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Tesla Model 3 dal 2017 al 2020: tre anni di evoluzione tra software e hardware
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Tesla Model 3 dal 2017 al 2020: tre anni di evoluzione tra software e hardware

5 min.

Tra il 2017 e il 2020 la Tesla Model 3 non ha ricevuto un restyling tradizionale, ma è cambiata attraverso interventi costruttivi, aggiornamenti software e un nuovo computer dedicato all'Autopilot. Il confronto tra le prime vetture e quelle prodotte tre anni più tardi mostra così un'evoluzione continua, spesso poco visibile dall'esterno ma rilevante per comfort, efficienza e capacità di elaborazione.

Le prime Model 3 erano proposte negli Stati Uniti con un solo motore posteriore e una batteria da 75 kWh, nella configurazione Long Range Rear Wheel Drive. Nel 2020 la gamma considerata comprendeva invece Standard Range Plus, Long Range a trazione integrale e Performance. Nel frattempo Tesla era passata dalle sole 1.700 Model 3 consegnate nel 2017 a una produzione e consegna indicata in circa 300.000 esemplari all'anno.

Le modifiche costruttive: bagagliaio, tetto e sedili

Uno dei difetti segnalati sulle Model 3 del 2017 e 2018 riguardava la guarnizione collocata tra il vetro posteriore e il bagagliaio. La distanza ridotta dal vetro poteva consentire all'acqua, con il portellone aperto in caso di pioggia intensa, di superare la guarnizione e raggiungere il vano di carico. Sulle vetture successive la distanza è stata aumentata per creare un canale capace di gestire meglio il deflusso. La modifica è arrivata nel passaggio tra le produzioni 2019 e 2020.

È cambiato anche il trattamento del tetto in vetro. Quello utilizzato dal 2017 al 2019, pensato per filtrare i raggi infrarossi, quando era bagnato o umido poteva produrre riflessi con colori simili a quelli dell'arcobaleno. La versione successiva conserva la protezione dai raggi UV, ma adotta un trattamento differente che non restituisce lo stesso effetto.

Più sostanziale è l'evoluzione dei sedili, prodotti direttamente da Tesla. La versione aggiornata presenta un disegno più curato e avvolgente, una posizione di seduta giudicata più comoda e un supporto lombare migliorato. Il maggiore comfort emerge dal confronto diretto tra le due configurazioni. Per il mercato italiano, tutte le Model 3 consegnate nel 2019 risultavano già dotate dei sedili aggiornati.

Nel tempo è stato aggiunto anche il key fob, la chiave sagomata come una Tesla che permette di accedere all'auto tenendola in tasca o in borsa. Era disponibile come optional e affiancava gli altri due sistemi di apertura: la tessera RFID e lo smartphone collegato tramite Bluetooth.

Più autonomia e prestazioni attraverso il firmware

Una parte importante dell'evoluzione non ha richiesto modifiche alle batterie. Nel confronto del 2020, Long Range e Performance utilizzavano accumulatori da 75 kWh, mentre la Standard Range Plus adottava una batteria da 54 kWh. Gli interventi sul firmware di batteria e motori avevano però consentito di aumentare l'autonomia, estendendo i benefici anche alle vetture già circolanti attraverso aggiornamenti software da remoto.

Lo stesso approccio è stato applicato alle prestazioni. Per la Model 3 Performance viene indicato un passaggio da 450 a 495 CV, accompagnato dalla riduzione del tempo dichiarato nello 0-100 km/h da 3,5 a 3,2 secondi. Si tratta di incrementi ottenuti via software e distribuiti gratuitamente, secondo una logica più vicina all'aggiornamento di un dispositivo elettronico che al tradizionale ciclo di sviluppo automobilistico.

Nel periodo considerato è diminuito anche il prezzo dei diversi allestimenti, con un calo indicato in circa 3.000 euro. Un altro cambiamento è arrivato nei primi mesi del 2019, quando la versione base dell'Autopilot è diventata parte della dotazione compresa nel prezzo. Il sistema poteva gestire accelerazione, decelerazione, sterzata, mantenimento della corsia e distanza dal veicolo precedente. Il pacchetto avanzato, allora proposto a 6.700 euro, aggiungeva funzioni come Navigate on Autopilot, Summon e parcheggio automatico.

Dall'Hardware 2.5 al computer Tesla Hardware 3.0

Il cambiamento hardware più significativo riguarda il computer dell'Autopilot. Dopo la collaborazione con Nvidia per il precedente processore, nel 2019 Tesla presentò l'Hardware 3.0, basato su un chip progettato internamente. Tutte le Model 3 prodotte da aprile 2019 risultavano già equipaggiate con il nuovo sistema, mentre per le vetture con Hardware 2.5 Tesla aveva assicurato la possibilità di installare il computer aggiornato quando disponibile.

I numeri dichiarati nel confronto evidenziano la portata del salto: 144 trilioni di operazioni al secondo contro i 30 trilioni dell'hardware precedente e la capacità di analizzare 2.300 fotogrammi al secondo, circa 21 volte più rapidamente. Questa potenza di calcolo veniva presentata come la base tecnica necessaria per raggiungere la guida completamente autonoma una volta completato lo sviluppo del software. La capacità hardware, tuttavia, non equivaleva da sola alla disponibilità effettiva di tale funzione.

Un'auto aggiornata senza cambiare forma

A tre anni dall'avvio commerciale, la Model 3 aveva mantenuto sostanzialmente invariati carrozzeria e progetto di base, accumulando però centinaia di aggiornamenti. Le correzioni alle guarnizioni e i nuovi sedili rappresentano miglioramenti tipici della produzione industriale; gli incrementi di autonomia e potenza via firmware mostrano invece il peso assunto dal software nella vita utile dell'auto.

Rimanevano inoltre differenze legate ai mercati, in particolare per lo standard di ricarica: le vetture europee adottavano un connettore Combo, mentre quelle destinate ad America e Asia utilizzavano una soluzione diversa. Nel complesso, il passaggio dal modello 2017 a quello del 2020 non coincideva con un restyling, ma con una serie di revisioni progressive. È proprio questa combinazione tra affinamenti produttivi e aggiornamenti da remoto a definire il cambiamento più importante della Model 3 nei suoi primi tre anni.

Una domanda per voi

Gli aggiornamenti software possono sostituire davvero il tradizionale restyling nel mantenere attuale un'auto nel corso degli anni?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=GgPsHRpyXEg

Matteo Valenza

https://bit.ly/m/MatteoValenza

Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!