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Ricaricare l’auto elettrica con 3 kW: potenza, tempi e costi
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Ricaricare l’auto elettrica con 3 kW: potenza, tempi e costi

5 min.

Un contatore domestico da 3 kW non impedisce di ricaricare un’auto elettrica nel proprio garage. Richiede però una buona organizzazione dei consumi e tempi più lunghi rispetto a quelli ottenibili con una potenza superiore. Le alternative comprendono l’aumento notturno fino a 6 kW, richiedibile attraverso il GSE alle condizioni previste, oppure l’incremento permanente della potenza disponibile. La scelta dipende dalle abitudini di guida, dal tempo durante il quale l’auto rimane parcheggiata e dalle caratteristiche dell’impianto elettrico.

Cosa significa ricaricare con un contatore da 3 kW

I 3 kW indicano la potenza utilizzabile simultaneamente nell’abitazione. Il limite deve quindi essere condiviso tra illuminazione, elettrodomestici, forno, lavatrice e tutti gli altri carichi attivi. La ricarica dell’auto rimane possibile, ma non può occupare tutta la potenza disponibile mentre altri apparecchi energivori sono in funzione.

La situazione diventa più semplice durante la notte, quando normalmente i consumi domestici si riducono e l’auto può restare collegata per diverse ore. Con 3 kW la ricarica è lenta, ma può comunque coprire le esigenze di chi percorre distanze compatibili con una lunga sosta notturna. Se invece l’auto deve essere utilizzata frequentemente o recuperare molta energia in poco tempo, una potenza maggiore offre un vantaggio concreto.

L’aumento notturno a 6 kW e quello permanente

La misura illustrata da ARERA consente di portare gratuitamente la potenza disponibile da 3 a 6 kW nella fascia compresa tra le 23:00 e le 7:00. La richiesta deve essere presentata attraverso il sito del GSE e l’aumento vale esclusivamente durante l’orario notturno: di giorno il limite torna a essere quello contrattuale di 3 kW.

Per accedere alla misura è necessaria una wallbox connessa a Internet e compresa tra i dispositivi compatibili. Non basta quindi una qualsiasi unità di ricarica domestica. Questa soluzione permette di accelerare la ricarica notturna senza sostenere i costi legati a un aumento permanente della potenza, con un risparmio indicato tra 50 e 200 euro all’anno.

Chi ha bisogno di maggiore potenza anche durante il giorno deve invece rivolgersi al proprio fornitore di energia. La procedura può richiedere un sopralluogo e comportare un costo compreso tra 32 e 1.000 euro, variabile in funzione della potenza richiesta e della complessità dell’impianto. Per richieste superiori a 6 kW può rendersi necessario l’intervento di un elettricista, chiamato a verificare che cablaggi e protezioni siano adeguati al carico.

In alcuni casi il contatore può essere già predisposto per i 6 kW e l’adeguamento può essere eseguito da remoto, con il relativo costo una tantum addebitato in bolletta. Prima di procedere è quindi opportuno chiedere al gestore una valutazione puntuale, perché costi e interventi possono cambiare sensibilmente.

Tempi ed efficienza: l’esempio della Fiat Grande Panda

La Fiat Grande Panda elettrica presa come riferimento dispone di una batteria da 44 kWh. Le stime presentate indicano circa cinque ore per una ricarica completa sfruttando l’aumento notturno a 6 kW, mentre con 3 kW sarebbero necessarie circa dieci ore o più. Il secondo scenario può essere sufficiente se l’auto rimane ferma per tutta la notte, ma risulta meno flessibile quando gli intervalli di sosta sono brevi.

La potenza incide anche sull’efficienza. A livelli molto bassi, inferiori a 2 kW, la ricarica può comportare perdite energetiche fino al 15%; intorno a 6 kW, secondo le stime richiamate, le perdite scendono verso il 5%. Parte dell’energia viene infatti assorbita dalla resistenza interna, dalla gestione della batteria e dai circuiti che convertono la corrente alternata della rete nella corrente continua utilizzata dall’accumulatore.

Quando il processo dura molte ore, questi sistemi restano attivi più a lungo e la dispersione complessiva cresce. Una ricarica eccessivamente limitata può quindi ridurre la potenza impegnata, ma non rappresenta necessariamente la scelta più economica in termini di energia effettivamente trasferita alla batteria.

Come scegliere la wallbox e valutare la spesa

Le wallbox domestiche più comuni indicate sono da 3,7 e 7,4 kW. Il dimensionamento deve tenere conto della potenza disponibile, dei tempi di ricarica desiderati e delle condizioni dell’impianto. In una casa con cablaggi datati o una linea non adeguata possono essere necessari lavori aggiuntivi. È quindi importante affidare verifica e installazione a tecnici qualificati e autorizzati, capaci di rilasciare la documentazione conclusiva utile anche in ambito condominiale.

Anche il contratto di fornitura pesa sul costo finale. L’esempio economico utilizza un prezzo di 0,28 euro per kWh e ipotizza una ricarica completa settimanale della batteria da 44 kWh. Il consumo annuale risulta pari a 2.288 kWh, per una spesa di circa 640 euro. Assumendo un consumo medio di 15 kWh ogni 100 km, l’energia corrisponde a una percorrenza annua nell’ordine dei 15.000 km.

Nel confronto proposto, un’auto a benzina o diesel capace di consumare 5 litri ogni 100 km richiederebbe 750 litri per la stessa percorrenza. Con un carburante a 1,80 euro al litro, la spesa annuale sarebbe di circa 1.350 euro. Il calcolo non comprende eventuali differenze relative a manutenzione e tassazione, né considera il ricorso alle colonnine pubbliche, che può aumentare sensibilmente il costo della ricarica.

Per molte esigenze quotidiane, dunque, il contatore da 3 kW può essere un punto di partenza sufficiente. L’aumento notturno a 6 kW offre maggiore rapidità senza modificare stabilmente il contratto, mentre l’incremento permanente è più adatto a chi deve alimentare contemporaneamente numerosi carichi o necessita di ricaricare anche durante il giorno. Prima di scegliere conviene confrontare tempi, compatibilità della wallbox, stato dell’impianto e tariffe energetiche.

Una domanda per voi

Per le esigenze quotidiane è più utile sfruttare l’aumento notturno a 6 kW o investire in un incremento permanente della potenza?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=CXye6JV0EIE

Matteo Valenza

https://bit.ly/m/MatteoValenza

Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!