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Abbiamo bisogno di piante - Non acquistiamo auto! Rispondiamo a Marino.
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Gianfranco Franzoni

di Gianfranco Franzoni

Rispondiamo agli Elettronauti | Abbiamo bisogno di piante. Non acquistiamo auto!

6 min.

Il nostro lettore Marino che segue Elettronauti e naturalmente Matteo, ci ha inviato un messaggio nel quale ci invita a meditare sulla situazione limite all’inquinamento ed a cambiare rotta.

Riportiamo in calce il suo intero messaggio e concordando in linea di massima con le sue preoccupazioni, siamo tuttavia a rilevare che i suoi, sono discorsi che affrontiamo tutti i giorni, ma riteniamo che radicalizzare sia sempre sbagliato. 

Ognuno di noi dovrebbe modificare i propri consumi e le proprie abitudini di vita. Sicuramente tutti dovremmo contribuire a rendere più verdi le zone in cui abitiamo, aderendo a tutte le iniziative di zona che si battono per impedire la deforestazione urbana e promuovono la messa a dimora di nuove piante, senza per questo, rinunciare ai benefici che il progresso ci ha regalato. 

Abbiamo bisogno di piante - Non acquistiamo auto! Rispondiamo a Marino. | Elettronauti.it

Il messaggio che abbiamo ricevuto da Marino

Ciao Matteo sono Marino, seguo spesso i tuoi blog, devo ammettere che sei davvero molto preparato, più di tanti che si spacciano tali ma che così però non sono.

Sono d’accordo sul piano tecnico delle istallazioni solari a forma d’albero... sono d’accordo sulle colonnine fast per le auto che dovrebbero anche essere molto più capillari sul territorio... sono d’accordo che l’auto [elettrica] potrebbe essere l'auto del futuro se si farà ricerca su nuove batterie che ne migliorino l’efficienza... ecc

Però... ascolta... Ma ci siamo bevuti il cervello? Dico ti rendi conto che siamo al limite? Che la sopportazione naturale è al limite? I disastri che sentiamo e vediamo sono film? La CO2 cresce in maniera esponenziale... abbiamo bisogno di piante... 1000 miliardi di piante... questo dice Stefano Mancuso il nostro scienziato italiano, per far sì che in circa dieci anni possa abbassarsi di qualche grado la temperatura mondiale!

Piantare alberi in città! Isolano dal caldo! Questa è una soluzione….. 

L’altra [cosa], la più importante ma la più difficile sarebbe un cambiamento di rotta... Lasciamo parcheggiate le auto! Non acquistiamo auto! Muoviamoci in bici! Facciamo in modo che le multinazionali producano meno auto possibili.

Quindi meno inquinanti meno CO2 meno disastri.

Evitiamo di alimentare in modo anche magari involontario le multinazionali... dove esiste solo il far di conto... l’economia... la tecnica..., che è fine a se stessa che non ha scopi se non altro quella di migliorarsi giorno per giorno in un viaggio utopico senza speranza.

Noi esseri umani abbiamo perso la rotta... pensiamo che la tecnologia possa salvarci, invece è l’esatto contrario... meditiamo per favore.

Grazie

Marino

Abbiamo bisogno di piante anche a livello globale

Piantare alberi è un'azione primaria che oltre ad essere sviluppata e promossa nel propio comprensorio, andrebbe anche supportata a livello globale.

Chiunque di noi può fare la propria parte aderendo ad esempio ad iniziative come quelle di Treedom che permette di rendere il pianeta più verde, sostenendo le comunità di agricoltori.

Abbiamo bisogno di piante - Non acquistiamo auto! Rispondiamo a Marino. | Elettronauti.it
Abbiamo bisogno di piante - Non acquistiamo auto! Rispondiamo a Marino. | Elettronauti.it

La deforestazione è uno dei più gravi problemi che coinvolgono tutta la popolazione mondiale. Un piccolo potere nelle mani di ognuno di noi, viene dalla possibilità, grazie ad organizzazioni come Treedom di bilanciare, se pur in misura minima, il saldo ambientale.

Con un impegno di poco più di 10 euro si può contribuire a piantare alberi avendo anche la possibilità di seguire attivamente online come procedono i progetti e gli aiuti concreti.

Fermare l'acquisto di vetture termiche è utopico ma....

