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Polestar 3 sulla Malegno-Borno: quanto recupera in discesa
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Polestar 3 sulla Malegno-Borno: quanto recupera in discesa

5 min.

Quanta energia può recuperare in discesa un SUV elettrico da quasi 2,6 tonnellate dopo aver affrontato una salita di montagna? La Polestar 3 Long Range Dual Motor con Performance Pack è stata sottoposta a un test sul percorso della Malegno-Borno, mantenendo una velocità media vicina ai 50 km/h nelle due direzioni. Il risultato permette di confrontare direttamente l'energia richiesta dalla salita con quella restituita alla batteria durante il ritorno.

Il metodo della prova

Il percorso indicato dal navigatore era di circa 8,5 km, mentre il computer di bordo ne ha registrati 8,2. La discesa si è conclusa con una velocità media di 48 km/h, sostanzialmente coerente con l'obiettivo scelto per rendere confrontabili le due fasi. Il climatizzatore è stato utilizzato con le sole ventole, mantenendo disattivati compressore e riscaldamento, così da limitare l'influenza della gestione termica dell'abitacolo.

Le condizioni ambientali non erano identiche lungo il tracciato: a Borno, intorno a mezzogiorno, la temperatura indicata era di 20 °C, mentre verso l'arrivo si avvicinava ai 30 °C. È quindi un test sul campo, utile per osservare il comportamento del sistema in una situazione reale, ma non una misurazione di laboratorio.

La massa rappresenta un elemento centrale. La vettura riporta 2.585 kg in ordine di marcia; considerando circa 100 kg aggiuntivi a bordo, durante la prova il totale era vicino alle 2,7 tonnellate. In salita questo peso richiede molta energia, ma in discesa diventa anche una risorsa potenziale: l'energia accumulata guadagnando quota può essere in parte convertita nuovamente in elettricità attraverso la frenata rigenerativa.

Consumi in salita e recupero in discesa

Nella fase di salita la Polestar 3 ha consumato 5,7 kWh, con una media riportata di 670 Wh/km. Durante la discesa ha invece restituito alla batteria 2,3 kWh, registrando una media negativa di circa 270 Wh/km. Il saldo complessivo dell'andata e del ritorno è stato quindi di 3,4 kWh consumati.

Rapportando l'energia recuperata a quella necessaria per salire, la rigenerazione ha restituito il 40,4% dei 5,7 kWh inizialmente utilizzati. Questa percentuale non va interpretata come rendimento assoluto del motore o della batteria: descrive semplicemente quanta parte dell'energia spesa nella specifica salita è tornata nel pacco durante quella discesa, alle velocità e nelle condizioni adottate.

I dati comunicati dal computer di bordo sono netti e includono anche gli assorbimenti dei sistemi del veicolo, non soltanto il flusso energetico dei motori. Durante la discesa, per esempio, la schermata ha indicato circa 100 W destinati a batteria ed elettronica mentre il sistema stava comunque immettendo energia nel pacco. Questa distinzione aiuta a leggere in modo più realistico il bilancio complessivo.

Una rigenerazione da dosare con il pedale

Nei tornanti più impegnativi la frenata rigenerativa si è mostrata sufficientemente potente per rallentare la vettura senza difficoltà. L'impressione emersa dal test è quella di un pedale ben modulabile, un aspetto importante quando occorre mantenere una media costante e sfruttare il recupero senza alternare continuamente accelerazioni e rallentamenti bruschi.

La vettura impiegata dispone di trazione integrale e due motori a magneti permanenti. La potenza dichiarata nel corso della prova è di 380 kW. Non è stato possibile verificare tramite presa OBD se il recupero coinvolgesse anche il motore anteriore, quindi su questo punto non si possono trarre conclusioni definitive.

Il pacco batteria ha una capacità lorda di 111 kWh e utilizza un'architettura a 400 V. Nel test è stato inoltre riportato un picco reale di ricarica compreso tra 251 e 252 kW, sostenuto dalla gestione termica del pacco. Sono caratteristiche che contribuiscono al peso elevato del veicolo, ma che vanno considerate insieme alle prestazioni e alla capacità di recuperare energia.

Android Automotive e trip energetici dettagliati

Il sistema basato su Android Automotive offre una lettura particolarmente articolata dei consumi. L'applicazione dedicata ad autonomia e dati di viaggio mostra una stima dinamica, la cronologia delle sessioni e la ripartizione degli assorbimenti tra motore, climatizzazione, elettronica e altri utilizzatori. È disponibile anche un ottimizzatore che limita alcune funzioni del clima per ridurre il consumo.

I trip sono organizzati secondo tre logiche. L'ultima guida si azzera dopo cinque minuti di inattività; il conteggio dall'ultima carica riparte quando viene immessa energia attraverso la porta di ricarica; il trip dall'ultimo reset resta invece completamente gestibile dall'utente. Una struttura utile per distinguere il singolo spostamento, il consumo relativo a una ricarica e l'andamento su periodi più lunghi.

Il dato più significativo della Malegno-Borno resta il recupero di 2,3 kWh a fronte dei 5,7 kWh richiesti dalla salita. Per un veicolo di questa massa, la capacità di trasformare la discesa in energia riutilizzabile riduce sensibilmente il costo energetico complessivo del percorso, senza però annullarlo. Il vantaggio dipende inoltre dalla possibilità di modulare correttamente la rigenerazione e di interpretare con attenzione le informazioni fornite dal computer di bordo.

Una domanda per voi

Quanto dovrebbe pesare la capacità di recuperare energia in discesa nella valutazione dell'efficienza di un SUV elettrico?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=O2220rzEDVo

Pietro Antonioli #Gingerblack

Seguo il mondo della mobilità elettrica dal 2016 e dal 2019 condivido questa passione con il Boss! Tesla Model S Dreamer