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Polestar 3 alla prova: ADAS predittivi, sensori precisi e pochi tasti
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Polestar 3 alla prova: ADAS predittivi, sensori precisi e pochi tasti

6 min.

La Polestar 3 è un SUV elettrico da circa due tonnellate e mezzo, ma durante la prova ha mostrato un comportamento più agile e fluido di quanto la massa possa suggerire. L’esemplare esaminato disponeva del Performance Pack, con trazione integrale, 540 CV, 910 Nm e accelerazione da 0 a 100 km/h in 4,7 secondi, oltre al Pilot Pack e al Plus Pack. Il punto centrale del test, però, non è stato la prestazione pura: l’attenzione si è concentrata su sicurezza attiva, assistenza alla guida, interfaccia digitale, telecamere e gestione della ricarica.

Pilot Assist fluido, ma non infallibile

Il Pilot Assist riunisce cruise control adattivo, mantenimento e centraggio nella corsia. Si attiva dalla leva del cambio, mentre la velocità massima può essere regolata attraverso i comandi sulla razza sinistra del volante. In tangenziale e autostrada il funzionamento percepito è stato generalmente fluido. Anche l’assistente al cambio di corsia si è dimostrato rapido e preciso, senza impartire correzioni brusche.

Quando un altro veicolo entra improvvisamente nella corsia riducendo lo spazio disponibile, il sistema tende a intervenire in modo prudente e piuttosto predittivo. Questo comportamento può portare a frenate anticipate, ma durante il test ha trasmesso una sensazione di sicurezza maggiore rispetto a sistemi che aspettano una situazione ormai critica. Restano alcuni limiti: nelle curve più impegnative il mantenimento della traiettoria non è sempre impeccabile e, dopo avere premuto il freno, il Pilot Assist deve essere riattivato manualmente.

Il mantenimento di corsia interviene se si supera una linea senza avere inserito l’indicatore di direzione, accompagnando la correzione con una vibrazione percepibile sul volante. Non oppone tuttavia una resistenza eccessiva quando il guidatore decide volontariamente di oltrepassare la linea. In una verifica del rilevamento delle mani, l’auto ha prima mostrato un avviso visivo, poi emesso un segnale sonoro e infine impartito una lieve sollecitazione. Ha inoltre attivato le quattro frecce e iniziato a rallentare, avvertendo che si sarebbe fermata se il controllo non fosse stato ripreso.

Due telecamere a infrarossi sorvegliano l’attenzione del conducente, controllando direzione dello sguardo, chiusura degli occhi e movimento delle palpebre, anche attraverso gli occhiali. Sono presenti anche la frenata automatica di emergenza anteriore e posteriore, con rilevamento di veicoli, biciclette e pedoni, e radar interni capaci di segnalare movimenti di persone o animali lasciati nell’abitacolo. Telecamere, sensori e radar esterni sono concentrati anteriormente nella cosiddetta Smart Zone.

Minimalismo digitale: intuitivo, ma a volte macchinoso

La visibilità anteriore non è uno dei punti più convincenti della Polestar 3. Nella posizione di guida adottata durante il test, il montante molto inclinato sottraeva una parte significativa del campo visivo. La situazione è mitigata dal monitoraggio dell’angolo cieco e dagli altri sistemi di assistenza, mentre la visuale posteriore è risultata adeguata.

Quasi tutte le funzioni, climatizzazione compresa, passano dallo schermo centrale. Il software si è mostrato ben organizzato, intuitivo e stabile, con scorciatoie fisse per funzioni come One Pedal Drive, avviso dei limiti di velocità e telecamere. Altri collegamenti rapidi compaiono automaticamente in base alle funzioni utilizzate più spesso. Una volta definite le impostazioni principali, la necessità di intervenire sul display si riduce, ma l’assenza quasi totale di pulsanti fisici può comunque rendere alcune operazioni meno immediate durante la guida.