Bloccare il progresso automobilistico che, deve obbligatoriamente dirigersi verso il prossimo millennio completando questa terza rivoluzione industriale, è formalmente sbagliato, così come fare di tutta un erba un fascio. 

L'acquisto di vetture con motori termici in qualsiasi forma venga proposta non dovrebbe essere accettata da chi ha la capacità intellettiva di comprendere i danni che gli idrocarburi continuano a generare (vedasi anche il recente disastro della petroliera al largo delle Filippine) e continuano, per parte loro, a contribuire, al riscaldamento globale, allo stravolgimento del clima, all’inquinamento acustico ed alla respirabilità dell’aria.

Quindi non solo i mezzi di trasporto, ma anche le rumorosissime ed inquinantissime attrezzature per le manutenzioni del verde, dai decespugliatori ai soffioni per le foglie, dai trattori per la falciatura dei prati ai più piccoli, ma non meno inquinanti e fastidiosi falciaprato semi-manuali.

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Tuttavia, il discorso è utopico in una situazione, in particolare italiana, in cui si spalleggiano le vecchie industrie nel proseguire le proprie produzioni storiche, anziché incentivarle nel progresso e conversione, con una stampa “di regime” che diffonde informazioni errate e tendenziose, a scapito dei reali interessi della popolazione e senza tenere conto che un’aria meno inquinata ed un ambiente meno rumoroso e riscaldato, gioverebbe anche al contenimento della spesa sanitaria nazionale, a vantaggio di tutti.

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), l’inquinamento atmosferico costituisce il principale rischio ambientale per la salute nell’Unione Europea (UE). Ogni anno, provoca nell’UE circa 400.000 decessi prematuri e comporta diseconomie legate alla salute per centinaia di miliardi di euro. Le persone nelle zone urbane sono particolarmente esposte a tale rischio. Gli inquinanti atmosferici responsabili della maggior parte di tali decessi prematuri sono il particolato, il biossido di azoto e l’ozono troposferico.

Abbiamo bisogno di piante - Non acquistiamo auto! Rispondiamo a Marino. | Elettronauti.it
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Batterie in continua evoluzione

Lo sviluppo di batterie sempre più performanti, lo studio ed utilizzo di materiali sempre meno inquinanti e la produzione di forme di accumulo dell’energia elettrica con rendimenti in continua progressione, dovrebbero convincere senza se e senza ma, al passaggio, da subito, alla trazione elettrica, senza osteggiarla con pensieri legati ai luoghi comuni, ma informandosi e comprendendo a pieno, quello che gli scienziati e gli studiosi sono già in grado di dimostrare anche se, troppo spesso inascoltati.

Acquisto vetture elettriche agevolato

Già oggi le forme di finanziamento a lungo termine e le opportunità alternative all’acquisto dovrebbero interrompere la corsa all’acquisto di auto elettriche solo in presenza di incentivi, facendo percepire a chi decide di comprendere che, le pochissime difficoltà che può comportare la scelta di viaggiare in elettrico, sono nulla in confronto alla consapevolezza di esser parte attiva ad un processo di miglioramento della qualità della vita di tutti, nel proprio piccolo e senza grandi rinunce.

Concludendo

Sono pochissime le categorie di lavoratori che necessitano di auto con percorrenze elevatissime giornaliere ed anche per loro, ritengo che uno dei beni più preziosi, mancanti nella civiltà moderna, sia il tempo, la vera ricchezza del terzo millennio.

Chi lo ha compreso ed ha realmente provato a mettere in pratica tutte le accortezze che noi stessi, utilizzatori da anni di vetture elettriche, continuiamo a ripetere, ha imparato ad ottimizzare i propri tempi di attività con le necessarie soste di rilassamento, utilizzandole nei percorsi quotidiani, per ricaricare la propria auto, senza tempi biblici d’attesa, ma con una rigenerazione anche mentale che giova sicuramente anche al lavoro.




Gianfranco Franzoni

di

Gianfranco Franzoni

Dinosauro, nell’automotive dalla nascita, da sempre attivo nella tutela ambientale. Con 50 auto ICE possedute, molte di grossa cilindrata, ho contribuito all’inquinamento ambientale, per la mia parte. Ora, riscatto! Promuovo la mobilità elettrica in tutti i modi possibili.

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