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Tesla Autopilot avanzato: i limiti europei pesano sui 6.700 euro
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Tesla Autopilot avanzato: i limiti europei pesano sui 6.700 euro

5 min.

L’Autopilot avanzato di Tesla, proposto al momento della valutazione a 6.700 euro, aggiunge diverse funzioni al sistema di base. Tuttavia, l’esperienza sul campo ha messo in evidenza un divario significativo tra le potenzialità dichiarate e l’utilità concreta sulle strade italiane. A pesare non sono soltanto alcuni comportamenti ancora poco affidabili, ma anche i vincoli imposti dalla regolamentazione europea.

Le differenze tra Autopilot base e avanzato

L’Autopilot base era fornito di serie sulle Tesla considerate nella prova. Il sistema mantiene la distanza dal veicolo che precede, cerca di rispettare la velocità impostata e segue la carreggiata anche in curva. Pur non essendo privo di qualche incertezza, durante l’utilizzo quotidiano si è dimostrato utile soprattutto nei percorsi più ripetitivi.

Il pacchetto avanzato aggiunge Auto Parking, Summon, una versione più evoluta di Summon e Navigate on Autopilot. La valutazione economica dipende quindi dalla frequenza con cui queste funzioni vengono effettivamente utilizzate e dalla loro capacità di operare in modo coerente nelle condizioni reali.

Auto Parking consente alla vettura di eseguire autonomamente la manovra di parcheggio. Nell’esperienza considerata, però, la funzione è stata usata una sola volta in nove mesi e non per una necessità quotidiana. È un dato soggettivo, ma indicativo del rischio di pagare per una dotazione che potrebbe restare largamente inutilizzata.

Summon permette invece di spostare l’auto avanti o indietro rimanendo all’esterno dell’abitacolo. Può essere utile quando lo spazio accanto alla vettura è insufficiente per entrare o uscire comodamente. Durante le prove non ha però funzionato sempre al primo tentativo: è stato necessario comprenderne bene le condizioni operative prima di ottenere risultati più regolari.

La variante più avanzata integra il comando nell’app Tesla e consente di indicare il percorso che l’auto dovrebbe seguire per raggiungere l’utente. L’utilità teorica è evidente, per esempio quando si vuole richiamare la vettura dal parcheggio. Il funzionamento descritto come efficace negli Stati Uniti non si traduceva però, nel contesto italiano esaminato, in un vantaggio altrettanto concreto.

Navigate on Autopilot e le difficoltà sulle strade italiane

Navigate on Autopilot è pensato per assistere il conducente nei cambi di corsia e nei passaggi tra autostrade e tangenziali, seguendo l’itinerario impostato dal navigatore. Il sistema segnala la necessità di spostarsi, attraversa progressivamente le corsie e cerca di posizionare l’auto verso l’uscita corretta.

Nel test su un viaggio verso Roma il comportamento non è apparso sufficientemente affidabile. Sono emersi movimenti poco naturali e, in alcune circostanze, traiettorie dirette verso zone nelle quali la vettura non avrebbe dovuto entrare, come le banchine. Parte delle difficoltà è stata ricondotta alla qualità irregolare della segnaletica orizzontale italiana, dalla quale il sistema dipende per interpretare correttamente la carreggiata.

Tesla indicava queste funzioni come ancora in fase beta. Questo elemento invita a considerarle sistemi in evoluzione e non capacità definitive. Per chi deve decidere se acquistare il pacchetto, però, resta il problema di pagare subito una cifra consistente per prestazioni che potrebbero richiedere ulteriori affinamenti.

La regola dei cinque secondi e il limite alla sterzata

Un limite particolarmente evidente riguarda il cambio automatico di corsia. Dopo l’attivazione dell’indicatore di direzione, l’auto controlla il traffico e tenta di completare la manovra. Le regole europee descritte nella prova impongono però che l’operazione avvenga entro cinque secondi: se il cambio di corsia non viene completato in questo intervallo, viene annullato e non può essere ripetuto immediatamente.

Nella pratica, un intervallo così breve può rendere difficile sfruttare la funzione quando il traffico non lascia subito uno spazio adeguato. La conseguenza è un sistema meno fluido e meno utile di quanto potrebbe essere tecnicamente, soprattutto per chi aveva acquistato l’Autopilot avanzato prima dell’introduzione di restrizioni più severe.

Un secondo vincolo riguarda l’angolo massimo di sterzata consentito al sistema. Su autostrade ricche di curve, come la A15 citata durante l’esperienza, l’Autopilot può raggiungere il limite ammesso e chiedere al conducente di riprendere il controllo. Il passaggio è accompagnato da avvisi visivi e acustici, ma richiede comunque attenzione costante, specialmente nelle curve più strette.

Questo comportamento non deve essere interpretato come guida autonoma completa: il conducente deve rimanere pronto a intervenire. L’impressione emersa è che i vincoli regolamentari, pur nati per disciplinare l’impiego dei sistemi di assistenza, possano produrre transizioni di controllo poco naturali nelle situazioni più impegnative.

Un pacchetto difficile da giustificare

La conclusione della prova è nettamente sfavorevole all’acquisto dell’Autopilot avanzato al prezzo di 6.700 euro. Le funzioni aggiuntive sono tecnologicamente interessanti, ma alcune vengono utilizzate di rado, altre non risultano ancora costanti e Navigate on Autopilot risente sia della segnaletica sia dei limiti normativi europei.

Il giudizio non riguarda quindi soltanto la tecnologia Tesla. Il problema centrale è l’incontro tra un sistema ancora in evoluzione, infrastrutture stradali non sempre ben leggibili e regole che ne riducono le capacità operative. In questo contesto, l’Autopilot base conserva gran parte dell’utilità quotidiana, mentre il sovrapprezzo del pacchetto avanzato appare difficile da recuperare attraverso benefici realmente sfruttabili.

Una domanda per voi

I vincoli europei sull’Autopilot aumentano davvero la sicurezza o rischiano di rendere meno naturali gli interventi del sistema?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=r80PAlZPnAc

Matteo Valenza

https://bit.ly/m/MatteoValenza

Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!