Skip to main content
Polestar 2 BST edition 270, sportività elettrica senza compromessi
Pubblicato il
Aggiornato il

Polestar 2 BST edition 270, sportività elettrica senza compromessi

5 min.

La Polestar 2 BST edition 270 interpreta la berlina elettrica svedese in chiave decisamente più sportiva. Il numero nel nome indica i 270 esemplari prodotti, mentre la preparazione comprende sospensioni Öhlins regolabili, impianto frenante Brembo, trazione integrale e un powertrain da 476 CV. Il prezzo di 85.000 euro la colloca però in una nicchia nella quale prestazioni ed esclusività devono giustificare una spesa importante.

Assetto regolabile e prestazioni

La principale differenza rispetto alle altre Polestar 2 è nell'assetto. Gli ammortizzatori Öhlins possono essere regolati manualmente su 22 posizioni, intervenendo direttamente sui registri accessibili anche dal vano anteriore. La soluzione permette di personalizzare la rigidità, ma richiede un intervento fisico: su un'auto di questo prezzo sarebbe stata preferibile una regolazione elettronica, più semplice da adattare alle diverse condizioni di utilizzo.

La preparazione comprende anche una barra duomi anteriore, un'altezza ridotta di circa 25 millimetri e cerchi da 21 pollici con pneumatici Pirelli P Zero da 245. L'impianto frenante anteriore utilizza dischi forati e ventilati con pinze Brembo. Al retrotreno, invece, dischi non forati e pinze più piccole appaiono meno coerenti, almeno visivamente, con il carattere speciale della BST.

Il sistema a trazione integrale eroga 476 CV e 680 Nm. L'accelerazione da 0 a 100 km/h richiede 4,4 secondi, mentre la velocità massima è limitata a 205 km/h. Sono valori significativi, anche se il vero punto di forza emerso dalla prova non è il dato sullo scatto, bensì la combinazione tra accelerazione, impronta a terra, precisione dell'assetto e capacità frenante.

Il test si è svolto su strade pubbliche e non consente quindi conclusioni definitive sul comportamento al limite. In queste condizioni, tuttavia, la vettura si è mostrata maneggevole nonostante un peso vicino alle due tonnellate, con rollio e beccheggio ben controllati. L'erogazione è particolarmente incisiva, ma resta modulabile attraverso il pedale dell'acceleratore.

Batteria, ricarica e impostazioni di guida

La batteria è un'unità da 78 kWh con chimica NMC, cioè nichel, manganese e cobalto. L'autonomia indicata è di 462 km, inferiore rispetto alla versione Long Range di riferimento. La presa CCS Combo 2 si trova sul lato posteriore sinistro, una posizione giudicata pratica. Per la ricarica dal 20 all'80% vengono indicati circa 30 minuti, ma durante questo primo contatto non è stata effettuata una prova di percorrenza estesa.

La guida con un solo pedale permette di rallentare dosando il rilascio dell'acceleratore e di ricorrere meno frequentemente ai freni meccanici. Il sistema può essere disattivato, mentre tra le altre regolazioni figurano la modalità Sport, diversi livelli di consistenza dello sterzo e la possibilità di rimuovere i controlli di trazione. L'infotainment consente inoltre di misurare parametri come le forze laterali e lo 0-100 km/h.

Manca però una modalità pista dedicata capace, per esempio, di modificare la ripartizione della potenza tra i due assi. È un'assenza rilevante perché proprio in circuito sarebbe possibile sfruttare pienamente assetto, freni e prestazioni senza i limiti della strada pubblica.

Interni, tecnologia e capacità di carico

L'abitacolo resta sostanzialmente quello delle Polestar 2 meno estreme. La BST propone cinture gialle e sedili leggermente più contenitivi, mantenendo una qualità percepita coerente con il posizionamento premium. La seduta è piuttosto alta, ma durante la prova il comfort è rimasto buono anche con una taratura dell'assetto orientata alle prestazioni.

Il tunnel centrale deriva dall'impiego di una piattaforma mista, progettata per accogliere anche motorizzazioni termiche. Riduce la sensazione di spazio tipica di alcune elettriche nate su architetture dedicate, ma contribuisce a creare una posizione di guida raccolta. Anche l'insonorizzazione è apparsa efficace, con fruscii contenuti e un impianto audio Harman Kardon giudicato ricco nella resa.

Il sistema operativo Android Automotive, sviluppato da Google per funzionare direttamente nell'auto, si è mostrato fluido e attuale. Non va confuso con Android Auto proiettato dallo smartphone: gestisce nativamente le funzioni di bordo. La strumentazione digitale può visualizzare la navigazione davanti al conducente, lasciando lo schermo centrale disponibile per gli altri comandi.

Sul fronte della praticità, il vano anteriore offre circa 40 litri per cavi e piccoli oggetti. Il bagagliaio posteriore supera i 400 litri, dispone di sedili frazionabili 60:40, passaggio centrale, divisorio per fermare i bagagli, ulteriore spazio sotto il piano, ganci e presa da 12 volt. Il portellone elettroattuato può essere comandato anche dalla chiave.

Esclusività costosa, con qualche dettaglio irrisolto

La Polestar 2 BST edition 270 riesce a distinguersi soprattutto per la qualità del telaio e per la sensazione di solidità trasmessa durante la guida. Non cerca soltanto l'accelerazione pura: assetto, pneumatici e freni costruiscono un insieme più completo e orientato alla precisione. Allo stesso tempo, i 270 esemplari prodotti le conferiscono un livello di esclusività assente nelle versioni di maggiore diffusione.

Restano alcuni elementi poco convincenti. Oltre al prezzo di 85.000 euro, pesano la regolazione esclusivamente manuale delle sospensioni, l'assenza di una vera modalità pista, l'impianto frenante posteriore meno ricercato rispetto a quello anteriore e una chiave identica a quella delle altre Polestar. Sono dettagli che non compromettono le qualità dinamiche, ma risultano difficili da ignorare su una serie limitata costruita proprio attorno al concetto di specialità.

Una domanda per voi

Su una sportiva elettrica in serie limitata conta di più l'efficacia dell'assetto o la presenza di regolazioni elettroniche e modalità dedicate?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=C0FNTViQJdY

Matteo Valenza

https://bit.ly/m/MatteoValenza

Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!