecamere hanno lasciato una buona impressione, soprattutto quelle laterali, percepite come più definite rispetto al passato. La posteriore è sembrata meno migliorata. Quando si attiva un indicatore di direzione, sul display compare la visuale del lato corrispondente. Attraverso l'app è inoltre possibile consultare fino a sette telecamere dell'auto, ampliando le prospettive disponibili rispetto alla precedente visualizzazione limitata alle unità laterali.
Niente leve al volante: serve abitudine
La scelta più discussa resta l'eliminazione delle classiche leve dietro al volante. Gli indicatori di direzione sono stati trasferiti sui comandi del volante e, nelle manovre, individuare immediatamente il pulsante corretto richiede pratica. Durante il primo contatto è capitato di selezionare la freccia sbagliata, confermando che il nuovo sistema non risulta subito naturale.
Anche la selezione manuale del senso di marcia attraverso lo schermo è più lenta rispetto all'uso di una leva. La Model 3 Highland dispone però dell'Auto Shift, una funzione ancora in beta che cerca di stabilire autonomamente se l'auto debba avanzare o arretrare quando viene premuto il freno. Nel test il sistema ha selezionato correttamente la retromarcia in una situazione, ma in altri casi non ha interpretato l'intenzione del conducente, compreso il momento in cui sarebbe stato necessario tornare ad avanzare.
Il quadro complessivo è quindi quello di una Model 3 più raffinata e confortevole, con un abitacolo più ricco di funzioni e una piattaforma digitale ancora molto estesa. Alcune scelte puntano però a sostituire comandi fisici immediati con interazioni digitali o automatismi non ancora sempre affidabili. Proprio questo contrasto tra evoluzione tecnologica ed ergonomia tradizionale rappresenta il tema più significativo della Highland.
Una domanda per voi
Le funzioni automatiche e i comandi digitali della Model 3 Highland possono compensare la scomparsa delle tradizionali leve al volante?
Nota sulla redazione
Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.
Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=MStRmEIEbuU

https://bit.ly/m/MatteoValenza
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