
Parcheggi elettrificati: come gestire potenza, accessi e costi di ricarica
Elettrificare un parcheggio aziendale non significa necessariamente installare una cabina dedicata o disporre fin dall'inizio di una potenza elevatissima. Un'infrastruttura di ricarica può partire da due punti e crescere nel tempo, purché siano pianificati correttamente la distribuzione dell'energia, il controllo degli accessi e la compatibilità tra i dispositivi.
Il caso osservato presso la sede di Daze mostra un impianto arrivato progressivamente da due prese a quattro, poi dieci e infine venti. Nel parcheggio sono presenti soluzioni da 11, 22 e 50 kW, mentre una cabina di media tensione mette a disposizione circa 100 kW. È una configurazione articolata, utile per comprendere il funzionamento su larga scala, ma non rappresenta il requisito minimo per iniziare.
Quanta potenza serve davvero
La potenza necessaria dipende dal numero di veicoli, dal tempo di sosta e dall'energia che ciascuno deve recuperare. In un parcheggio aziendale, dove un'auto può rimanere ferma per l'intera giornata lavorativa, non è sempre indispensabile ricaricare alla massima potenza supportata dal veicolo.
Un esempio di partenza prevede due punti alimentati complessivamente con 6 kW, assegnando 3 kW a ciascuna automobile. In circa otto ore questa potenza permette di trasferire indicativamente tra 20 e 30 kWh, una quantità ritenuta sufficiente per recuperare il tragitto quotidiano casa-lavoro e, in molti casi, anche percorrenze superiori.
Anche un'azienda con 20 kW disponibili può installare dieci punti di ricarica, senza che ciascuno debba funzionare contemporaneamente alla massima potenza. Nel sistema descritto, la soglia minima di funzionamento di una colonnina è pari a 1 kW. Il bilanciamento automatico riduce la potenza erogata oppure sospende temporaneamente uno o più punti quando gli altri consumi aziendali aumentano, per poi riattivarli appena torna disponibile energia.
Questo controllo dinamico è importante perché evita di dimensionare l'impianto sulla somma teorica delle potenze massime e riduce il rischio di distacco del contatore. Per installazioni limitate a due punti può non essere necessario un sistema centrale EMS: le colonnine possono già rilevare l'assorbimento dell'azienda e regolarsi di conseguenza.
Il ruolo dell'EMS e del portale di gestione
Quando il numero dei punti cresce, entra in gioco l'Energy Management System, abbreviato in EMS. Si tratta del dispositivo che raccoglie i segnali delle colonnine e coordina la distribuzione della potenza disponibile. Il sistema permette, per esempio, di modificare da remoto il limite di una sessione, portandolo da 11 a 6 kW, oppure di arrestare la ricarica.
Dal pannello di amministrazione si possono controllare energia erogata, durata della sessione, potenza istantanea, tensioni e correnti sulle singole fasi. Sono inoltre disponibili lo storico delle ricariche, gli aggiornamenti, la modifica delle impostazioni e il riavvio remoto della colonnina in caso di problemi.
La gestione degli utenti avviene tramite applicazione o tessere RFID. Un'azienda può riservare alcuni punti alla dirigenza, abilitarne altri per tutti i dipendenti e lasciarne uno accessibile agli ospiti. Ogni sessione viene associata all'utilizzatore, consentendo di offrire gratuitamente l'energia, stabilire limiti periodici oppure applicare una tariffa.
Questa tracciabilità rende possibile separare diversi impieghi della stessa infrastruttura. Un esercizio commerciale può, per esempio, offrire la ricarica ai dipendenti e farla pagare ai clienti esterni. Nel portale possono essere registrati sia il costo sostenuto dall'azienda per ogni kWh sia l'eventuale prezzo applicato all'utilizzatore finale.
Espandere l'impianto senza complicarne la gestione
Dal punto di vista elettrico è possibile far convivere colonnine con potenze e caratteristiche differenti. La criticità emerge però nella gestione software: scegliere molti dispositivi di marche diverse può obbligare l'azienda a utilizzare più portali, rendendo difficile coordinare decine di punti attraverso un'unica interfaccia.
La pianificazione iniziale dovrebbe quindi considerare non soltanto le colonnine da installare subito, ma anche la futura espansione. Un ecosistema coerente, dotato di power sharing e compatibilità con lo stesso EMS, consente di aggiungere nuovi punti senza ricostruire ogni volta l'architettura di controllo. Il parcheggio preso come riferimento dimostra proprio la possibilità di procedere per fasi, aumentando progressivamente il numero delle prese.
Costi e possibile recupero dell'investimento
Per una piccola attività come un hotel o un ristorante, l'esempio proposto considera una spesa di circa 4.000 euro per installare due punti di ricarica DazeBox Home. L'ipotesi economica prevede 30 kWh al giorno per ciascun punto, quindi 60 kWh complessivi, con energia acquistata a 0,30 euro per kWh e un margine di 0,20 euro per kWh applicato al servizio.
Sulla base di queste condizioni, la stima indicata colloca il recupero dell'investimento in una stagione o, nel caso meno favorevole, in una stagione e mezza. Non è però un risultato automatico: dipende dal traffico effettivo, dalla frequenza di utilizzo e dalla capacità dell'attività di rendere visibile la disponibilità della ricarica ai clienti che viaggiano in elettrico.
La ricarica può anche essere trattata come beneficio aziendale anziché come fonte diretta di ricavi. Un esempio concreto riguarda due colonnine messe gratuitamente a disposizione dei dipendenti, utilizzabili una volta alla settimana previa prenotazione e tramite tessera richiesta alle risorse umane. Per una percorrenza quotidiana di circa 40 km, una ricarica completa settimanale è risultata sufficiente a coprire gli spostamenti casa-lavoro.
Il punto centrale è quindi progettare l'infrastruttura in funzione dell'uso reale. Tempi di sosta lunghi, bilanciamento automatico e controllo puntuale degli utenti permettono di partire con potenze contenute, evitando di confondere il numero delle colonnine con la potenza che deve essere necessariamente disponibile in ogni momento.
Una domanda per voi
Nell'elettrificazione di un parcheggio aziendale conta di più la potenza disponibile o un sistema capace di distribuirla in modo intelligente?
Nota sulla redazione
Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.
Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=w1vixQ49o90

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Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!