Polestar 2 MY2024, cosa succede quando la batteria arriva allo 0%
Portare deliberatamente una Polestar 2 Model Year 2024 con batteria da 82 kWh fino all'arresto consente di capire come l'auto gestisca gli ultimi punti percentuali di carica, quali limitazioni applichi e quali servizi mantenga attivi. Il test è stato svolto in condizioni controllate, partendo dal 10% e proseguendo anche dopo la comparsa dello 0% sul quadro strumenti.
Le condizioni ambientali erano impegnative: 36 °C all'inizio della prova e climatizzatore regolato intorno ai 21 °C in modalità Eco. A bordo erano presenti persone e attrezzature per un carico complessivo stimato vicino ai 300 kg. Prima di azzerare il contachilometri parziale, la schermata dei consumi attribuiva al climatizzatore il 19% dell'energia utilizzata in quel momento.
Dal 10% allo 0%: 47,7 chilometri percorsi
Con il calare della carica, Polestar 2 ha mostrato ripetutamente l'avviso di livello basso, proponendo la ricerca di una stazione. Il sistema basato su Google Maps visualizzava le colonnine vicine e permetteva di selezionarle anche in base alla velocità di ricarica. L'avviso è ricomparso al 6% e poi a ogni successiva riduzione della percentuale.
La prima parte del percorso comprendeva una salita, affrontata con un consumo istantaneo intorno a 34,5 kWh/100 km. Dopo 23,4 km l'indicatore segnava ancora il 6%, anche grazie all'energia recuperata nella successiva discesa. Il consumo medio complessivo mostrato in quella fase era sceso a 16,5 kWh/100 km, a conferma di quanto pendenza e rigenerazione possano modificare rapidamente il dato.
Allo 0% visualizzato, il contachilometri parziale segnava 47,7 km percorsi dal 10%, con una velocità media di 46 km/h. Il sistema indicava ancora 2 km di autonomia stimata. Il risultato non va interpretato come un valore replicabile in ogni situazione: temperatura, percorso, velocità, climatizzazione e carico incidono direttamente sull'energia necessaria.
La potenza viene ridotta progressivamente
Le limitazioni hanno iniziato a diventare evidenti prima dello 0%. Al 4% una parte dell'indicatore della potenza disponibile risultava tratteggiata. Al 3% la potenza appariva ridotta approssimativamente della metà, mentre al 2% sono comparsi il messaggio “potenza ridotta per carica batteria insufficiente” e il simbolo arancione della tartaruga.
Durante questa fase la limitazione si è manifestata soprattutto in accelerazione. La vettura ha superato i 90 km/h, ma raggiungendo la velocità con maggiore gradualità. Non si trattava quindi, nell'esperienza svolta, di un taglio netto della velocità massima, bensì di una progressiva riduzione dell'energia erogabile dai motori.
All'1% è diventata visibile anche una piccola limitazione della frenata rigenerativa. Una batteria quasi scarica e fuori dalla temperatura ideale non può necessariamente accettare tutta la potenza generata durante una frenata intensa. La gestione termica interviene per riscaldare o raffreddare il pacco, ma il sistema può comunque ridurre temporaneamente l'energia recuperabile per proteggerlo.
Oltre lo 0% restano attivi ADAS e servizi di bordo
Dopo che anche l'autonomia stimata è scesa a 0 km, l'auto ha continuato a muoversi. Il test aveva già superato di 6 km questa indicazione quando i sistemi di assistenza alla guida risultavano ancora operativi: sono rimasti disponibili l'avviso anticollisione e l'intervento frenante, insieme alle telecamere per la retromarcia, agli indicatori di direzione, agli schermi e al climatizzatore.
Anche la selezione di marcia ha continuato a funzionare, consentendo di passare dalla marcia avanti alla retromarcia. È un aspetto importante in una situazione di emergenza, perché permette di spostare il veicolo verso un punto sicuro finché rimane energia sufficiente per la trazione.
L'arresto è arrivato in modo progressivo. La spinta si è ridotta fino a non consentire di superare circa 45 km/h, poi la velocità è scesa ulteriormente e la vettura non è più riuscita a muoversi. Il sistema ha inserito il freno di stazionamento, mentre servosterzo e climatizzatore si sono temporaneamente disattivati.
Dopo un riavvio si sono riaccesi il quadro strumenti, il servosterzo e il segnale acustico delle quattro frecce. Telecamere, regolazione degli specchietti e portellone elettrico erano ancora utilizzabili, ma la trazione non rispondeva più. Gli accessori hanno quindi potuto contare sull'alimentazione ausiliaria, senza che questo rendesse nuovamente disponibile energia per muovere l'auto.
La ricarica di emergenza con una power station
Per ripartire è stata utilizzata una power station Bluetti da 5 kWh, collegata a un caricatore portatile da 3 kW impostato a 13 ampere. Durante l'operazione la power station mostrava un'erogazione di circa 2,93 kW. La quantità trasferita ha raggiunto 1.677 Wh, tenendo conto delle inevitabili perdite tra accumulatore, caricatore e veicolo.
Dopo aver immesso circa 1,6 kWh, Polestar 2 è tornata a muoversi e disponeva nuovamente di una potenza sensibilmente superiore. La prova mostra che lo 0% indicato non coincide con un arresto immediato, ma non trasforma il margine residuo in autonomia utilizzabile con certezza. Gli avvisi sono numerosi e la riduzione della potenza è graduale, ma continuare a guidare oltre lo 0% significa affidarsi a una riserva la cui durata dipende dalle condizioni e non è dichiarata dal quadro strumenti.
Una domanda per voi
Le auto elettriche dovrebbero mostrare con maggiore precisione l'energia residua oltre lo 0% oppure conservarla come margine di sicurezza?
Nota sulla redazione
Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.
Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=vdO-4kA6NvY

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