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Renault Megane E-Tech, dalle ricariche alla pila di Alessandro Volta
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Renault Megane E-Tech, dalle ricariche alla pila di Alessandro Volta

5 min.

Un viaggio verso il lago di Como con la Renault Megane E-Tech offre due prospettive complementari sulla mobilità elettrica: da una parte la prova concreta di interni, infotainment, consumi e ricarica; dall'altra un ritorno alle origini della batteria, attraverso la storia della pila inventata da Alessandro Volta. Il collegamento non è soltanto simbolico: il principio del movimento degli elettroni tra materiali differenti è alla base di un percorso tecnologico che, dopo enormi progressi, conduce fino alle batterie delle moderne auto elettriche.

Interni curati e Android Automotive

Durante la prova, uno degli aspetti più convincenti della Renault Megane E-Tech è stato l'abitacolo. Sulle portiere si alternano materiali e finiture differenti, mentre le cuciture a contrasto e i rivestimenti in tessuto contribuiscono a creare un ambiente visivamente curato. Anche i sedili hanno restituito una buona impressione per comodità e qualità percepita, pur trattandosi di valutazioni maturate nel corso del viaggio e non di una prova di lunga durata.

La plancia è caratterizzata da due schermi ad alta risoluzione disposti a L: uno dedicato alla strumentazione e l'altro al sistema multimediale. Entrambi risultano leggermente orientati verso chi guida, una soluzione che facilita la consultazione delle informazioni. L'infotainment utilizza Android Automotive e integra i servizi Google, compreso il navigatore. La presenza del Google Play Store permette inoltre di installare applicazioni di terze parti compatibili direttamente sul sistema dell'auto.

Ricarica in AC e costi legati all'abbonamento

La Megane E-Tech utilizzata nel test può accettare fino a 22 kW in corrente alternata. È una caratteristica importante soprattutto quando si incontrano colonnine AC capaci di erogare la stessa potenza, perché consente di sfruttare pienamente infrastrutture che su altre vetture potrebbero essere utilizzate a velocità inferiori.

La prima sessione ha aggiunto 20 kWh attraverso una colonnina Be Charge. Il costo effettivo dipendeva però da un abbonamento mensile da 500 kWh: nel caso specifico, l'energia veniva pagata circa 35 centesimi per kWh, contro una tariffa che senza quella formula avrebbe potuto raggiungere gli 80 centesimi. Il confronto non rappresenta quindi un prezzo universale, ma mostra quanto la scelta tra pagamento a consumo e pacchetto mensile possa incidere sulla spesa di viaggio.

L'applicazione utilizzata consente di associare il proprio modello di auto al profilo, così da visualizzare sulla mappa soltanto le colonnine compatibili. La procedura sperimentata prevedeva la selezione del punto di ricarica, l'avvio della sessione dall'app e il successivo collegamento del cavo. Secondo i dati riportati, la rete contava in quel momento 8.500 colonnine in Italia e 56.000 punti accessibili in roaming in Europa.

Modalità Eco, consumi e frenata rigenerativa

Nel viaggio di andata, affrontato con strada libera e un'andatura sostenuta, il consumo medio indicato è stato compreso tra 24 e 25 kWh ogni 100 chilometri. Durante il rientro, con una colonnina distante 93 chilometri e la batteria al 41%, è stata provata la modalità Eco per verificare quanto potesse incidere sulla previsione di arrivo.

L'intervento della modalità Eco è apparso netto: accelerazione più morbida e velocità limitata a 100 km/h, insieme a una frenata rigenerativa più incisiva. Nel corso del test la stima della batteria residua all'arrivo è passata dal 5% all'11%, anche grazie alla riduzione dell'andatura autostradale rispetto ai 130 km/h. Il dato va letto nel contesto specifico della prova, perché consumi e previsioni dipendono dalle condizioni della strada e dallo stile di guida.

La rigenerazione può essere regolata tramite le palette dietro al volante. Al livello più intenso l'auto rallenta sensibilmente, ma non realizza un vero arresto completo: mantiene una velocità minima di circa 7 km/h e richiede quindi l'uso del pedale del freno per fermarsi. Proprio il pedale ha restituito una sensazione piuttosto spugnosa, una valutazione soggettiva emersa durante la guida.

La successiva ricarica in corrente continua è avvenuta presso una colonnina da 75 kW, dotata di connettori CCS Combo 2 e CHAdeMO. Una volta collegata la Megane, il display riportava 69,5 kW di potenza, circa 349 volt e 199,3 ampere. La stima indicava 47 minuti per raggiungere l'80%, ma per completare il tragitto erano sufficienti circa dieci minuti di sosta.

Dalla pila di Volta alle batterie moderne

Il viaggio sul lago di Como richiama direttamente il lavoro di Alessandro Volta. Nel 1792 lo scienziato avviò indagini sull'elettricità negli animali, confrontandosi con la teoria proposta da Luigi Galvani. Il disaccordo tra i due contribuì allo sviluppo della pila voltaica, presentata nel 1800 come dispositivo capace di produrre una corrente elettrica costante. Volta portò successivamente la sua invenzione alla presenza di Napoleone, ricevendo una medaglia d'oro.

La pila sfruttava il flusso di elettroni generato mettendo a contatto sostanze differenti. Era formata da dischi di zinco alternati a dischi di rame, separati da elementi di panno imbevuti di acqua salata o di una soluzione di acido solforico, utilizzati come conduttori. Collegando con fili di rame il primo disco positivo e l'ultimo negativo, Volta chiudeva il circuito e otteneva una debole corrente capace di mantenersi per un certo tempo.

Tra quella pila e gli accumulatori al litio delle auto elettriche sono stati compiuti progressi radicali, ma il lavoro di Volta rimane un passaggio fondamentale nella storia della batteria. La Megane E-Tech mostra quanto quel principio abbia cambiato scala: oggi la gestione dell'energia coinvolge non soltanto la chimica dell'accumulatore, ma anche software di bordo, navigazione, recupero in frenata, modalità di guida e infrastrutture di ricarica.

Una domanda per voi

Nell'uso quotidiano conta di più poter ricaricare a 22 kW in corrente alternata o raggiungere potenze maggiori alle colonnine rapide?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=gt_gVzfm_XA

Matteo Valenza

https://bit.ly/m/MatteoValenza

Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!