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FEST technology, courtesy Stellantis
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Emanuele Oggioni

di Emanuele Oggioni

Stellantis punta sulle batterie allo stato solido

4 min.

Stellantis rafforza la propria scommessa sulle batterie allo stato solido e porta al 9,5% la propria partecipazione in Factorial Energy, società statunitense specializzata nelle tecnologie di nuova generazione per l’accumulo di energia. La quota emerge dal filing Schedule 13D depositato presso la SEC il 17 giugno 2026: il gruppo automobilistico risulta titolare effettivo di 8.669.995 azioni ordinarie di Serie A di Factorial, pari al 9,5% del totale. Stellantis considera questo investimento strategico e valuta ulteriori acquisti in futuro.

L’operazione finanziaria

La partecipazione deriva dalla conversione di strumenti già detenuti da Stellantis Europe e Stellantis Ventures — azioni privilegiate, warrant e una nota convertibile da 2 milioni di dollari — avvenuta in seguito alla business combination del 5 giugno 2026, che ha portato Factorial Energy alla quotazione.

Secondo il filing, Stellantis Europe detiene 8.234.493 azioni, pari al 9,0%, mentre Stellantis Ventures ne possiede 435.502, pari allo 0,5%. La mossa ha anche rilevanza di governance. In occasione del completamento della business combination, Jon Nelson, Chief Executive di Stellantis Financial Services, è stato eletto nel consiglio di amministrazione di Factorial Energy. Per Stellantis, dunque, la partecipazione non rappresenta soltanto un investimento finanziario, ma anche un presidio diretto su una tecnologia considerata cruciale per la prossima fase dell’elettrificazione.

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FEST cells, courtesy Stellantis | elettronauti It

Factorial al Nasdaq

Factorial è approdata al Nasdaq dopo la combinazione con la SPAC* Cartesian Growth Corporation III: la società è ora quotata da inizio giugno con il ticker FAC, mentre i warrant trattano con il simbolo FACWW.

La transazione ha attribuito a Factorial un valore azionario indicativo di circa 1,3 miliardi di dollari e ha generato oltre 100 milioni di dollari di proventi lordi per sostenere la commercializzazione delle batterie di nuova generazione, con applicazioni che spaziano dall’e-mobility alla difesa, dall’aerospazio ai data center.

SPAC* = acronimo di special purpose acquisition company: è una società-veicolo quotata, di norma priva di attività industriali proprie, che raccoglie capitali sul mercato con l’obiettivo di individuare e acquisire, o fondersi con, una società privata. Quando l’operazione si chiude, la società privata diventa quotata.

La tecnología FEST

Il cuore industriale dell’alleanza resta la tecnologia FEST, acronimo di Factorial Electrolyte System Technology. Nell’aprile 2025 Stellantis e Factorial avevano annunciato la validazione di celle allo stato solido da 77 Ah con una densità energetica di 375 Wh/kg, una ricarica dal 15% a oltre il 90% in 18 minuti a temperatura ambiente e un funzionamento in un intervallo compreso tra -30°C e 45°C. Si tratta di parametri che, se confermati su scala industriale, potrebbero contribuire a ridurre il peso, i tempi di ricarica e i costi dei veicoli elettrici.

Di recente, Stellantis e Factorial hanno annunciato l’integrazione delle celle FEST in un veicolo di sviluppo Dodge Charger Daytona e l’avvio dei test su strada.

Dodge Daytona with solid batteries | elettronauti It

Secondo Stellantis, è la prima integrazione automobilistica di questa tecnologia in Nord America; il programma servirà a verificare le prestazioni, la sicurezza e l'affidabilità in condizioni reali d'uso.

Una scelta strategica che guarda al futuro

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La collaborazione tra le due aziende non nasce oggi. Stellantis aveva già investito in Factorial nel 2021 e, nel 2022, aveva completato un round nell’ambito dell’accordo di sviluppo congiunto annunciato l’anno precedente. La tecnologia di Factorial era stata presentata come compatibile con parte delle infrastrutture produttive delle batterie agli ioni di litio, un aspetto importante, poiché la scalabilità industriale resta uno dei principali ostacoli alla diffusione delle batterie allo stato solido. Per Stellantis, l’ingresso al 9,5% avviene in una fase delicata della transizione elettrica: il mercato chiede veicoli meno costosi, con autonomie più elevate e tempi di ricarica più brevi, mentre i costruttori devono contenere gli investimenti e i rischi tecnologici. Le batterie allo stato solido promettono un salto di qualità, ma la loro industrializzazione su larga scala non è ancora avvenuta. Proprio per questo, la partecipazione in Factorial appare come una scommessa strategica: non ancora una garanzia di produzione su larga scala, ma un’opzione industriale sempre più concreta per la prossima generazione di veicoli elettrici.




Credete nelle potenzialità delle batterie allo stato solido?

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Emanuele Oggioni

di

Emanuele Oggioni

Analista finanziario, curioso di natura, Tesla owner e appassionato di e-mobility.

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