Tesla Model 3 ferma: quanto incidono i consumi di standby
Anche un’auto elettrica parcheggiata continua a consumare energia. Il fenomeno viene spesso definito vampire drain, ma non dipende soltanto dalla naturale perdita di carica della batteria: a incidere sono anche i sistemi elettronici che restano operativi, la connettività, la gestione termica e le funzioni di sorveglianza. Una misurazione condotta su una Tesla Model 3 rimasta inutilizzata per 20 giorni permette di quantificare il fenomeno e capire quanto possano cambiare i risultati tra un garage e un parcheggio all’aperto.
Perché una Tesla consuma energia anche da ferma
Nel caso della Tesla Model 3 presa in esame non è stato necessario scollegare la batteria a 12 volt. L’auto ne controlla lo stato e, quando serve, utilizza la batteria di trazione per ricaricarla. Questo evita di ritrovarsi con la vettura inutilizzabile dopo una lunga sosta, ma comporta un assorbimento energetico.
A questo consumo si aggiungono altri servizi che possono rimanere attivi quando l’auto è parcheggiata. Il computer di bordo comunica con i server, rende disponibili alcuni parametri attraverso l’app Tesla e gestisce funzioni come la modalità Sentinella. Anche il controllo della temperatura della batteria può richiedere energia, soprattutto quando la vettura è esposta a condizioni ambientali variabili.
Durante il test sono state adottate alcune precauzioni per ridurre al minimo le attività non necessarie. Il Wi-Fi dell’auto è stato disabilitato ed è stata cambiata la password dell’account Tesla, operazione che invalida i token precedentemente concessi alle applicazioni di terze parti. In questo modo tali servizi non possono più collegarsi alla vettura e interrogarne i dati durante la sosta.
La perdita rilevata in garage
La Model 3 utilizzata per la misurazione dispone di una batteria da 75 kWh ed è rimasta in un garage con una temperatura considerata normale e abbastanza stabile. In queste condizioni, con le funzioni non indispensabili disattivate, la perdita rilevata è stata pari all’1% della carica al giorno, un valore in linea con quello attribuito a Tesla nel corso del test.
L’1% di una batteria da 75 kWh corrisponde a 0,75 kWh. Applicando la tariffa domestica considerata nella prova, pari a 0,24 euro per kWh, il costo energetico giornaliero risulta di 0,18 euro. Su un periodo di 20 giorni, la spesa calcolata arriva quindi a 3,60 euro.
Si tratta di un risultato legato a condizioni favorevoli e non di una regola valida per ogni sosta. Nel garage il sistema non ha dovuto affrontare forti escursioni termiche. La copertura della rete mobile era invece debole e l’auto poteva continuare a cercare la cella LTE: un’attività dal consumo limitato, ma comunque presente.
All’aperto la modalità Sentinella cambia i conti
Lasciare la Model 3 all’esterno può produrre un risultato molto diverso. La temperatura della batteria varia maggiormente tra notte, giorno ed esposizione al sole, rendendo più frequenti gli interventi del sistema di gestione termica. Se l’auto è parcheggiata in strada, inoltre, è più probabile che venga mantenuta attiva la modalità Sentinella.
Secondo la stima emersa dall’esperienza sul campo, con la modalità Sentinella operativa la perdita può salire dall’1% fino al 4-5% al giorno. Il dato dipende dal traffico attorno alla vettura e dalla frequenza con cui il sistema viene attivato. Anche una giornata piovosa può aumentare le registrazioni, perché il movimento delle gocce davanti alle telecamere può innescare la sorveglianza.
Assumendo una perdita del 4% al giorno e mantenendo la tariffa domestica di 0,24 euro per kWh, il costo calcolato per 20 giorni sale a circa 14 euro. Se la vettura parcheggiata fuori non può essere ricaricata a casa, la spesa effettiva dipende però dalla tariffa della colonnina utilizzata. Nel confronto riportato, i prezzi considerati erano di 0,79 euro per kWh presso Ionity e di 0,30 euro per kWh al Supercharger.
Come gestire una sosta prolungata
Per limitare la perdita di energia conviene disattivare ciò che non serve, evitando che applicazioni e connessioni continuino a richiamare l’auto. La modalità Sentinella ha una funzione di sicurezza, quindi la decisione di spegnerla deve tenere conto del luogo in cui viene lasciata la vettura: il risparmio energetico va bilanciato con l’esigenza di sorveglianza.
L’indicazione adottata per una lunga inattività è lasciare la Model 3 con una carica iniziale del 90%, controllandone poi il livello. Una volta raggiunto il 50%, la batteria può essere riportata al 90%. Più del solo costo economico, comunque contenuto nelle condizioni del garage, il dato importante è la forte variabilità del consumo: temperatura, connettività e sistemi attivi possono moltiplicare l’energia richiesta da un’auto apparentemente spenta.
Una domanda per voi
Durante una lunga sosta, quanto dovrebbe pesare il risparmio energetico rispetto alla sicurezza offerta dalla modalità Sentinella?
Nota sulla redazione
Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.
Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=CASvGNsXTj0

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