Anche i comandi al volante richiedono abitudine: non hanno icone dedicate e la loro funzione appare sul quadro strumenti soltanto sfiorandoli. Questa scelta potrebbe permettere di modificarne l’utilizzo attraverso aggiornamenti software, ma nel test è risultata più macchinosa rispetto a una soluzione con tasti tradizionali per le operazioni essenziali. Google Assistant offre un’alternativa vocale, mentre Apple CarPlay e Android Auto wireless non hanno manifestato disconnessioni. Il quadro strumenti può mostrare la mappa e il percorso impostato; l’head-up display del Plus Pack ripropone velocità e indicazioni di svolta, ma non la cartografia completa.

Comfort, personalizzazione e isolamento acustico

Il comfort è tra gli aspetti più riusciti. I profili personali memorizzano posizione di sedile, volante e specchietti, oltre alle preferenze di guida. Non ci sono modalità predefinite tradizionali: il conducente può invece regolare erogazione della potenza, sensibilità dello sterzo, risposta delle sospensioni pneumatiche attive a doppia camera e intensità della One Pedal Drive. Quest’ultima può essere disattivata oppure impostata su livello basso o normale; nella prova ha garantito una risposta progressiva e una guida fluida. Disattivandola, l’auto tende invece a veleggiare.

Il Plus Pack da 6.000 euro comprende, tra gli altri contenuti, l’impianto Bowers & Wilkins con Dolby Atmos, cancellazione attiva del rumore e altoparlanti nei poggiatesta. Questi ultimi rendono chiaramente percepibili gli avvisi dei sensori anche in presenza di musica o conversazioni. Vetri acustici laminati, sedili e volante riscaldabili e climatizzazione regolabile autonomamente dai passeggeri posteriori completano un abitacolo orientato all’isolamento e alla comodità.

Ricarica programmabile e telecamere 3D precise

La Polestar 3 utilizza una batteria da 111 kWh e un’architettura a 400 volt. Dal sistema centrale è possibile impostare il limite massimo di carica e creare programmazioni legate a luoghi specifici, come casa o lavoro, definendo orari e soglie della batteria. È supportato anche il Plug & Charge sulle colonnine compatibili, così da avviare la sessione collegando direttamente il connettore.

Il navigatore basato sui servizi Google calcola la percentuale prevista all’arrivo e stima anche quella disponibile dopo l’eventuale viaggio di ritorno. Per i tragitti lunghi inserisce automaticamente le soste di ricarica, che possono essere modificate dal conducente. Le stazioni si possono inoltre filtrare per potenza, connettore e gestore.

Il sistema di telecamere si attiva automaticamente a bassa velocità quando i sensori rilevano un ostacolo vicino. La visualizzazione 3D può essere ruotata e ingrandita, mentre le linee dinamiche mostrano la traiettoria prevista in base alla posizione del volante. Avvicinandosi ulteriormente, il software effettua uno zoom automatico e indica la distanza stimata in centimetri. Nel controllo posteriore una previsione di circa 30 centimetri è risultata sostanzialmente coincidente con la distanza reale di 31 centimetri; anteriormente la stima è apparsa leggermente meno precisa.

Manca la visualizzazione laterale automatica quando si inserisce l’indicatore di direzione, ma l’integrazione tra sensori e telecamere resta uno dei punti forti. Nelle valutazioni emerse dalla prova, gestione della ricarica, navigatore e telecamere hanno ottenuto quattro stelle, mentre i sensori hanno raggiunto quattro stelle e mezzo. Sicurezza e interazione con i comandi si sono fermate a tre stelle e mezzo, penalizzate soprattutto dai pulsanti poco intuitivi sul volante.

Una domanda per voi

La precisione degli ADAS e dei comandi vocali può compensare l’assenza quasi totale di tasti fisici sulla Polestar 3?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=j8klqwrNwuY

Marta Baisotti

Ciao sono Marta, ma per gli amici elettronauti Tammar! Tammar nasce da un mix di curiosità e voglia di mettersi in gioco, che mi hanno guidata verso il mondo della mobilità elettrica!