

di Emanuele Oggioni
L'elettrico in Borsa | Il piano di Stellantis
A fine maggio, Stellantis ha presentato il nuovo piano industriale, denominato FaSTLAne 2030, che prevede 60 miliardi di euro di investimenti basati su una strategia in sei punti, che sintetizziamo di seguito con un paragrafo per ciascuno.
1. Gestione del portafoglio marchi
Con FaSTLAne 2030 Stellantis ridisegna la gestione dei suoi marchi per concentrare capitale e risorse sui brand con maggiore scala e potenziale di redditività. Il piano prevede oltre 60 nuovi lanci e 50 aggiornamenti significativi entro il 2030, con un’offerta che copre elettrico, ibrido, plug-in, range extender, termico e mild hybrid. Jeep, Ram, Peugeot e FIAT diventano i quattro marchi globali centrali, insieme alla business unit Pro One, destinatari del 70% degli investimenti su brand e prodotto. I marchi regionali — Chrysler, Dodge, Citroën, Opel e Alfa Romeo — continueranno a presidiare i rispettivi mercati, mentre DS e Lancia saranno gestiti come brand specializzati sotto Citroën e FIAT. Maserati resta il marchio di lusso del gruppo, con due nuovi modelli del segmento E e una roadmap attesa a Modena nel dicembre 2026.

2. Investimenti in piattaforme, powertrain e tecnologie globali
Il cuore industriale e tecnologico del piano passa da oltre 24 miliardi di euro di investimenti, pari al 40% del totale, destinati a piattaforme globali, propulsori e nuove tecnologie. Stellantis punta a produrre entro il 2030 metà dei volumi annuali su tre piattaforme globali, tra cui la nuova STLA One, pensata per aumentare modularità, sinergie e competitività. Sul fronte dei powertrain, il gruppo conferma una strategia multi-energia, con nuovi ibridi, elettrici a batteria e motori termici ad alta efficienza. La componente software sarà affidata a STLA Brain, STLA SmartCockpit e STLA AutoDrive, tecnologie previste dal 2027: entro il 2030 dovrebbero equipaggiare il 35% dei volumi globali, quota destinata a superare il 70% nel 2035.

3. Partnership strategiche
Stellantis intende accelerare la crescita e la competitività attraverso alleanze industriali e tecnologiche, facendo leva sulla propria scala globale e sulla forza dei marchi. Con Leapmotor, attraverso Leapmotor International, controllata al 51%, il gruppo punta a estendere la collaborazione commerciale e industriale, nonché negli acquisti, anche utilizzando gli stabilimenti di Madrid e Saragozza. Con Dongfeng si apre una nuova fase della joint venture cinese DPCA, con la produzione di due Peugeot e due Jeep per la Cina e altri mercati, oltre a una possibile joint venture europea controllata da Stellantis. Il piano cita inoltre sinergie con Tata, Jaguar Land Rover e partner tecnologici come Applied Intuition, Qualcomm, Wayve, NVIDIA, Uber, Mistral AI e CATL, con l’obiettivo di ridurre tempi di sviluppo, ampliare l’accesso ai mercati e rafforzare la competitività dei costi.
4. Ottimizzazione dell’impronta industriale
In Europa Stellantis prevede una riduzione della capacità di oltre 800 mila unità, anche attraverso la riconversione di siti come Poissy e il ricorso a partnership produttive in Spagna e Francia, con l’obiettivo dichiarato di preservare l’occupazione manifatturiera. Il tasso di utilizzo degli stabilimenti europei dovrebbe salire dal 60% all’80% entro il 2030. Negli Stati Uniti il gruppo punta a raggiungere lo stesso livello di saturazione produttiva, mentre in Medio Oriente e Africa la localizzazione dei prodotti dovrebbe portare al pieno utilizzo della capacità disponibile.
5. Eccellenza nell’esecuzione
Il piano mette al centro la velocità, la qualità e l'efficienza operativa. Stellantis vuole ridurre drasticamente il time-to-market dei nuovi prodotti, portandolo da 40 a 24 mesi, e consolidare i miglioramenti qualitativi registrati nell’ultimo anno. Sul fronte dei costi, il Value Creation Program mira a ottenere 6 miliardi di euro di risparmi annui entro il 2028 rispetto al riferimento del 2025, insieme a nuove opportunità di crescita dei ricavi. L’intelligenza artificiale avrà un ruolo trasversale nell’esecuzione del piano, basato su oltre 120 casi d’uso già attivi nelle operazioni aziendali.

6. Valorizzazione delle regioni e dei team locali
Stellantis rafforza il ruolo delle regioni, spostando più decisioni vicino ai mercati e ai clienti. In Nord America il gruppo punta a una crescita del fatturato del 25% e a un margine AOI* dell’8-10%, sostenuti da 11 nuovi modelli, prodotti più accessibili e dal 60% dei 36 miliardi destinati a marchi e prodotto. In Europa allargata l’obiettivo è una crescita dei ricavi del 15% e un margine AOI del 3-5%, anche grazie all’offensiva nel segmento C e alla nuova E-Car elettrica urbana, prodotta a partire da Pomigliano d’Arco. In Sud America Stellantis mira a ricavi in crescita del 10% e margine AOI dell’8-10%, mentre in Medio Oriente e Africa punta a un +40% dei ricavi e a un margine del 10-12%. In Asia Pacifico, infine, la strategia si basa su partnership leggere in termini di capitale e sull’export a supporto delle altre regioni.
* Il margine AOI è il margine sul risultato operativo rettificato. AOI sta per Adjusted Operating Income, cioè il risultato operativo depurato da alcune componenti straordinarie o non ricorrenti, come costi di ristrutturazione, svalutazioni, dismissioni e altri elementi considerati non rappresentativi della performance operativa corrente. In pratica indica quanta redditività operativa rettificata genera l’azienda per ogni 100 euro di ricavi. Quindi, ad esempio, un target di margine AOI dell’8-10% significa che l’obiettivo è generare 8-10 euro di risultato operativo rettificato ogni 100 euro di ricavi. Qui il nostro glossario.


L'andamento in borsa è stato deludente, in particolare a seguito di maxi svalutazioni annunciate a febbraio.
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di
Emanuele Oggioni
Analista finanziario, curioso di natura, Tesla owner e appassionato di e-mobility.

