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Philips HearLink, l’intelligenza artificiale entra negli apparecchi acustici
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Philips HearLink, l’intelligenza artificiale entra negli apparecchi acustici

4 min.

Intelligenza artificiale, batterie al litio, connessione allo smartphone e aggiornamenti da remoto non appartengono più soltanto alle automobili o all’elettronica di consumo. Tecnologie simili sono entrate anche negli apparecchi acustici, dove devono però essere inserite in un percorso medico e audioprotesico personalizzato. Il caso dei Philips HearLink mostra come componenti molto piccoli possano analizzare l’ambiente sonoro, privilegiare il parlato e funzionare anche come dispositivi connessi.

La tecnologia parte da una diagnosi corretta

La presenza di funzioni avanzate non elimina la necessità di una valutazione specialistica. Un problema uditivo deve essere diagnosticato da un audiologo o da un otorino, anche quando compare dopo i 50 anni ed è considerato fisiologico. L’obiettivo è capire l’origine della difficoltà e valutare non soltanto l’orecchio, ma l’intera via uditiva.

Il percorso descritto comprende la visita medica, l’otoscopia per osservare la membrana timpanica e una serie di esami, tra cui audiometria tonale, audiometria vocale e impedenziometria. L’esame audiometrico ricerca anche la soglia minima di udibilità, cioè il suono dal volume più basso che la persona riesce a percepire. I risultati servono a stabilire se sia necessaria una protesizzazione e quale soluzione possa rispondere meglio alla specifica perdita uditiva.

Contano anche le abitudini quotidiane. Chi lavora molte ore al computer in un ambiente silenzioso ha esigenze diverse da chi conduce una vita sociale intensa, ascolta musica o frequenta il teatro. Gli apparecchi possono essere programmati per affrontare situazioni differenti, ma la loro efficacia dipende dalla collaborazione tra parte medica e parte tecnica e da una regolazione costruita sul singolo paziente.

La regolazione avviene direttamente nell’orecchio

Una delle procedure utilizzate per ottimizzare l’apparecchio è la misurazione in situ. Un sottile tubicino sonda viene inserito nel condotto uditivo per rilevarne la risonanza naturale, particolarmente rilevante in corrispondenza di alcune frequenze del parlato. Dopo questa prima rilevazione si misura il beneficio fornito dal dispositivo e si interviene sulle frequenze che richiedono una correzione.

La personalizzazione riguarda anche l’ergonomia. Lunghezza del tubicino, dimensione dell’accoppiatore e forma dell’auricolare devono adattarsi all’anatomia del condotto uditivo; quando necessario, l’auricolare può essere realizzato su misura. Nel modello retroauricolare esaminato, il corpo principale viene posizionato dietro il padiglione, mentre l’altoparlante entra nel condotto uditivo. Esistono inoltre soluzioni intrauricolari che scompaiono completamente al suo interno.

Come l’AI gestisce voce e rumori di fondo

Il compito dell’intelligenza artificiale è riconoscere le condizioni acustiche dell’ambiente e adattare il funzionamento dell’apparecchio. Il sistema effettua una scansione dei suoni circostanti con l’obiettivo di ridurre la fatica d’ascolto e rendere più comprensibili le parole. In un ristorante affollato, per esempio, può attenuare il brusio e dare maggiore rilievo alle voci rilevanti, comprese quelle provenienti da una direzione diversa rispetto all’interlocutore posto di fronte.

Non si tratta di cancellare completamente il rumore di fondo. L’apparecchio ne riduce la presenza e cerca di riconoscere lo spettro di frequenze associato alla voce, così da enfatizzare il segnale utile senza isolare la persona dal contesto. È una differenza importante rispetto a un comune auricolare con cancellazione del rumore: l’obiettivo non è creare silenzio, ma mantenere il contatto con l’ambiente migliorando l’intelligibilità del parlato.

Batteria al litio, smartphone e assistenza remota

Nel dispositivo analizzato tutta l’elettronica è concentrata in una scocca molto compatta. La batteria ricaricabile al litio offre una giornata di utilizzo e si ricarica a induzione. I pulsanti fisici permettono di accendere e spegnere l’apparecchio, modificare il volume oppure scegliere tra diversi programmi di ascolto.

La connessione Bluetooth allo smartphone amplia ulteriormente le funzioni. Chiamate, messaggi vocali, musica, notifiche e altri contenuti audio possono essere ascoltati direttamente attraverso l’apparecchio. Per la musica è prevista una programmazione specifica, mentre durante lo streaming l’utilizzatore continua a percepire ciò che accade nell’ambiente circostante.

L’applicazione consente inoltre l’assistenza remota. Con una connessione internet, l’audioprotesista può collegarsi al dispositivo tramite lo smartphone ed effettuare gran parte delle regolazioni dal proprio computer, senza che il paziente debba essere fisicamente presente nello studio. In caso di smarrimento, il telefono può anche indicare il punto in cui si è interrotto il collegamento con l’apparecchio, aiutando a ricostruirne l’ultima posizione.

Il parallelo con le auto elettriche connesse, e in particolare con l’approccio tecnologico associato a Tesla, nasce dalla combinazione di software, AI, batteria al litio e gestione tramite smartphone. Ma negli apparecchi acustici l’hardware avanzato è soltanto una parte della soluzione: diagnosi, applicazione precoce e regolazione professionale restano determinanti. Secondo quanto emerso durante la visita, intervenire tempestivamente è importante anche perché con l’età rallentano funzionalità e plasticità del cervello.

Una domanda per voi

Negli apparecchi acustici connessi conta di più l’intelligenza artificiale o la possibilità di personalizzare la regolazione sul singolo paziente?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=KMfZ973Ryv0

Matteo Valenza

https://bit.ly/m/MatteoValenza

Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!