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Tesla Cybercab: efficienza, comandi by-wire e ricarica wireless
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Tesla Cybercab: efficienza, comandi by-wire e ricarica wireless

6 min.

Il Tesla Cybercab nasce attorno a un obiettivo preciso: ridurre l'energia necessaria per trasportare due persone e limitare il più possibile i tempi di fermo di un servizio Robotaxi. La configurazione presentata rinuncia a volante, pedali e specchietti, ma dietro questa impostazione radicale emergono soprattutto una piattaforma dedicata, una batteria strutturale compatta e diversi sistemi by-wire.

Piattaforma nuova e batteria strutturale

Il Cybercab utilizza una piattaforma sviluppata da Tesla e un motore anteriore derivato, con modifiche, dall'unità della Model Y. I dati illustrati indicano una potenza nominale di circa 219 CV, la sola trazione anteriore e una velocità massima nell'ordine dei 210 km/h. Quest'ultimo valore appare però poco rilevante per un mezzo destinato principalmente alla guida autonoma.

La batteria NMC impiega celle 4680 e avrebbe una capacità di 54 kWh lordi e circa 48 kWh utilizzabili. Il pacco strutturale, composto da quattro moduli, pesa approssimativamente 329 kg e lavora con una tensione nominale indicata in 326 V. Rimane quindi nell'ambito delle architetture comunemente classificate a 400 V, senza ricorrere a un sistema da 800 V.

La costruzione segue il principio dell'Unboxed Process: parte anteriore, posteriore, batteria, abitacolo e tetto vengono assemblati come grandi sezioni. Sedili, vano interno e bagagliaio poggiano direttamente sul pacco batteria. Secondo quanto comunicato durante la presentazione tecnica, quest'ultimo è stato progettato e collaudato per raggiungere circa 800.000 km, anche con ricariche effettuate esclusivamente in corrente continua.

⚡ Leggi anche: Tesla Cybercab, il robotaxi senza volante visto da vicino

Consumi, autonomia e gestione termica

L'intero progetto è stato sviluppato inseguendo un consumo vicino a 99 Wh/km. Il valore finale riportato è di 102,9 Wh/km, equivalente a circa 10,3 kWh ogni 100 km. Rapportando questo dato ai 48 kWh utilizzabili, l'autonomia calcolata arriva a circa 466 km. Si tratta di una stima basata sul consumo dichiarato e sulla capacità netta indicata, non del risultato di una prova indipendente su strada.

A sostenere l'efficienza contribuisce una gestione termica evoluta con octovalvola, collettore e scambiatore di calore. Il motore anteriore può inoltre essere azionato lievemente fuori fase per produrre calore in eccesso da trasferire al circuito termico. È una funzione particolarmente importante per un veicolo che deve lavorare con una batteria inferiore a 50 kWh netti e restare operativo per lunghi periodi.

La ricarica ordinaria dovrebbe avvenire senza cavo, attraverso un sistema wireless con potenza massima di 11 kW. È comunque presente una porta fisica di servizio nella zona posteriore sinistra. Per l'impiego professionale resta da definire come saranno distribuiti i pad wireless e se verranno installati presso le sedi degli operatori o all'interno di una rete dedicata.

Freni elettrici, rete a 48 volt e carrozzeria

Una delle soluzioni più particolari riguarda l'impianto frenante. Al posto del tradizionale circuito idraulico comandato dal pedale sono previsti attuatori elettrici sulle singole pinze, collegati a una centralina. Il sistema, sviluppato apparentemente con il contributo di Bosch, rappresenta una forma avanzata di brake-by-wire: nella configurazione autonoma il comando del freno è virtuale e i collegamenti sono elettrici.

Anche lo sterzo è predisposto per un'architettura steer-by-wire. Pur non essendoci un volante, sull'esemplare esposto erano visibili sensori in corrispondenza della colonna dello sterzo. Questo elemento alimenta l'ipotesi di una futura configurazione dotata di comandi tradizionali, ma al momento non costituisce una conferma di produzione.

La rete dei servizi adotta un'architettura a 48 V, simile a quella del Cybertruck. Le centraline dovrebbero comunicare attraverso una rete locale, con indirizzi dedicati paragonabili a quelli dei computer collegati a una LAN. Un nuovo convertitore DC-DC gestisce questa parte dell'impianto, pensata per un'auto destinata a rimanere quasi sempre attiva.

Il Cybercab misura 4,39 metri in lunghezza, 1,75 metri in larghezza e 1,41 metri in altezza, con 14,5 centimetri di luce a terra. Il peso dichiarato è di 1.412 kg, batteria compresa. L'abitacolo offre due posti e ammette un carico complessivo indicato in 295 kg, mentre il bagagliaio da 572 litri può sostenere fino a 100 kg ed è sagomato per accogliere anche una carrozzina.

I pannelli esterni non richiedono verniciatura: sono realizzati in plastica riciclata stampata direttamente nel colore definitivo. La superficie prevista per la versione finale è lucida, non più opaca come sui primi esemplari mostrati. L'eliminazione della verniciatura riduce inoltre una fase del processo produttivo.

Guida autonoma e gestione del servizio Robotaxi

La configurazione presentata utilizza FSD V15 ed è indicata come conforme al livello 4 SAE. Il veicolo non dispone di specchietti né di un lunotto tradizionale: la percezione esterna è affidata alle telecamere, comprese quelle laterali collocate sui parafanghi anteriori. L'identificazione esatta dell'hardware di calcolo non è invece definitiva, con riferimenti ad AI 4.5 oppure AI5.

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Un sensore interno può determinare posizione e dimensioni degli occupanti, informazioni utilizzate anche per adattare l'intervento degli airbag. Il profilo del passeggero dovrebbe inoltre trasferire al Cybercab la posizione del sedile, la climatizzazione, i flussi d'aria, l'illuminazione e gli account multimediali. L'apertura delle portiere può avvenire automaticamente, tramite un comando esterno oppure dall'applicazione impiegata per prenotare la corsa.

La gestione operativa comprende il controllo delle condizioni dell'abitacolo attraverso le telecamere interne. Il sistema può rilevare oggetti dimenticati e valutare il livello di sporco, programmando il rientro per la pulizia insieme alle soste di ricarica. È previsto anche un dispositivo automatizzato per aspirare e pulire gli interni, con l'obiettivo di coordinare gli interventi e ridurre il tempo improduttivo.

Resta meno definito il modello commerciale. Negli Stati Uniti è possibile manifestare interesse per l'acquisto di veicoli destinati a flotte autonome, ma non è ancora chiaro quale rapporto avranno gli operatori privati con il servizio gestito direttamente da Tesla. Anche il possibile prezzo di circa 30.000 dollari rimane una stima non ufficiale.

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La rilevanza del Cybercab non dipende quindi da una singola specifica, ma dall'integrazione tra efficienza energetica, costruzione semplificata, guida autonoma e gestione automatizzata delle soste. La vera prova sarà trasformare questa architettura in un servizio capace di lavorare con continuità, mantenendo accessibilità, pulizia e sicurezza senza richiedere la presenza costante di un operatore.

Una domanda per voi

Per un robotaxi sempre operativo, conta di più l'efficienza energetica o la capacità di ridurre al minimo ricarica, pulizia e tempi di fermo?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato controllato dall'intelligenza artificiale

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=DjJSHjc0QL0

Pietro Antonioli #Gingerblack

Seguo il mondo della mobilità elettrica dal 2016 e dal 2019 condivido questa passione con il Boss! Tesla Model S Dreamer