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Ricarica rapida e batterie: alla prova le stazioni Fastned
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Ricarica rapida e batterie: alla prova le stazioni Fastned

5 min.

Ricaricare un'auto elettrica ad alta potenza non significa soltanto collegare un cavo: contano la facilità di pagamento, l'accessibilità degli stalli, il numero di connettori disponibili e la possibilità di controllare la sessione. Le stazioni Fastned di Dalmine e Castellanza permettono di osservare sul campo questi aspetti e, allo stesso tempo, di affrontare alcuni dubbi ancora diffusi sulla ricarica rapida e sul degrado delle batterie.

L'esperienza parte ancora prima dell'arrivo. Le stazioni possono essere individuate attraverso l'app Fastned, mentre i sistemi di navigazione presenti su molte auto elettriche includono le infrastrutture disponibili lungo il percorso. La visibilità fisica delle stazioni resta comunque un elemento importante per rendere la ricarica immediatamente riconoscibile.

Pagamento con app o carta

Per avviare una sessione non è obbligatorio installare l'applicazione. Le stazioni Fastned sono dotate di POS e il prezzo viene indicato direttamente sulla colonnina. La procedura prevede il passaggio della carta, la selezione dello stallo e il collegamento del connettore all'auto.

L'app aggiunge alcune funzioni di gestione. Dopo aver scelto la stazione mostra i connettori disponibili, consente di selezionare la presa interessata e di avviare la ricarica. La sessione può essere controllata distinguendo l'energia erogata dalla potenza istantanea, due valori differenti ma spesso confusi dagli utenti. Un comando dedicato permette inoltre di interrompere l'erogazione.

Tra il collegamento del cavo e l'inizio effettivo passa il tempo necessario all'handshake: auto e colonnina si scambiano le informazioni indispensabili prima di autorizzare l'erogazione. Se ci si allontana dal veicolo, le notifiche dell'app possono segnalare l'approssimarsi del termine della ricarica o eventuali problemi. Sono disponibili anche indicazioni sui punti di interesse nelle vicinanze, come ristoranti, bar, negozi e caffè.

Il vantaggio del layout drive-through

La stazione Fastned di Dalmine adotta un'impostazione drive-through: si entra da un lato dello stallo e si riparte da quello opposto, evitando manovre per uscire. Gli spazi sono lunghi e i cavi consentono di raggiungere la presa anche quando questa si trova sul lato opposto rispetto alla colonnina.

La copertura è affidata a una tettoia fotovoltaica, utile anche per proteggere gli utenti dalla pioggia durante il collegamento. Il layout mostra quanto la qualità di una stazione dipenda non soltanto dalla potenza dichiarata, ma anche dalla praticità degli accessi e dalla compatibilità con veicoli che possono avere prese collocate in posizioni differenti.

⚡ Leggi anche: Fastned Malpensa, come nasce una stazione di ricarica ultra fast

Anche il posizionamento incide sull'utilità reale dell'infrastruttura. L'obiettivo dichiarato è collocare le stazioni in luoghi compatibili con una sosta naturale, senza imporre deviazioni significative. In questa prospettiva diventano centrali sia la disponibilità dei connettori sia il numero di punti di ricarica presenti in ogni sito.

Potenza di ricarica e durata della sosta

Fastned installa colonnine da 400 kW, una potenza superiore a quella che mediamente le auto elettriche possono assorbire secondo quanto emerso durante il confronto. La scelta serve quindi anche a predisporre le stazioni all'evoluzione dei veicoli e delle batterie.

Nel trasferimento tra Dalmine e Castellanza, una distanza indicata in circa 70 km, l'energia necessaria è stata recuperata in meno di cinque minuti. Non si tratta di un tempo universale: la durata effettiva dipende dalla capacità dell'auto di accettare potenza e dall'andamento della curva di ricarica.

La potenza, infatti, non rimane costante fino al 100%. Quando la batteria è intorno al 10-20%, la ricarica può partire molto rapidamente e mantenere valori elevati fino a circa l'80%, per poi rallentare. Il processo è stato paragonato al riempimento di un teatro: i primi spettatori trovano posto velocemente, mentre occupare gli ultimi sedili richiede più tempo. È stato inoltre citato il caso di alcune batterie al litio-ferro-fosfato capaci di passare dal 10 al 97% in nove minuti.

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Ricarica rapida, 80% e degrado della batteria

Il timore che l'alta potenza danneggi inevitabilmente la batteria deriva anche da una fase precedente della tecnologia, quando era necessaria maggiore cautela sia con la potenza sia con gli stati di carica elevati. Nel frattempo sono avanzate le celle e, soprattutto, i sistemi elettronici che gestiscono la batteria.

L'indicazione emersa è quindi che la ricarica rapida e il superamento dell'80% non debbano essere considerati automaticamente dannosi. Questo non significa che le batterie siano prive di usura: rimangono componenti soggetti a degrado nel tempo. Secondo l'esperienza riportata, la perdita risulta più evidente nei primi anni e diventa poi molto contenuta. Sono stati richiamati anche test effettuati su batterie con oltre 600.000 km.

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L'ansia da ricarica, dunque, non dipende soltanto dal numero assoluto di colonnine. Pesano anche la loro visibilità, l'affidabilità, la distribuzione lungo gli itinerari e la quantità di prese presenti in ogni stazione. Non è inoltre necessario cercare una colonnina appena la carica scende sotto il 50%: per molti veicoli attuali quella percentuale può corrispondere ad almeno 200 km, sufficienti per circa due ore di guida autostradale.

Una domanda per voi

Per ridurre l'ansia da ricarica conta di più aumentare il numero delle colonnine o migliorarne visibilità, affidabilità e posizione?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato controllato dall'intelligenza artificiale

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=LFCYEmXbQj0

Matteo Valenza

https://bit.ly/m/MatteoValenza

Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!