Polestar 2 Model Year 2024, ricarica e software alla prova
La Polestar 2 Model Year 2024 sottoposta al nostro test adotta una batteria da 82 kWh e un singolo motore posteriore da 220 kW. L'analisi ha riguardato soprattutto la ricarica rapida, le prestazioni misurate e l'integrazione tra Android Automotive, gestione energetica e applicazione mobile. Ne emerge un'elettrica capace di avvicinarsi al picco di ricarica dichiarato e dotata di un'interfaccia ricca, ma organizzata in modo da rendere accessibili le regolazioni principali.
Ricarica DC fino a 203,8 kW
Durante la sessione in corrente continua la Polestar 2 ha raggiunto una tensione superiore a 400 V e una potenza massima osservata di 203,8 kW, molto vicina al picco teorico di 205 kW indicato per questa versione. Il risultato è stato ottenuto senza una preparazione termica preventiva della vettura, un dettaglio rilevante perché la temperatura della batteria può influire in modo sensibile sulla potenza accettata.
Partendo dal 20% di carica, dopo cinque minuti la batteria era arrivata al 37%, mentre la colonnina erogava ancora 141 kW. Trascorsi dieci minuti, lo stato di carica aveva raggiunto il 49% e risultavano immessi circa 25 kWh, con una potenza ancora pari a 115 kW. Sono dati che descrivono meglio del solo picco la capacità della vettura di mantenere valori elevati durante una parte consistente della sessione.
Al 70% la potenza osservata era ancora di 96 kW. Il passaggio dal 20 all'80% ha richiesto circa 28 minuti. Nel complesso, la curva rilevata si è mostrata sostenuta anche nella seconda parte della ricarica, un aspetto importante nei viaggi perché riduce il peso dei minuti trascorsi alla colonnina dopo il picco iniziale.
Accelerazione e frenata d'emergenza
Nella prova di accelerazione da 0 a 100 km/h il tempo misurato è stato di 6,525 secondi. Il dato va riferito allo specifico esemplare a motore singolo posteriore e alle condizioni del test, ma restituisce una risposta coerente con l'impostazione prestazionale della vettura.
La frenata effettuata partendo da 50 km/h ha portato all'arresto in 1,44 secondi. Durante la manovra è stato percepito un deciso tensionamento delle cinture e si sono attivate le quattro frecce. L'impressione emersa è quella di una struttura solida e di sistemi di sicurezza pronti a intervenire in una decelerazione intensa. Trattandosi di una singola rilevazione, il risultato non sostituisce però una prova strumentale completa su distanze, fondi e temperature differenti.
Android Automotive e gestione della vettura
Il sistema di infotainment è basato su Android Automotive, personalizzato da Polestar. Google Maps è integrato come navigatore e le indicazioni possono essere visualizzate anche nel quadro strumenti. L'interfaccia permette inoltre di installare applicazioni attraverso Google Play Store: tra quelle disponibili durante il test figuravano servizi musicali, giochi, ABRP per la pianificazione dei viaggi e Waze.
Durante la ricarica è possibile utilizzare applicazioni di intrattenimento come YouTube e un browser per navigare su internet. Non risultavano invece disponibili Netflix e Twitch. La connessione alla rete è indicata come gratuita, ampliando le possibilità offerte dal sistema senza richiedere necessariamente il collegamento dati dello smartphone.
Le regolazioni della vettura sono raccolte in menu diretti. Il conducente può scegliere una percezione dello sterzo leggera, normale o intensa, disattivare il controllo di trazione e configurare il One Pedal Drive su tre livelli: spento, basso e normale. È presente anche la gestione della funzione creep, che può essere attivata o disattivata.
Dallo stesso ambiente si controllano i sistemi di assistenza, tra cui cruise control adattivo, avviso di attenzione del conducente e anticollisione. Il riconoscimento dei segnali stradali può riportare le informazioni sul quadro strumenti e segnalare anche la presenza di un autovelox.
Limiti di carica, consumi e controllo remoto
La sezione dedicata alla batteria consente di impostare un limite di carica compreso tra il 40 e il 100%, sia in corrente alternata sia in corrente continua. In AC si può inoltre regolare l'assorbimento tra 6 e 32 ampere. Questa funzione permette di adattare la ricarica domestica alla potenza disponibile, riducendo il rischio di sovraccaricare l'impianto quando sono in funzione altri apparecchi.
L'assistente all'autonomia propone una previsione minima e massima, affiancata da una stima basata sulla percorrenza corrente. Nel momento osservato l'intervallo indicato era compreso tra 160 e 340 km, con una previsione centrale di 230 km. Il sistema valuta inoltre l'impatto di velocità, climatizzazione e stile di guida, mentre la modalità Eco permette di contenere l'assorbimento del climatizzatore.
Il grafico dei consumi può essere visualizzato su intervalli di 20, 40 o 100 km e consente di distinguere il contributo di motore, batteria, riscaldamento e raffreddamento. I comandi del clima rimangono facilmente raggiungibili; dai controlli dei sedili si gestiscono riscaldamento e raffrescamento su tre livelli, oltre al riscaldamento del volante.
L'applicazione mobile completa l'integrazione digitale. Nel test su iOS permetteva di aprire e chiudere la vettura, preriscaldare o raffrescare l'abitacolo, purificare l'aria, localizzare l'auto e verificare lo stato delle portiere. Da remoto è possibile anche regolare l'amperaggio di ricarica e consultare le informazioni di autodiagnosi. Proprio la possibilità di intervenire sulla corrente senza trovarsi a bordo rappresenta una delle funzioni più concrete per chi ricarica abitualmente a casa.
Una domanda per voi
Quanto dovrebbe pesare la qualità del software di bordo rispetto alle prestazioni e alla curva di ricarica nella scelta di un'auto elettrica?
Nota sulla redazione
Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.
Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=NGCmvuLYrdU

https://bit.ly/m/MatteoValenza
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