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Ricarica urbana A2A, le colonnine convivono con gli stalli bianchi
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Ricarica urbana A2A, le colonnine convivono con gli stalli bianchi

4 min.

Portare la ricarica elettrica nei quartieri densamente abitati senza sottrarre una quantità eccessiva di parcheggi è uno dei nodi della mobilità urbana. A2A ha adottato a Brescia una soluzione che fa convivere le colonnine con gli stalli bianchi, lasciando la maggior parte dei posti accessibile anche alle automobili non impegnate nella ricarica. L'obiettivo è offrire un punto di alimentazione vicino alle abitazioni, soprattutto a chi vive in condominio e non dispone di un garage.

Colonnine senza riservare tutto il parcheggio

L'installazione osservata a Brescia si trova in un parcheggio comunale con 12 stalli. Sono presenti quattro colonnine per un totale di sei punti di ricarica, ma soltanto due posti sono contraddistinti dal tradizionale colore blu. Gli altri stalli rimangono bianchi e possono quindi essere utilizzati liberamente, comprese le soste delle auto termiche.

In questo contesto la presenza di vetture non elettriche accanto alle colonnine non rappresenta necessariamente un'occupazione abusiva. È parte dell'impostazione scelta per evitare che l'infrastruttura elimini numerosi posti auto in una zona dove parcheggiare è già difficile. La ricarica diventa così un servizio aggiunto al parcheggio esistente, anziché la causa di una sua drastica riduzione.

Il compromesso comporta naturalmente una disponibilità non sempre garantita: uno stallo bianco può essere occupato da un'auto che non deve ricaricare. Il vantaggio è però urbanistico, perché il Comune non deve trasformare l'intera area in una zona riservata esclusivamente ai veicoli elettrici. La soluzione cerca quindi un equilibrio tra due esigenze concorrenti: conservare i parcheggi e creare una rete di ricarica di prossimità.

Una ricarica lenta pensata per la notte

Ogni punto può arrivare a una potenza massima di 7,4 kW, mentre l'installazione nel suo complesso dispone di 33 kW. Non si tratta di una soluzione progettata per soste brevi e rifornimenti rapidi. La logica è diversa: lasciare l'auto collegata per diverse ore, per esempio durante la notte, sfruttando il tempo in cui normalmente resterebbe parcheggiata sotto casa.

Per chi vive in un appartamento senza posto auto privato, la possibilità di ricaricare vicino all'abitazione può incidere concretamente sulla scelta di passare a un'auto elettrica. In assenza di un garage e di colonnine raggiungibili a piedi, infatti, la gestione quotidiana della batteria diventa più complessa. Un'infrastruttura di quartiere non replica la comodità di una wallbox privata, ma può avvicinarsi al suo modello d'uso: collegare la vettura quando non serve e ritrovarla carica dopo una sosta prolungata.

Nel parcheggio esaminato la sosta notturna è gratuita. Se la batteria raggiunge il 100% o la sessione termina prima del mattino, non è prevista un'ulteriore tariffa legata alla permanenza nello stallo. Questo elemento evita che l'utente debba spostare l'auto nel cuore della notte una volta conclusa la ricarica, rendendo il servizio più coerente con le esigenze dei residenti.

Il bilanciamento intelligente dei 33 kW

La potenza disponibile viene distribuita dinamicamente tra le vetture collegate. Durante il test un punto stava erogando 4,9 kW, mentre un secondo forniva 7,2 kW a un'auto con una batteria più scarica. Se si aggiungono altri veicoli, il sistema ribilancia nuovamente il carico, rispettando il limite complessivo di 33 kW.

Questa gestione consente di servire più automobili senza dimensionare l'impianto come se tutti i punti dovessero erogare contemporaneamente la massima potenza. In termini pratici, il sistema assegna le risorse elettriche disponibili in funzione delle sessioni attive. La velocità del singolo veicolo può quindi variare, ma per una sosta di molte ore conta soprattutto l'energia complessivamente trasferita prima della ripartenza.

Un'infrastruttura meno invasiva per i quartieri

La potenza contenuta semplifica anche l'installazione rispetto a infrastrutture più impegnative. Nel sito di Brescia è stato sfruttato il passaggio già esistente destinato al palo dell'illuminazione, intervenendo all'interno del marciapiede. Le colonnine occupano poco spazio e non richiedono, secondo quanto emerso dall'esperienza sul campo, cavi di grande sezione o apparati particolarmente ingombranti.

A2A ha già adottato questa soluzione anche a Milano e ne è prevista l'estensione ad altri punti di Brescia e ad altre città. Il modello non elimina tutti i limiti della ricarica su strada, a partire dalla possibile occupazione degli stalli bianchi, ma affronta un problema concreto senza imporre la completa conversione dei parcheggi esistenti. Nei quartieri con molti appartamenti e pochi garage, una rete diffusa di punti lenti e bilanciati potrebbe risultare più utile di poche colonnine ad alta potenza, soprattutto quando l'auto rimane ferma per tutta la notte.

Una domanda per voi

La possibilità di ricaricare vicino casa compensa il rischio di trovare gli stalli bianchi occupati da auto non in ricarica?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=KRsbtQxYHqY

Matteo Valenza

https://bit.ly/m/MatteoValenza

Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!