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Ricarica elettrica a Leolandia: perché AC e DC devono seguire i tempi di sosta
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Ricarica elettrica a Leolandia: perché AC e DC devono seguire i tempi di sosta

4 min.

Installare infrastrutture di ricarica non significa semplicemente scegliere la massima potenza disponibile. Il caso di Leolandia, dove Be Charge, società di Plenitude, ha realizzato nuovi punti AC affiancati da una stazione DC, mostra quanto sia importante adattare la tecnologia alle abitudini di chi utilizza un luogo. In un parco nel quale le automobili restano ferme per gran parte della giornata, una ricarica più lenta può risultare più razionale della sola alta potenza.

Otto punti AC per le soste di una giornata

L'installazione principale comprende quattro colonnine in corrente alternata, ciascuna con due punti di ricarica, per un totale di otto prese AC. La potenza indicata è di 11 kW. La scelta risponde alla durata tipica della permanenza: chi visita Leolandia lascia normalmente l'auto parcheggiata per molte ore e non ha quindi bisogno di recuperare energia nel minor tempo possibile.

La ricarica in corrente continua è maggiormente adatta alle soste brevi, quantificate nel corso dell'esperienza in circa 20 o 25 minuti, mezz'ora oppure un'ora. Se l'auto resta collegata per un'intera giornata, invece, la sessione DC può terminare molto prima della visita, rendendo necessario tornare al parcheggio per liberare la presa. In un simile contesto, anche una potenza di 11 kW, o eventualmente inferiore, può accompagnare meglio il tempo di permanenza senza imporre questa gestione.

Questo non elimina completamente l'utilità della corrente continua. Accanto alle quattro colonnine AC è stata infatti installata anche una stazione DC ad alta potenza con doppia presa. Può offrire un'alternativa a chi arriva con poca energia residua oppure trova occupati i punti più lenti e non può attendere per tutta la giornata.

La rete non si misura soltanto contando le colonnine

Nel materiale raccolto durante la visita viene indicata per l'Italia una disponibilità di circa 50.000 colonnine distribuite sul territorio. Viene inoltre sottolineato che il Paese avrebbe un rapporto percentuale particolarmente elevato tra infrastrutture disponibili e auto elettriche vendute: in altre parole, alla presenza di molti punti di ricarica non corrisponde ancora una diffusione altrettanto ampia dei veicoli elettrici.

Il dato quantitativo, tuttavia, non racconta da solo l'efficacia della rete. Una colonnina diventa realmente utile quando tecnologia, potenza e posizione corrispondono ai flussi di traffico e ai tempi di sosta. Prima di procedere con un'installazione occorre quindi studiare come si muovono gli utenti, per quanto tempo rimangono in un luogo e quale ricambio delle prese sia realistico aspettarsi.

Non tutti i parcheggi richiedono ricarica rapida e non ogni posizione è necessariamente adatta a ospitare una stazione. Alla valutazione tecnica si aggiunge inoltre la complessità burocratica delle installazioni, indicata come uno degli elementi che rendono meno immediata l'espansione della rete. La capillarità resta importante, ma deve essere accompagnata da una pianificazione coerente.

Be Charge tra ampliamento della rete e servizi digitali

Be Charge continua a installare infrastrutture con l'obiettivo di rendere più capillare quella che viene descritta come una delle reti più ampie presenti in Italia. Sul fronte economico, il servizio non viene indicato tra i più convenienti, pur risultando allineato ai prezzi dei concorrenti.

L'espansione fisica è accompagnata dal lavoro sull'applicazione, della quale vengono segnalati l'aumento delle funzionalità e gli interventi diretti a migliorare sicurezza ed efficienza. Lo sviluppo del software conta perché l'esperienza di ricarica non dipende soltanto dall'hardware: individuare le stazioni e gestire la sessione sono parti dello stesso servizio.

Educare alla mobilità elettrica partendo dai bambini

Il progetto di Leolandia comprende anche un'attrazione educativa realizzata in collaborazione con Playit. I bambini guidano piccole auto elettriche su una pista; dopo alcuni giri i veicoli iniziano a rallentare e un messaggio vocale segnala la necessità di recuperare energia. Per ricaricarli è sufficiente attraversare un'area dedicata del percorso, tornando poi a circolare.

La meccanica del gioco traduce in un'esperienza immediata un principio essenziale: un veicolo elettrico utilizza energia accumulata e deve essere ricaricato. Non si tratta di spiegare connettori, curve di potenza o differenze tecniche complesse, ma di rendere familiare il rapporto tra utilizzo dell'auto e approvvigionamento energetico.

L'installazione nel parcheggio e l'attrazione seguono così la stessa logica educativa. La transizione alla mobilità elettrica richiede infrastrutture, ma anche la capacità di comprenderne l'uso: sapere quando serve la corrente continua, quando è sufficiente quella alternata e perché la potenza maggiore non rappresenta automaticamente la soluzione migliore.

Una domanda per voi

La rete di ricarica dovrebbe puntare soprattutto sul numero delle colonnine o sulla loro capacità di adattarsi ai tempi di sosta degli utenti?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=uN8QDnOAgwo

Matteo Valenza

https://bit.ly/m/MatteoValenza

Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!