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Tesla Model 3 Highland alla prova: qualità in crescita, difetti ancora aperti
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Tesla Model 3 Highland alla prova: qualità in crescita, difetti ancora aperti

5 min.

La Tesla Model 3 Highland compie un evidente passo avanti nella qualità percepita e nella cura di numerosi dettagli, senza però eliminare tutte le criticità delle versioni precedenti. Durante la prova sono emersi miglioramenti nella solidità dell'abitacolo, nell'ergonomia dei sedili e nella gestione degli spazi, insieme a materiali delicati, assemblaggi non sempre uniformi e scelte tecnologiche che richiedono adattamento.

Efficienza, bagagliaio e dettagli esterni

Il nuovo disegno dei fari cambia il volto della Model 3 e, pur mantenendo lo stesso hardware secondo quanto indicato durante il test, l'impressione è che l'illuminazione sia leggermente superiore rispetto al modello precedente. Si tratta di una percezione maturata durante la prova, non di una misurazione strumentale.

I cerchi Photon da 18 pollici di serie rappresentano una scelta soprattutto funzionale. Nel test viene attribuito loro un incremento dell'autonomia dell'8%, mentre l'estetica dei copricerchi ha raccolto giudizi meno favorevoli. Anche le maniglie a filo continuano a dividere: chi è abituato al sistema le trova intuitive, ma l'apertura può risultare meno immediata per un nuovo utente. Una presentazione automatica delle maniglie avrebbe potuto facilitare l'accesso, soprattutto negli impieghi con frequenti salite e discese.

Il bagagliaio posteriore dispone finalmente dell'apertura elettrica ed è stato migliorato nel suo complesso. Resta tuttavia un limite già noto nel progetto: in presenza di pioggia intensa, l'apertura del portellone può favorire l'ingresso di acqua. Il cavo di ricarica fornito è apparso più leggero e sottile, con un accessorio utile per mantenerlo ordinato, ma l'assenza della forma spiralata può farlo appoggiare e sporcare più facilmente durante l'uso.

Il vano anteriore è ampio e il cofano risulta leggero e ben bilanciato. La finitura, però, lascia dadi a vista e rinuncia sia al tappetino sia a parte dell'isolamento. È presente anche un sistema pensato per sollevare il cofano in caso di investimento, riducendo il rischio che la persona coinvolta urti direttamente contro il vetro: un accorgimento di sicurezza importante, anche se i relativi componenti possono comportare interventi aggiuntivi dopo un impatto.

Interni più solidi, ma alcuni materiali preoccupano

La possibilità di adattare la posizione di guida è uno dei punti di forza della Model 3 Highland. Sedili, volante e specchietti sono regolabili elettricamente e consentono di costruire con precisione la propria impostazione. Il nuovo abitacolo abbandona inoltre alcuni rivestimenti in legno, adottando un'impostazione visivamente più pulita.

Il comando degli indicatori di direzione è stato trasferito sul volante, mentre è scomparsa la tradizionale leva per selezionare la marcia. I pulsanti delle frecce possono diventare naturali con l'abitudine e restituiscono un riscontro fisico, ma la loro forma non è stata giudicata immediatamente intuitiva. Il monitor centrale è più sottile, tuttavia non può essere ruotato né regolato in altezza. Sul lato del conducente compare anche un LED rosso che segnala la presenza di un veicolo nell'angolo cieco.

Il salto in avanti più convincente riguarda la solidità generale. Premendo e muovendo pannelli e componenti, alcune parti mostrano ancora un certo gioco, ma senza produrre gli scricchiolii riscontrati sui modelli meno recenti. L'impiego di superfici gommate sembra avere contribuito a migliorare la sensazione complessiva, anche se rimangono punti meno curati e accoppiamenti non perfettamente uniformi.

Più preoccupante è la resistenza di alcuni rivestimenti. L'esemplare esaminato aveva circa 2.000 km ed era in uso da due settimane, ma mostrava già un'impronta evidente sulla zona dove appoggia il gomito e segni di usura sulla trama laterale del sedile. Anche la finitura del tunnel centrale tende a sporcarsi rapidamente e presentava già macchie visibili. Sono osservazioni riferite a una singola vettura, ma sufficienti a sollevare dubbi sulla tenuta nel tempo.

Abitabilità posteriore: miglioramenti e compromessi

Dietro, seduta e schienale risultano leggermente più inclinati rispetto alla precedente Model 3. Durante il confronto è stato percepito un piccolo guadagno nello spazio per le gambe e sopra la testa, ma la situazione cambia in base alla posizione del sedile anteriore. Con un conducente alto circa 1,92 metri e la seduta regolata molto in basso, chi viaggia dietro può non riuscire a infilare comodamente i piedi sotto il sedile.

Lo schermo dedicato ai passeggeri posteriori è un'aggiunta positiva, mentre le bocchette centrali dirigono il flusso soprattutto verso le ginocchia e sono risultate poco efficaci. Il retro rigido dei sedili anteriori tende inoltre a raccogliere facilmente i segni lasciati dalle scarpe.

Altri dettagli riducono la sensazione di cura: il bracciolo centrale non dispone di una posizione di blocco e può muoversi durante la marcia, producendo anche qualche scricchiolio. Le fibbie delle cinture non hanno un sistema che le mantenga separate e potrebbero urtarsi tra loro, mentre l'accesso agli attacchi Isofix rischia di segnare il rivestimento del sedile.

Il nodo dei sensori di parcheggio

La criticità tecnologica più rilevante resta l'assenza dei sensori di parcheggio. La Model 3 Highland affida questa funzione al sistema Tesla Vision, che nell'esperienza maturata durante la prova non è stato considerato ancora pronto a sostituire completamente l'hardware tradizionale. È un limite concreto nelle manovre, soprattutto per chi si aspetta indicazioni precise sulle distanze dagli ostacoli.

Nel complesso, la Highland è una Model 3 costruita meglio rispetto all'esemplare del 2019 preso come riferimento. La maggiore solidità, l'ampia regolazione della posizione di guida e l'evoluzione dell'interfaccia mostrano un progresso concreto. Non è però un prodotto privo di compromessi: la durata di alcuni materiali, il comfort posteriore per gli occupanti più alti, le finiture del vano anteriore e la gestione degli ausili al parcheggio restano aspetti da valutare con attenzione.

Una domanda per voi

L'assenza dei sensori di parcheggio è accettabile se Tesla Vision non viene ancora percepito come un sostituto pienamente efficace?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=3Cl8CXVPQO8

Matteo Valenza

https://bit.ly/m/MatteoValenza

Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!