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Peugeot Polygon, lo steer-by-wire anticipa la 208 del 2027
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Peugeot Polygon, lo steer-by-wire anticipa la 208 del 2027

5 min.

Peugeot Polygon non è soltanto un esercizio di stile: il concept serve a sperimentare tecnologie destinate a entrare nella produzione di serie. La più concreta è lo steer-by-wire, uno sterzo privo del tradizionale collegamento meccanico tra volante e ruote. Secondo quanto anticipato durante il primo contatto, questa soluzione farà parte del DNA della prossima Peugeot 208, indicata per il 2027, anche se in una configurazione meno estrema rispetto a quella del prototipo.

Come funziona lo sterzo senza piantone

In un sistema tradizionale, il movimento del volante viene trasmesso attraverso il piantone dello sterzo e una serie di componenti meccanici che determinano l'angolo delle ruote. Sul Polygon questo legame fisico scompare: la rotazione impartita dal conducente viene letta elettronicamente e tradotta nel movimento necessario delle ruote.

Il rapporto di sterzata può così cambiare in funzione della velocità e di altri parametri, tra cui le condizioni di aderenza. In autostrada, per esempio, un piccolo movimento del comando deve produrre una variazione minima della traiettoria, evitando reazioni troppo brusche. Durante un parcheggio, invece, lo stesso spostamento può determinare un angolo delle ruote molto più pronunciato.

Il principio è simile alla digitalizzazione già avvenuta con altri comandi dell'automobile. Da tempo il pedale dell'acceleratore può comunicare elettronicamente la richiesta del conducente, senza azionare direttamente un meccanismo tramite cavo. Anche il comando del freno ha seguito questa direzione con le soluzioni brake-by-wire. Lo steer-by-wire estende la stessa logica allo sterzo, intervenendo però su uno dei comandi più sensibili per la percezione e la fiducia di chi guida.

La prova: manovre rapide e un feeling da imparare

Nella breve esperienza sul campo, la prima sensazione è stata di forte discontinuità rispetto a un volante convenzionale. La forma compatta del comando e la risposta variabile richiedono di abbandonare automatismi costruiti in anni di guida. L'angolo applicato con le mani non corrisponde infatti a quello che ci si aspetterebbe da un sistema con rapporto fisso e collegamento meccanico.

L'adattamento, almeno nelle condizioni limitate del test, è risultato però rapido. In manovra è sufficiente una rotazione vicina ai 90 gradi per ottenere un angolo molto marcato delle ruote e far cambiare direzione all'auto in uno spazio ristretto. Tornando a uno sterzo tradizionale, la stessa operazione ha richiesto circa tre giri e mezzo del volante: un confronto che rende evidente il vantaggio pratico della demoltiplicazione variabile alle basse velocità.

Un altro elemento rilevante è la possibilità di mantenere entrambe le mani sul comando anche durante le manovre, senza doverle incrociare o riposizionare ripetutamente. La particolare sagoma migliora inoltre la visibilità frontale rispetto a una corona tradizionale di grandi dimensioni. Il feeling percepito è apparso più diretto e sportivo, ma si tratta di impressioni maturate in un contesto circoscritto: una valutazione definitiva richiederebbe una prova più lunga e a velocità differenti.

Durante il test è emersa anche la convinzione che la soluzione possa offrire benefici in termini di comfort e sicurezza. Il materiale disponibile, tuttavia, non fornisce dettagli tecnici sui sistemi ridondanti o sulle strategie adottate in caso di guasto. Questi aspetti saranno centrali quando la tecnologia passerà dal concept a un'automobile di serie.

Polygon anticipa un nuovo linguaggio Peugeot

Lo sterzo è soltanto uno degli elementi con cui Polygon anticipa la direzione futura di Peugeot. Il concept propone una firma stilistica orizzontale con il logo al centro, superando il motivo verticale o inclinato utilizzato negli ultimi anni. Nell'abitacolo, l'infotainment viene concentrato principalmente in un display, mentre i sedili adottano strutture composite, soluzioni di stampa 3D e materiali morbidi.

L'approccio ai rivestimenti punta a ridurre la combinazione di materiali differenti, lavorando invece sullo stesso materiale applicato in modi diversi. Sono previsti inoltre display interni ed esterni e ampie possibilità di personalizzazione. Anche le ruote diventano elementi funzionali oltre che estetici: gli pneumatici integrano sensori capaci di rilevare non soltanto la pressione, ma anche parametri legati a sforzo, stress e temperatura.

Il ruolo della piattaforma elettrica

Secondo l'impostazione del progetto, una piattaforma esclusivamente elettrica rende possibili molte delle scelte adottate sul Polygon. Le dimensioni contenute del motore elettrico consentono maggiore libertà nella distribuzione degli organi meccanici e nelle proporzioni della carrozzeria. Il concept può così combinare un passo molto lungo con sbalzi ridotti, liberando più spazio per l'abitacolo.

Il passaggio più significativo resta comunque la prospettiva di trasferire lo steer-by-wire su un modello generalista come la Peugeot 208. Una tecnologia finora associata nel contenuto ad automobili di fascia molto alta potrebbe quindi raggiungere un pubblico più ampio. La sfida non sarà soltanto tecnica: Peugeot dovrà rendere intuitivo un comando che modifica radicalmente abitudini consolidate, mantenendo una risposta prevedibile nelle diverse condizioni di guida.

Una domanda per voi

I vantaggi dello steer-by-wire in manovra possono compensare la necessità di abituarsi a una risposta diversa dal volante tradizionale?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=gPoqAcJ2Kgk

Matteo Valenza

https://bit.ly/m/MatteoValenza

Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!