Omoda 5 arriva in Italia: prova della termica e primi dati dell’elettrica
Omoda 5 segna il debutto italiano del marchio cinese appartenente al gruppo Chery International. In attesa della variante elettrica, il primo contatto è avvenuto con la versione a benzina da 197 CV: un’occasione per valutare design, abitabilità, tecnologia e sistemi di assistenza alla guida, oltre che per raccogliere i primi dati dichiarati sulla futura proposta a batteria.
Dimensioni da crossover compatto e design Art in Motion
Omoda 5 misura 4,4 metri in lunghezza, 1,82 metri in larghezza e poco più di 1,58 metri in altezza, con un passo di 2,63 metri. La massa a vuoto dichiarata è di 1.444 kg. La carrozzeria viene proposta in otto colorazioni, tre delle quali multicolore, mentre il progetto stilistico segue il concetto denominato Art in Motion, pensato per combinare estetica e funzionalità.
Il frontale è dominato da una grande calandra con elementi cromati, affiancata da gruppi ottici dalla firma sottile. Il sistema di illuminazione regola intensità e portata in funzione delle condizioni di marcia e dei veicoli presenti sulla carreggiata. Le fiancate hanno linee nette e rastremate verso la coda, studiate per contenere la resistenza aerodinamica, mentre passaruota e paraurti utilizzano plastica nera a contrasto. La vettura provata montava cerchi in lega da 18 pollici.
Lo schema delle sospensioni prevede un avantreno MacPherson e un retrotreno multilink. Al posteriore si trovano uno spoiler, fari a LED uniti da una fascia trasversale e un portellone ad apertura elettrica. Il bagagliaio offre 292 litri e presenta un piano privo di scalino, soluzione utile per caricare gli oggetti più pesanti. È presente anche una presa da 12 V.
Abitacolo tecnologico, con qualche compromesso sui materiali
L’abitacolo alterna materiali plastici, alcuni piuttosto ruvidi, a inserti decorativi e rivestimenti in similpelle. I sedili anteriori hanno una conformazione sportiva, fianchetti avvolgenti e poggiatesta integrati non regolabili. Quello del conducente dispone di regolazione elettrica a sei vie, mentre il passeggero può contare su quattro regolazioni ma non su quella in altezza, un limite potenzialmente percepibile dalle persone più alte.
La plancia integra in un unico elemento il quadro strumenti da 10 pollici e lo schermo dell’infotainment da 10,25 pollici. Il sistema multimediale si è mostrato semplice, reattivo e intuitivo, con icone facilmente riconoscibili e compatibilità wireless con Apple CarPlay e Android Auto. Nel test, Apple CarPlay senza cavo ha funzionato senza problemi. L’impianto audio è firmato Sony.
La climatizzazione è gestita tramite comandi touch: la risposta è pronta, ma la soluzione risulta meno immediata dei tasti fisici e la superficie nera lucida trattiene facilmente le impronte. Sul tunnel centrale trovano posto la ricarica wireless per lo smartphone, il selettore di marcia, il freno di stazionamento elettronico, l’Auto Hold, i comandi per i sedili riscaldabili e un pulsante dedicato alle telecamere. Positiva la gestione dei vani portaoggetti, compreso un ampio spazio ricavato nella parte inferiore della console.
Dietro vengono ripresi materiali e finiture della zona anteriore. Lo spazio in altezza è risultato soddisfacente, mentre il posto centrale appare più sacrificato. Non mancano le bocchette di aerazione, una presa USB-A e il tetto apribile, che contribuisce a rendere l’ambiente più luminoso.
ADAS completi e comportamento confortevole
La dotazione di assistenza comprende frenata automatica di emergenza, monitoraggio dell’angolo cieco, avviso di collisione anteriore, riconoscimento dei limiti di velocità, mantenimento della corsia e controllo dell’attenzione del conducente tramite una telecamera collocata dietro al volante. Per le manovre sono disponibili sensori anteriori e posteriori e telecamere a 360 gradi. Attivando l’indicatore di direzione, la relativa visuale viene mostrata automaticamente sullo schermo.
Durante una manovra in retromarcia con visibilità limitata, il sistema ha rilevato un veicolo in arrivo e ha frenato autonomamente con largo anticipo. Anche il cruise control adattivo e il mantenimento della corsia hanno funzionato correttamente nel corso della prova. Il monitoraggio del conducente è intervenuto con un avviso acustico e visivo dopo che lo sguardo era rimasto lontano dalla strada per troppo tempo.
La versione provata utilizza un quattro cilindri turbo a benzina da 1,6 litri, montato anteriormente, con 197 CV e 290 Nm disponibili tra 1.750 e 4.500 giri. I dati dichiarati indicano uno 0-100 km/h in 7,6 secondi, una velocità massima di 191 km/h e un consumo di 7,6 l/100 km. Nel tratto urbano percorso durante il test, lungo 8,1 km, il computer di bordo ha indicato 6,8 l/100 km: un rilievo circoscritto, che non può essere considerato una misurazione definitiva.
La posizione di guida offre una buona visibilità e il montante anteriore non è risultato invasivo. Nella breve esperienza su strada, Omoda 5 ha assorbito bene le irregolarità e si è mostrata morbida e confortevole. Buona anche l’insonorizzazione alle basse velocità, pur con il rumore del motore e dei cambi marcia inevitabilmente più presente rispetto a un’elettrica. L’erogazione è apparsa regolare e il pedale del freno pronto. Le modalità disponibili sono Eco, Standard e Sport.
La futura Omoda 5 elettrica
Omoda 5 è basata sulla piattaforma T1X del gruppo Chery, che dovrebbe essere mantenuta anche per la variante elettrica. Per quest’ultima sono stati indicati un motore da 204 CV e 340 Nm, uno scatto da 0 a 100 km/h in 7,8 secondi e un’autonomia dichiarata di 450 km. Il consumo comunicato nel ciclo WLTP è di 15 kWh/100 km.
La gamma elettrica dovrebbe prevedere due tagli di batteria. Per la ricarica in corrente continua è stato dichiarato un passaggio dal 10 all’80% in circa 35 minuti, ma restano da chiarire il picco di potenza, l’eventuale differenza tra le due batterie e le prestazioni in corrente alternata. Sono elementi decisivi per valutare davvero la praticità della versione elettrica e il suo comportamento nei viaggi.
Il primo contatto restituisce quindi l’immagine di un crossover ben equipaggiato, con un’interfaccia digitale riuscita, numerosi ADAS e una gestione convincente degli spazi interni. Le criticità riguardano soprattutto alcune plastiche, i comandi touch della climatizzazione e la limitata regolazione del sedile passeggero. Per un giudizio sulla variante elettrica servirà invece una prova dedicata, in particolare per verificare autonomia reale e curva di ricarica.
Una domanda per voi
Per la Omoda 5 elettrica conteranno di più i 450 km dichiarati o le prestazioni reali della curva di ricarica?
Nota sulla redazione
Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.
Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=sJIM_ByqSp0

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