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Renault 4 elettrica, primo contatto tra spazio e One Pedal
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Renault 4 elettrica, primo contatto tra spazio e One Pedal

5 min.

La nuova Renault 4 riprende un nome legato a un'auto popolare e concreta, ma lo interpreta secondo criteri molto diversi. Il modello contemporaneo è elettrico, tecnologico e decisamente più costoso rispetto all'antenata. L'obiettivo comune resta soprattutto la versatilità: offrire spazio sufficiente per l'uso quotidiano in un'auto dalle dimensioni ancora adatte alla città.

La Renault 4 originale nacque da un progetto del 1956 e arrivò nel 1961, in un periodo nel quale doveva confrontarsi direttamente con la Citroën 2CV. Era stata pensata per rispondere alle esigenze di un'Europa in ripresa economica, puntando su prezzo accessibile, abitacolo sfruttabile e soluzioni meccaniche orientate alla praticità. A circa sessant'anni di distanza, il richiamo a quel modello passa più attraverso il design e l'idea di spazio che tramite una continuità tecnica.

Due configurazioni elettriche e prezzi fino a circa 37.000 euro

La gamma descritta durante il primo contatto parte da circa 29.950 euro con la batteria più piccola e un motore da 100 CV. L'autonomia dichiarata per questa configurazione è di 309 km. Salendo di livello si arriva a una batteria da 50 kWh, abbinata a un motore da 150 CV e capace di superare i 400 km dichiarati. Entrambi gli accumulatori utilizzano celle con chimica NMC, basata su nichel, manganese e cobalto.

Il prezzo può raggiungere circa 37.000 euro, mentre la configurazione intermedia indicata come possibile punto di equilibrio tra dotazione e batteria si colloca intorno ai 36.000 euro. Il confronto con la Renault 4 storica evidenzia però una trasformazione sostanziale: non si tratta più di un'auto acquistabile con pochi stipendi, anche perché sicurezza, tecnologia e completezza dell'equipaggiamento hanno cambiato radicalmente il prodotto.

Renault 4 e Renault 5 condividono la stessa piattaforma, con motore anteriore, batteria collocata nel pianale e baricentro basso. Nel primo test, sterzo e pedale del freno hanno restituito un buon feeling. La configurazione delle sospensioni prevede uno schema McPherson e un multilink, insieme a quattro freni a disco. La taratura è apparsa morbida, ma senza eccessi, e adatta anche a fondi urbani irregolari.

One Pedal e sistema multimediale

La novità più evidente rispetto alle tecnologie già incontrate sulla Renault 5 è la funzione One Pedal. Si tratta del livello massimo della frenata rigenerativa: rilasciando l'acceleratore, l'auto rallenta fino all'arresto completo, recuperando parte dell'energia che altrimenti verrebbe dissipata durante la decelerazione. Il sistema si attiva tramite le palette dietro al volante e riduce la necessità di passare continuamente dall'acceleratore al freno, soprattutto nel traffico urbano.

La plancia integra una strumentazione personalizzabile con una grafica risultata fluida durante la prova. Android Auto e Apple CarPlay permettono di visualizzare davanti al conducente anche le informazioni di navigazione; il collegamento provato con Android Auto era wireless. Il sistema consente inoltre di installare applicazioni attraverso il Play Store.

I comandi al volante sono nel complesso intuitivi, ma la leva collocata dietro la corona per volume e tracce audio può richiedere un periodo di adattamento a chi non conosce l'impostazione Renault. Una volta compresa la logica, il suo utilizzo diventa semplice, anche se il volante resta circondato da numerosi comandi e leve.

Abitacolo, bagagliaio e visibilità

L'allestimento provato è tra i più completi e presenta ampio uso di rivestimenti morbidi, sedili riscaldati e finiture in pelle. La qualità percepita è risultata convincente, con poche plastiche rigide in evidenza. Secondo le informazioni riportate durante il test, il 75% dei materiali impiegati per costruire la Renault 4 è riciclato.

Lo spazio posteriore è stato migliorato e il bagagliaio appare capiente in rapporto a un'auto pensata anche per l'impiego urbano. La soglia di carico molto bassa facilita l'accesso al vano, mentre il portellone elettrico può essere programmato per fermarsi a un'altezza personalizzata. Sono dettagli coerenti con l'impostazione pratica associata al nome Renault 4.

Il design combina un cofano pronunciato, una firma luminosa riconoscibile e cerchi da 18 pollici. Non cerca di replicare letteralmente il modello degli anni Sessanta, ma ne propone una reinterpretazione più moderna e aggressiva. Questa impostazione porta anche un limite funzionale: l'inclinazione del lunotto e i grandi poggiatesta posteriori riducono sensibilmente la visibilità attraverso lo specchietto. Non sono invece emersi problemi rilevanti nella visuale laterale. Delude anche la telecamera posteriore, la cui risoluzione è apparsa troppo bassa.

Consumi e ricarica richiedono una prova più approfondita

I consumi dichiarati si collocano tra 14 e 16 kWh ogni 100 km. Nell'esperienza iniziale la Renault 4 ha mostrato il proprio lato migliore in città, mentre il comportamento in autostrada richiede ulteriori verifiche. La velocità massima è limitata a 150 km/h e, a quella velocità, il consumo indicato è di circa 30 kWh ogni 100 km. Non è però possibile stabilire dal primo contatto se il limite sia stato scelto per ragioni di efficienza o di sicurezza.

La versione con batteria più piccola raggiunge un picco di ricarica in corrente continua di 80 kW, mentre quella da 50 kWh arriva a 100 kW. In corrente alternata entrambe si fermano a 11 kW. Il tempo dichiarato è di circa 25 minuti, ma il solo valore di picco non basta per valutare una sessione: è determinante la curva di ricarica, cioè per quanto tempo l'auto riesce a mantenere potenze elevate.

Il primo contatto restituisce quindi un'auto comoda, spaziosa e curata, particolarmente convincente nell'impiego urbano grazie anche alla guida One Pedal. Restano da approfondire efficienza autostradale e prestazioni reali in ricarica. Tra le criticità già visibili figurano invece la scarsa definizione della telecamera posteriore e la visuale limitata dal lunotto.

Una domanda per voi

La praticità urbana e la funzione One Pedal possono compensare i limiti di visibilità posteriore e le prestazioni di ricarica ancora da verificare?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=1bqVesHCDZE

Matteo Valenza

https://bit.ly/m/MatteoValenza

Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!