
Scania 40R elettrico: 624 kWh per il trasporto regionale
Lo Scania 40R porta la trazione elettrica nel trasporto regionale pesante attraverso una batteria da 624 kWh, un'autonomia dichiarata di circa 350 km a pieno carico e una potenza di ricarica fino a 375 kW. Il trattore stradale non viene però proposto come un prodotto isolato: il costruttore punta a integrare veicolo, analisi delle missioni e infrastruttura, affrontando uno dei principali ostacoli alla diffusione dei camion elettrici nelle flotte.
Sei pacchi batteria con celle Northvolt
Il sistema di accumulo utilizza celle agli ioni di litio con chimica NMC, quindi basata su nichel, manganese e cobalto. Le celle sono prodotte da Northvolt e vengono successivamente assemblate da Scania in una propria fabbrica. La capacità complessiva dichiarata è di 624 kWh, mentre l'energia indicata come effettivamente utilizzabile è pari a 416 kWh.
La batteria è suddivisa in sei pacchi collocati lungo il telaio. Il sistema dispone inoltre di una climatizzazione a liquido, utilizzata sia per raffreddare sia per riscaldare gli accumulatori. La gestione termica è particolarmente importante su un mezzo pesante, perché deve mantenere le celle nelle condizioni operative previste durante missioni prolungate, ricariche ad alta potenza e variazioni della temperatura esterna.
Scania dichiara circa 350 km di autonomia con una massa complessiva di 40 tonnellate, indicata come riferimento europeo. Per l'Italia viene ricordata la possibilità di arrivare a 44 tonnellate attraverso una deroga specifica. La percorrenza disponibile colloca il 40R soprattutto sulle tratte regionali, dove itinerari e soste possono essere pianificati con maggiore precisione.
Ricarica fino a 375 kW e soste operative
La ricarica avviene attraverso un connettore CCS2 e può raggiungere una potenza di 375 kW. Secondo i dati forniti, per arrivare all'80% serve circa un'ora. L'obiettivo operativo è sfruttare le pause obbligatorie dell'autista per recuperare una parte rilevante dell'energia, anche se una sosta di 45 minuti non coincide con il tempo dichiarato per raggiungere l'80%.
Il punto critico diventa quindi la disponibilità dell'infrastruttura. Portare centinaia di kilowatt in un deposito non significa soltanto installare una colonnina: occorre verificare la potenza disponibile, rapportarsi con il distributore di rete e dimensionare hardware e impianto in base al numero di mezzi, alle percorrenze e alle finestre di sosta.
Per questo Scania prevede un'analisi preliminare delle missioni e collabora con fornitori certificati per la ricarica. Tra le soluzioni citate figurano unità satelliti da distribuire nei parcheggi delle flotte, collegate a una base che può essere posizionata vicino alla cabina di media tensione. L'assistenza comprende anche il percorso di richiesta dell'energia e l'installazione attraverso partner specializzati.
Tre motori elettrici e cambio a sei rapporti
La macchina elettrica sviluppata e testata da Scania è composta da tre motori sincroni a magneti permanenti, abbinati a un cambio a sei rapporti. La trasmissione funziona principalmente in automatico, ma può essere gestita anche dalla leva presente in cabina. A seconda della versione, la potenza indicata è di 400 oppure 450 kW, mentre la coppia varia da 2.800 a 3.500 Nm.
Il gruppo propulsore è montato centralmente e in posizione longitudinale, soluzione resa possibile da una modifica del telaio. La trazione è posteriore, mentre inverter ed elettronica sono collocati sotto la cabina, lasciando libero l'abitacolo e separando i componenti di potenza dallo spazio destinato agli occupanti.
Nel cambio è integrata anche la presa di forza, senza ricorrere a un motore elettrico separato per gli apparati collegati al trattore. Può operare sia a veicolo fermo sia durante la marcia: la potenza dichiarata raggiunge 260 kW da fermo e scende a 30 kW oltre i 45 km/h.
La trazione gestisce inoltre la frenata rigenerativa. Scania considera il recupero di energia già nella configurazione della singola missione, valutando elementi come altitudine, temperatura e possibilità concreta di rallentare rigenerando. Il dimensionamento non si limita quindi a una percorrenza teorica, ma cerca di adattare il mezzo al lavoro previsto dal cliente.
La transizione elettrica come servizio per le flotte
Per le aziende di trasporto, soprattutto quelle con flotte numerose, il passaggio all'elettrico richiede nuove competenze nella pianificazione delle tratte e nella gestione della ricarica. La proposta di Scania punta perciò a un pacchetto completo, nel quale il costruttore aiuta a individuare infrastruttura, fornitori e potenza necessaria, lasciando all'operatore il compito di concentrarsi sul trasporto.
Sul fronte dell'assistenza, la copertura iniziale indicata è di un anno, batterie comprese, con possibilità di estensione annuale subordinata a controlli periodici. I check comprendono aggiornamenti firmware, verifica dei cablaggi e manutenzione del circuito termico della batteria, il cui liquido deve essere sostituito agli intervalli previsti.
Al momento della presentazione, Scania aveva inoltre annunciato per il 2024 le prime consegne del 40R ai clienti e l'arrivo sul mercato italiano di una piattaforma dedicata alle stazioni pubbliche per il trasporto pesante. Il progetto prevedeva accesso, individuazione delle colonnine e pagamento attraverso un unico ambiente digitale. Più ancora della capacità del camion, sarà la crescita di questa rete a determinare quanto facilmente le flotte potranno integrare mezzi elettrici nelle operazioni quotidiane.
Una domanda per voi
Per le flotte, il principale ostacolo al camion elettrico è ancora l'autonomia oppure la disponibilità di infrastrutture di ricarica adeguate?
Nota sulla redazione
Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.
Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=c9ZyF5QQCBk

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