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Ricarica nei condomini, la Germania investe 500 milioni mentre l’Italia riapre al carbone
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Ricarica nei condomini, la Germania investe 500 milioni mentre l’Italia riapre al carbone

5 min.

La possibilità di ricaricare a casa resta uno dei principali fattori che separano chi può utilizzare facilmente un’auto elettrica da chi deve dipendere dalla rete pubblica. La Germania ha scelto di intervenire con un piano da 500 milioni di euro dedicato alle infrastrutture nei condomini. Intanto, in Italia il decreto bollette prova a contenere la povertà energetica, ma apre alla possibilità di mantenere il carbone fino al 2038.

La ricarica condominiale diventa una questione strategica

Il programma tedesco non si limita a finanziare l’installazione delle wallbox. Comprende anche lavori sulla rete e sugli allacci, oltre agli adeguamenti edilizi necessari. È quindi un intervento sistemico che coinvolge proprietari, amministratori di condominio e società immobiliari, con l’obiettivo di trasformare la ricarica domestica da eccezione a soluzione ordinaria.

L’accesso continuativo a un punto di ricarica privato è particolarmente importante nei centri urbani e per chi non dispone di un garage indipendente. In assenza di interventi strutturali rischia di consolidarsi una mobilità elettrica a due velocità: da una parte gli automobilisti che possono ricaricare comodamente sotto casa, dall’altra quelli costretti a fare affidamento sulle colonnine pubbliche.

Anche la rete per i viaggi a lunga percorrenza continua a svilupparsi. Plenitude On the Road realizzerà in Galizia un corridoio di ricarica ultra-rapida lungo l’autostrada AP-9. Il progetto prevede 42 punti fino a 300 kW, distribuiti in cinque aree di servizio lungo 220 chilometri della tratta, parte della rete europea E1. L’obiettivo è rendere la ricarica ad alta potenza disponibile sulle principali direttrici di traffico.

Decreto bollette e carbone: il difficile equilibrio italiano

Il decreto bollette arrivato alla Camera contiene misure che cercano di conciliare emergenza energetica e transizione. Tra le novità più concrete figura l’estensione del bonus sociale al teleriscaldamento, finora escluso. La correzione riguarda oltre 2,5 milioni di cittadini e punta a rafforzare il contrasto alla povertà energetica.

Sul fronte opposto, il provvedimento prospetta un allungamento della vita del carbone fino al 2038, rinviando di 13 anni l’uscita prevista per il 2025 dal piano energia e clima. La scelta viene collegata alle tensioni geopolitiche sui mercati di gas e petrolio e alla volontà di mantenere disponibile una riserva energetica. Resta però aperto il rischio che il rinvio rallenti la decarbonizzazione e sottragga slancio allo sviluppo delle fonti rinnovabili.

Sul piano normativo, il Consiglio dei ministri ha inoltre approvato in via preliminare il decreto di recepimento della direttiva europea 2024/1788 su idrogeno e gas rinnovabili. Il testo, composto da 43 articoli, introduce il primo quadro italiano per il mercato dell’idrogeno, disciplinando reti dedicate di trasporto e distribuzione, certificazione della sostenibilità, diritti dei clienti attivi ed estensione delle competenze di ARERA. Dopo il 2049 non saranno più ammessi contratti a lungo termine per il gas fossile.

Eolico offshore, accumulo molecolare e gestione dei rifiuti

Nel Mare del Nord, Hornsea 3 ha collegato il primo cavo di esportazione della piattaforma offshore alla costa britannica. Il sistema utilizza collegamenti HVDC, scelti per trasportare l’elettricità verso terra con maggiore efficienza, affiancati da fibra ottica per il controllo operativo. Il parco avrà una capacità di 2,9 GW, utilizzerà turbine Siemens Gamesa da 14 MW e, secondo i dati riportati, potrà alimentare 3,3 milioni di abitazioni. Il completamento è previsto entro la fine del 2027, mentre la costruzione dovrebbe creare 5.000 posti di lavoro.

Più caute sono le prospettive del solare termico molecolare MOST, una tecnologia che immagazzina l’energia solare in molecole chimiche per restituirla successivamente sotto forma di calore. Pur essendo interessante dal punto di vista scientifico, l’analisi citata nel materiale considera difficile una sua competizione con soluzioni già mature come fotovoltaico abbinato a batterie e pompe di calore, soprattutto per costi, efficienza e scalabilità.

La sostenibilità riguarda anche la quantità di materiali scartati. Secondo Eurostat, nel 2024 ogni cittadino europeo ha prodotto in media 517 chilogrammi di rifiuti urbani, contro i 511 del 2023 e 38 chilogrammi in più rispetto al 2014. Austria, Danimarca e Belgio registrano i livelli pro capite più elevati, mentre Romania, Estonia e Polonia si collocano sui valori più contenuti. Alla maggiore produzione si accompagna una crescita della capacità di recupero, ma la priorità resta ridurre i rifiuti all’origine.

Greenwashing e batterie allo stato solido

Dal 24 marzo 2026 è in vigore il decreto legislativo 30/2026 contro il greenwashing, cioè l’uso di comunicazioni ambientali ingannevoli o non verificabili. Le disposizioni, applicabili dal 27 settembre, impediscono alle aziende di utilizzare espressioni come “green” o “sostenibile” senza prove e introducono nuovi obblighi relativi a durabilità, riparabilità, indice di riparazione e garanzia commerciale.

Un punto controverso riguarda il divieto di dichiarare la neutralità climatica di un prodotto basandosi sulla compensazione delle emissioni, anche in presenza di certificazioni. La norma mira a tutelare i consumatori, ma potrebbe limitare anche la comunicazione delle imprese che hanno investito nella misurazione, nella riduzione e nella compensazione certificata delle proprie emissioni.

Sul fronte dell’accumulo, LG Energy Solution ha mostrato una batteria allo stato solido con catodo a zolfo ad alta capacità. Lo zolfo presenta una capacità teorica elevata, ma nei sistemi tradizionali incontra problemi di degradazione. L’architettura priva di elettrolita liquido punta a bloccare la dissoluzione dei polisolfuri; i test sono stati condotti anche su celle pouch, considerate più vicine a una possibile applicazione reale.

La prospettiva industriale richiede tuttavia prudenza. Secondo gli esperti citati, potrebbero servire da cinque a dieci anni perché le batterie allo stato solido raggiungano anche soltanto una quota minima di mercato. Le applicazioni attese dal 2027 rappresenterebbero quindi una fase iniziale e limitata, non una rivoluzione immediata. Nel frattempo, le batterie agli ioni di litio continueranno a evolversi e a dominare il mercato almeno per il prossimo decennio.

Una domanda per voi

Un piano pubblico per wallbox, allacci e adeguamenti edilizi potrebbe rendere la ricarica condominiale uno standard anche in Italia?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=hM77ovcXs7Q

Marta Baisotti

Ciao sono Marta, ma per gli amici elettronauti Tammar! Tammar nasce da un mix di curiosità e voglia di mettersi in gioco, che mi hanno guidata verso il mondo della mobilità elettrica!