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Polestar 2 Long Range RWD 2024 al banco: potenza stabile e coppia oltre le attese
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Polestar 2 Long Range RWD 2024 al banco: potenza stabile e coppia oltre le attese

5 min.

La Polestar 2 Long Range RWD Model Year 2024 ha affrontato una prova al banco per verificare l'erogazione del nuovo motore posteriore. Il risultato più interessante non riguarda soltanto la potenza, risultata sostanzialmente in linea con il valore dichiarato, ma soprattutto la coppia: il banco ha indicato un picco nettamente superiore al dato ufficiale, accompagnato da una curva di potenza particolarmente stabile.

Motore posteriore e batteria da 82 kWh

La configurazione sottoposta al test utilizza un solo motore posteriore da 299 CV e 480 Nm dichiarati. La batteria ha una capacità nominale di 82 kWh, dei quali 79 kWh utilizzabili, e impiega una chimica nichel-manganese-cobalto. Sempre secondo i dati del costruttore riportati durante la prova, l'accelerazione da 0 a 100 km/h richiede 6,2 secondi.

Il passaggio alla trazione posteriore modifica anche il carattere percepito della vettura. Nell'esperienza di guida precedente alla rullata, la Polestar 2 si è mostrata più coinvolgente negli inserimenti in curva, pur senza raggiungere il comportamento della versione Performance con due motori. L'assetto resta abbinato, sull'esemplare provato, a cerchi aerodinamici da 19 pollici e pneumatici Michelin Primacy 4 nella misura 245/45.

Un breve trasferimento autostradale ha inoltre fornito un'indicazione preliminare sull'efficienza. Partendo da Nave, in provincia di Brescia, con il 90% di carica, la vettura è arrivata a Bergamo con l'80%, mantenendo una velocità media dichiarata di 130 km/h. In assenza della distanza percorsa e di un consumo misurato, il dato non consente però di formulare conclusioni definitive sull'autonomia.

Come si svolge una prova al banco per un'elettrica

La rullata è stata effettuata presso Carburatori Bergamo su un banco regolabile in funzione del passo del veicolo. Prima del test la vettura è stata fissata tenendo conto della geometria del sottoscocca e della presenza di diversi carter. È stata inoltre installata una protezione per evitare che eventuali sassolini rimasti negli pneumatici potessero essere proiettati durante l'accelerazione delle ruote.

Dopo una prima verifica del corretto movimento delle ruote, sono state provate differenti impostazioni, intervenendo sul controllo elettronico di stabilità e portando la frenata rigenerativa al livello minimo. Sono passaggi importanti perché i sistemi di assistenza e la rigenerazione possono interferire con il modo in cui la vettura trasferisce potenza ai rulli.

Il picco di coppia richiede una lettura prudente

La curva registrata mostra una spinta iniziale molto corposa. Il banco ha indicato un picco di circa 700 Nm intorno a un riferimento di 2.500 giri al minuto. Nel caso di una vettura elettrica, tuttavia, il regime mostrato dal banco ha un valore relativo e il dato di coppia richiede ulteriori calcoli per essere ricondotto con precisione al valore effettivo del motore.

Il numero non può quindi essere confrontato in modo diretto e definitivo con i 480 Nm dichiarati dal costruttore. Rimane comunque evidente, secondo l'analisi svolta durante il test, che la coppia disponibile è superiore alle attese. Dopo il picco iniziale compare un piccolo calo, seguito da una fase in cui l'erogazione torna ad allungare.

La potenza costituisce l'altro elemento positivo della rullata. La lettura è risultata molto vicina al valore ufficiale e la relativa curva è rimasta stabile per un intervallo ampio. Per l'utilizzo reale non conta infatti soltanto raggiungere un picco elevato: la capacità di mantenere la potenza rende l'accelerazione più consistente al crescere della velocità.

Il confronto con la precedente versione Performance

Lo stesso banco era già stato utilizzato per una Polestar 2 Performance della generazione precedente. Anche quella configurazione aveva mostrato una curva dalla forma simile, ma collocata più in alto grazie alla presenza dei due motori. Nel caso della Long Range RWD, invece, tutta la trazione passa attraverso un solo asse e la potenza dissipata rilevata dal banco risulta conseguentemente inferiore.

Cambia anche il punto in cui viene rilevata la coppia massima rispetto alla velocità dei rulli: sulla precedente Performance arrivava a 74,6 km/h, mentre sulla versione 2024 a trazione posteriore è stata registrata a 88 km/h. Il banco ha inoltre raggiunto i 208 km/h durante la prova. Quest'ultimo valore descrive la condizione sui rulli e non va automaticamente interpretato come una verifica della velocità massima su strada.

La sessione è iniziata con la batteria all'80% e si è conclusa al 73%. Nel complesso, il test evidenzia un gruppo propulsore capace di rispettare il valore di potenza dichiarato e di mantenerlo con regolarità, mentre la coppia rilevata apre un margine interessante rispetto alle specifiche ufficiali. Per quantificarlo con esattezza servirebbe però elaborare il dato grezzo del banco, evitando di trasformare l'indicazione di 700 Nm in una misura definitiva.

Una domanda per voi

Nella guida di un'elettrica conta di più un picco di coppia elevato o la capacità di mantenere stabile la potenza con l'aumentare della velocità?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=tA4Xk-Dbp7o

Matteo Valenza

https://bit.ly/m/MatteoValenza

Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!