

di Gianfranco Franzoni
Porsche 718 elettrica: il CEO la conferma
Le voci di un possibile stop al progetto erano circolate a lungo. Ora però arriva la parola definitiva: la Porsche 718 elettrica si farà. Lo ha dichiarato Michael Leiters, il nuovo amministratore delegato della casa di Stoccarda, nella sua prima grande intervista da quando ha assunto l'incarico a inizio anno.
Porsche, come molti costruttori tedeschi, ha vissuto un rapporto complicato con l'elettrificazione. Da un lato è stata tra i primi marchi a lanciare un modello completamente elettrico senza relegarlo in una sotto-gamma dedicata, come "e" o "i". Macan e Cayenne, i due modelli più venduti, sono oggi disponibili anche in versione a batteria e stanno ottenendo buoni risultati commerciali.
Dall'altro lato, però, l'azienda ha rallentato sull'elettrificazione dei modelli iconici. La 911, in particolare, resterà l'ultima a beneficiare della tecnologia elettrica, nonostante le prestazioni già dimostrate da Taycan e Cayenne.

Un anno di ripensamenti
Lo scorso anno Porsche ha registrato una svalutazione di circa 6 miliardi di euro, decisione presa per frenare la propria strategia elettrica. Una scelta che stride con la situazione di mercato: proprio nelle aree dove Porsche è più debole, i produttori cinesi di veicoli elettrici stanno crescendo più rapidamente. Rallentare quando si è già in ritardo appare quindi una mossa poco coerente.
In questo contesto di incertezza si erano diffuse voci su un possibile rinvio, o addirittura una cancellazione, della 718 elettrica.
Leiters chiarisce: la 718 andrà in produzione
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Nell'intervista concessa alla Frankfurter Allgemeine Zeitung, Leiters ha affrontato diversi temi. Tra questi, il rapporto tra Porsche e il resto del gruppo Volkswagen, con particolare riferimento alla piattaforma condivisa con Audi. Su questa base tecnica sono nate sia la Taycan che la Audi e-tron GT.
Un accordo simile riguarda anche la futura 718, che condividerà la piattaforma con la prossima Audi TT elettrica. Una eventuale cancellazione da parte di Porsche avrebbe quindi creato problemi anche ad Audi, che non aveva mai messo in discussione il proprio progetto.
Il progetto va avanti, dunque, per ragioni prima di tutto economiche.
Con la 718 elettrica siamo giunti alla conclusione che costruiremo il modello, perché è la soluzione migliore dal punto di vista economico e sarà un'auto fantastica.
Micail Leiters, CEO Porsche AG
Anche la Taycan resta in gamma
Il CEO ha risposto anche alle domande sul futuro della Taycan, ipotizzando che il modello potesse lasciare spazio ad altre elettriche in arrivo, tra cui una possibile sportiva ancora più potente della 911 e un SUV di dimensioni superiori alla Cayenne.
Leiters ha preferito ridurre il numero di varianti della Taycan, semplificando la gamma, piuttosto che eliminarla.
Non prevediamo di interrompere la produzione della Taycan nel breve termine. Abbiamo investito molto in questo modello e vogliamo osservare come si evolve la domanda.
Micail Leiters, CEO Porsche AG

Il nodo dei carburanti sintetici e delle regole UE
Nonostante le buone notizie sul fronte elettrico, Leiters ha ripreso alcuni argomenti già sentiti da altri dirigenti dell'industria automobilistica tedesca e italiana. Secondo lui, "la diffusione della mobilità elettrica non sta procedendo alla velocità prevista quando sono stati fissati gli obiettivi di CO2 dell'Unione Europea".
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I dati raccontano però una realtà diversa. L'Europa sta vivendo un anno record per le vendite di veicoli elettrici, superando persino la Cina in termini di crescita. In Germania, patria di Porsche, le auto a batteria sono ormai la motorizzazione più scelta dai nuovi acquirenti.
Le istituzioni europee avevano fissato l'obiettivo di vendere solo auto elettriche entro il 2035. Recentemente, però, sono arrivati diversi ammorbidimenti a questo target, sotto la pressione delle case automobilistiche. Cambiamenti finora contenuti, ma che si stanno accumulando nella direzione sbagliata.
Leiters ha chiesto più flessibilità normativa, incluso un maggiore spazio per i cosiddetti "carburanti rinnovabili". Porsche sostiene da tempo gli e-fuel, carburanti sintetici ottenuti da CO2 captata e idrogeno prodotto tramite elettrolisi.
Gli e-fuel possono essere a impatto neutro se l'idrogeno viene generato con energia priva di emissioni.
Nella pratica, però, circa il 95% dell'idrogeno oggi disponibile deriva dal metano. Il bilancio ambientale resta quindi problematico. Servono infatti quattro volte più energia per produrre un e-fuel rispetto a quella necessaria per ricaricare una batteria elettrica. Inoltre questi carburanti generano inquinamento locale paragonabile a quello dei motori tradizionali, prolungando così la vita dei motori a combustione.
Il dirigente ha inoltre fatto riferimento al tema della concorrenza cinese, ritenuta sleale da parte dell'industria europea, mentre al tempo stesso chiede regole più permissive in Europa. Due posizioni che, di fatto, risultano difficili da conciliare tra loro.
Le prospettive per Porsche
La conferma della 718 elettrica rappresenta una buona notizia per chi temeva un passo indietro definitivo sull'elettrificazione. Leiters sembra intenzionato a portare avanti i modelli giusti, invece di cancellarli.
Resta comunque un approccio ambivalente verso la transizione energetica. Piuttosto che accelerare per raggiungere obiettivi ambiziosi, la tendenza è quella di spostare l'asticella quando risulta difficile da raggiungere. Un obiettivo ha senso solo se spinge realmente all'azione, non se viene adattato ogni volta al ritardo accumulato.
Questo vale a maggior ragione in un momento in cui l'industria cinese dell'auto elettrica continua a crescere, conquistando quote di mercato in tutto il mondo, Germania compresa. Per decenni la Germania è stata tra i principali esportatori di automobili al mondo. Ora la Cina ha superato questo primato, e il suo peso è destinato a crescere ulteriormente con l'avanzare dell'elettrificazione globale.
Recuperare terreno su un concorrente più rapido richiede accelerazione, non esitazione. Un marchio con la storia sportiva di Porsche dovrebbe saperlo meglio di chiunque altro.
Cosa pensate della strategia di Porsche: la spinta verso l'elettrico convince, oppure l'apertura ai carburanti sintetici rappresenta la scelta più realistica per il settore?

di
Gianfranco Franzoni
Dinosauro, nell’automotive dalla nascita, da sempre attivo nella tutela ambientale. Con 50 auto ICE possedute, molte di grossa cilindrata, ho contribuito all’inquinamento ambientale, per la mia parte. Ora, riscatto! Promuovo la mobilità elettrica in tutti i modi possibili.

