Polestar 2 Long Range Single Motor, prova tra comfort e consumi
La Polestar 2 Long Range Single Motor combina un motore posteriore da 299 CV con una batteria da 82 kWh lordi, un abitacolo basato su Android Automotive e una configurazione orientata tanto al comfort quotidiano quanto a una guida relativamente dinamica. Nel nostro test sono emersi un sistema multimediale particolarmente riuscito, una buona praticità di carico e alcuni aspetti meno convincenti, tra cui i consumi rilevati, l'insonorizzazione e lo spazio disponibile per chi siede dietro.
Motore posteriore, batteria da 82 kWh e ricarica a 205 kW
La versione provata adotta un singolo motore collocato sull'asse posteriore, capace di erogare 220 kW, equivalenti a 299 CV, e 490 Nm di coppia. Lo scatto da 0 a 100 km/h viene indicato in 6,2 secondi, mentre la velocità massima è autolimitata a 205 km/h. L'architettura elettrica è a 400 V e il pacco batterie, composto da 27 moduli, ha una capacità lorda di 82 kWh.
L'autonomia dichiarata raggiunge circa 659 km. In corrente continua, attraverso il connettore CCS Combo 2, la potenza di picco arriva a 205 kW e il passaggio dal 20 all'80% richiede circa 28 minuti. In corrente alternata la potenza massima è invece di 11 kW, con un tempo indicativo di circa otto ore. La presa di ricarica è posizionata sul lato posteriore sinistro, una collocazione risultata pratica nell'utilizzo.
Design, bagagliaio e abitabilità posteriore
Il design alterna superfici morbide e tratti più netti. Davanti, al posto della tradizionale mascherina, si trova la SmartZone, che integra una telecamera e un radar riscaldato dedicati al rilevamento degli altri utenti della strada e delle possibili situazioni di pericolo. La dotazione di sensori comprende complessivamente tre unità radar, cinque telecamere e 12 sensori a ultrasuoni.
La fiancata ha un'impostazione pulita, con cerchi aerodinamici da 19 pollici e specchietti privi di cornice. Le maniglie tradizionali risultano meno futuristiche rispetto al resto della carrozzeria. Dietro spiccano il grande lunotto inclinato e i gruppi ottici a LED collegati da una barra luminosa, mentre il fascione inferiore in plastica nera privilegia la resistenza all'usura ma appare meno raffinato sul piano estetico.
La capacità del bagagliaio posteriore è di circa 400 litri e supera i 1.000 litri abbattendo gli schienali nel rapporto 40:60. Sono presenti anche un'apertura centrale per gli oggetti lunghi, diversi sistemi di fissaggio, una presa a 12 V, un divisore e un doppio fondo. A questi si aggiunge un vano anteriore da 41 litri, utile soprattutto per conservare il cavo di ricarica separatamente dal resto dei bagagli.
Meno favorevole il giudizio sull'abitabilità posteriore. Il quinto posto è piuttosto stretto e il pavimento non è piatto, con uno scalino centrale che sottrae spazio ai piedi. La disponibilità per gambe e testa resta adeguata, ma la valutazione emersa dal test non può essere considerata definitiva perché effettuata da una persona alta 1,55 metri. Dietro sono comunque disponibili bocchette di climatizzazione, due porte USB-C e, con il Plus Pack, sedili riscaldabili.
Android Automotive è uno dei punti di forza
Al centro della plancia si trova uno schermo verticale da 11,2 pollici con Android Automotive e servizi Google integrati. Google Maps può stimare la percentuale di batteria prevista all'arrivo, mentre l'assistente vocale consente di gestire diverse funzioni senza passare dai comandi tattili. Durante la prova il sistema si è mostrato rapido, leggibile, intuitivo e organizzato in poche schermate. Apple CarPlay è disponibile tramite collegamento USB-C, ma non in modalità wireless.
La strumentazione digitale da 12,3 pollici offre due visualizzazioni: una dedicata alla navigazione e una più essenziale, con velocità e livello della batteria. Il sistema permette inoltre di creare fino a sei profili, memorizzando posizione del sedile, regolazione degli specchietti, intensità dello sterzo e impostazioni della guida a un pedale. I rivestimenti opzionali in pelle Nappa traspirante aggiungono ventilazione e regolazioni elettriche, ma la colorazione bianca si è dimostrata delicata.
Comportamento su strada, assistenza e consumi
Su strada la risposta dell'acceleratore è immediata ma non brusca. L'assetto è sostenuto, senza diventare eccessivamente rigido, e mantiene un discreto assorbimento delle asperità. Lo sterzo è preciso, diretto e regolabile su tre livelli di assistenza: leggero, normale e intenso. Non ci sono modalità di guida tradizionali, ma è possibile modificare la frenata rigenerativa, attivare la One Pedal Drive e utilizzare una funzione Sport che riduce l'intervento di alcuni controlli.
La guida a un pedale consente di rallentare fino all'arresto rilasciando l'acceleratore. Nel passaggio dalla rigenerazione alla frenata meccanica non è stato percepito uno stacco brusco. Meno convincente l'insonorizzazione: fruscii aerodinamici e rumore di rotolamento sono risultati avvertibili anche senza raggiungere velocità particolarmente elevate.
Il Pilot Pack, proposto a circa 1.000 euro sull'esemplare provato, offre un'assistenza efficace nei trasferimenti in tangenziale e autostrada, pur richiedendo attenzione costante e una mano sul volante. Il mantenimento di corsia non è sempre preciso: può andare in difficoltà con segnaletica sbiadita o in corrispondenza delle corsie di decelerazione. Positivo invece il comportamento della frenata automatica d'emergenza, intervenuta utilmente in un paio di situazioni. Precisi anche sensori e telecamere a 360 gradi, che rendono più semplici le manovre.
Il dato meno brillante riguarda l'efficienza. Negli ultimi 100 km il computer di bordo ha registrato 21,6 kWh/100 km, contro un valore indicativo iniziale compreso tra 14 e 15 kWh/100 km. La rilevazione è avvenuta con temperature elevate, climatizzatore sempre acceso, One Pedal Drive attiva e un percorso misto tra città e tangenziale. Il sistema ha attribuito l'82% dell'energia alla guida e il 18% alla climatizzazione. Sono condizioni da considerare, ma il consumo è comunque risultato superiore alle attese.
La configurazione Long Range Single Motor provata arriva a sfiorare i 60.000 euro. Tra gli optional citati figurano gli interni in pelle Nappa da circa 4.500 euro, l'impianto audio Harman Kardon da circa 950 euro e i fari Pixel LED adattivi da circa 1.000 euro. Nel complesso, la Polestar 2 convince per qualità di guida, semplicità dell'infotainment e capacità di carico. Consumi, rumorosità e abitabilità posteriore rappresentano invece i principali elementi da valutare in rapporto al prezzo.
Una domanda per voi
L'efficacia dell'infotainment e il comfort di guida possono compensare consumi superiori alle attese e uno spazio posteriore non abbondante?
Nota sulla redazione
Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.
Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=ynw5uTPr9Oo

Ciao sono Marta, ma per gli amici elettronauti Tammar! Tammar nasce da un mix di curiosità e voglia di mettersi in gioco, che mi hanno guidata verso il mondo della mobilità elettrica!

