Smart ForTwo elettrica usata: batteria al 92% dopo quattro anni
Quattro anni, circa 40.000 km e una gestione della ricarica tutt'altro che prudente non hanno compromesso seriamente la batteria della Smart ForTwo elettrica esaminata nel nostro test. Il sistema Power Check Control, collegato alla presa OBD dell'auto, ha certificato uno stato di salute del 92%: l'usura stimata è quindi pari all'8%. Un risultato significativo perché la proprietaria ha ricaricato regolarmente l'auto al 100%, lasciandola spesso ferma per giorni con la batteria completamente carica.
Per verificare quanto questo degrado incidesse nell'uso reale, l'esemplare usato è stato confrontato sullo stesso percorso con una Smart elettrica nuova e con pochissimi chilometri. Secondo quanto emerso dal confronto, le due auto condividono batteria e motore. La prova ha quindi permesso di osservare direttamente la differenza tra un accumulatore nuovo e uno utilizzato per quattro anni senza particolari attenzioni.
Una routine di ricarica sfavorevole alle celle NMC
La Smart usata monta una batteria con chimica NMC, basata su nichel, manganese e cobalto. Questa tecnologia soffre in particolare le permanenze prolungate a uno stato di carica molto elevato, perché al 100% possono accentuarsi i processi di ossidazione responsabili dell'invecchiamento delle celle. Per limitarne il degrado sarebbe quindi preferibile non lasciare abitualmente l'accumulatore completamente carico per lunghi periodi.
La routine della proprietaria era invece estremamente semplice: una volta rientrata in garage, collegava l'auto alla ricarica indipendentemente dalla percentuale residua, che fosse il 5, il 30, l'80 o il 90%. L'utilizzo principale consisteva negli spostamenti tra casa e scuola, mentre nei fine settimana la vettura poteva restare inutilizzata. Di conseguenza, dopo la ricarica notturna del venerdì, la batteria rimaneva talvolta vicina al 100% fino al lunedì.
Questo schema si è ripetuto con regolarità nell'arco di quattro anni. L'auto è stata caricata quasi sempre in garage e ha utilizzato raramente le colonnine pubbliche. A bordo era presente un caricatore da 11 kW, mentre per il modello era disponibile anche una soluzione da 22 kW.
Il confronto su strada tra batteria usata e nuova
All'inizio della prova la Smart usata indicava circa 130 km di autonomia, contro i 157 km mostrati dall'esemplare nuovo. Il percorso non era limitato alla città: comprendeva una salita di circa 9 km con tornanti, tratti scorrevoli e una fase autostradale. Il riscaldamento è stato impostato a 24 °C su entrambe le vetture durante buona parte del confronto.
I consumi sono variati sensibilmente in funzione del percorso e della velocità. In un tratto con una media di 86 km/h è stato rilevato un valore di 14,9 kWh/100 km, mentre a 110 km/h l'indicazione è salita a 21,3 kWh/100 km. A 130 km/h il dato mostrato dall'auto ha raggiunto 29,3 kWh/100 km. Numeri che confermano quanto una piccola elettrica pensata soprattutto per la città venga penalizzata alle velocità autostradali.
La Smart usata ha raggiunto lo 0% indicato dopo 89 km, con un consumo medio di 18,8 kWh/100 km. Anche a percentuali molto basse la potenza è rimasta disponibile, compreso quando il display ha smesso di mostrare i chilometri residui. Lo 0% visualizzato non coincideva inoltre con l'esaurimento fisico completo della batteria: l'auto disponeva ancora di una riserva sufficiente per fermarsi in sicurezza.
L'esemplare nuovo ha concluso la prova a 97 km, ancora con un consumo medio di 18,8 kWh/100 km. La differenza finale è stata quindi di 8 km. Nella parte conclusiva il climatizzatore della vettura nuova è stato spento, perciò il risultato non deve essere interpretato come una misurazione di laboratorio perfettamente controllata. Resta comunque una conferma pratica coerente con lo stato di salute del 92% rilevato attraverso la diagnostica.
Come si è conservata la Smart dopo 40.000 km
Il controllo non ha riguardato soltanto la batteria. Dopo circa 40.000 km, carrozzeria, cerchi, sedili e abitacolo sono apparsi ben conservati. È stato rilevato soltanto un leggero deterioramento della maniglia della portiera del conducente. Anche i rivestimenti interni hanno retto bene all'uso quotidiano, pur con qualche riserva sul tessuto della plancia, incline a raccogliere polvere.
Durante la guida sono emersi pedali reattivi, sterzo diretto e una dinamica soddisfacente in rapporto alle dimensioni contenute. Il volante è stato però percepito come troppo leggero, con una conseguente sensazione di minore sicurezza. L'insonorizzazione si è dimostrata adeguata per una vettura così compatta: i rumori provenienti dalla strada restano avvertibili, senza risultare eccessivi.
Una batteria usata da valutare con dati concreti
Il risultato mette in discussione l'idea che pochi anni di ricariche al 100% rendano automaticamente inutilizzabile un'auto elettrica usata. Le buone pratiche restano importanti e possono contribuire a rallentare il degrado, ma in questo caso una gestione poco attenta ha lasciato comunque disponibile gran parte della capacità originaria.
Per chi valuta una Smart ForTwo elettrica di seconda mano, la verifica dello stato di salute attraverso la presa OBD offre un'informazione più utile delle sole abitudini dichiarate dal precedente proprietario. L'esemplare esaminato risultava ancora coperto da garanzia e la sua valutazione indicata era di circa 6.000 euro. La proprietaria ha inoltre scelto di sostituirlo con un'altra Smart elettrica, confermando la compatibilità del modello con le proprie esigenze quotidiane.
La distanza di appena 8 km rilevata rispetto all'esemplare nuovo non cancella il degrado, ma mostra che dopo quattro anni e 40.000 km la vettura conserva ancora una capacità operativa vicina a quella iniziale. Più che giudicare un'elettrica usata soltanto dall'età o dal chilometraggio, diventa quindi decisivo misurarne la batteria e confrontare l'autonomia residua con l'impiego previsto.
Una domanda per voi
La certificazione dello stato di salute della batteria dovrebbe diventare un requisito standard nella vendita delle auto elettriche usate?
Nota sulla redazione
Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.
Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=348d0tZ6Llg

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