Nissan Townstar EV alla prova: consumi e capacità del van elettrico
Il Nissan Townstar EV affronta l'elettrificazione da una prospettiva molto concreta: quella di artigiani, corrieri e aziende che cercano un veicolo commerciale compatto, facile da manovrare e capace di contenere i costi di utilizzo. Nel nostro test il van elettrico ha mostrato consumi inferiori alle aspettative e una buona versatilità del vano posteriore, pur lasciando spazio ad alcune critiche sulla configurazione e su determinate scelte progettuali.
Motore, batteria e possibilità di ricarica
Il motore anteriore eroga 90 kW, equivalenti a circa 120 CV, e 245 Nm di coppia. La velocità massima dichiarata è di 132 km/h, mentre l'accelerazione da 0 a 100 km/h richiede 12,6 secondi. Sono valori coerenti con la destinazione d'uso del mezzo, che privilegia il lavoro quotidiano rispetto alle prestazioni.
La batteria ha una capacità complessiva di 48 kWh, dei quali circa 45 utilizzabili, e impiega celle al nichel-manganese-cobalto. L'architettura lavora a 355 volt e l'autonomia dichiarata nel ciclo WLTP si attesta intorno a 285 km. La garanzia indicata per il gruppo propulsore, comprendente batteria, inverter e motore, è di otto anni o 160.000 km.
Di serie il Townstar EV accetta corrente alternata trifase fino a 11 kW. Tra gli optional figurano la ricarica AC a 22 kW e quella rapida in corrente continua fino a 80 kW. Con quest'ultima configurazione è stato indicato un tempo di circa 40 minuti per passare dal 20 all'80%. Per chi ricarica nella sede della propria attività o a casa, è possibile utilizzare anche una presa capace di fornire circa 3 kW, sfruttando le ore notturne. La ricarica può inoltre essere programmata per giorni e fasce orarie.
La presa è collocata al centro del frontale. È una posizione comoda per raggiungere una colonnina, ma potenzialmente vulnerabile in caso di tamponamento: anche un urto concentrato in quella zona potrebbe rendere temporaneamente indisponibile un componente essenziale per la ricarica.
Un vano di carico modulare da 3 metri cubi
Il vano posteriore offre un volume dichiarato di 3 metri cubi. La lunghezza utile rilevata è di 1,80 metri, ma può arrivare a circa 2,83 metri sfruttando l'apertura della sezione divisoria. Questa soluzione permette di trasportare oggetti particolarmente lunghi senza rinunciare alle dimensioni esterne compatte del veicolo.
Lo spazio consente di sistemare un pallet tradizionale oppure due europallet. Nel vano sono presenti una tasca per il kit di emergenza, un punto luce e una presa a 12 volt, utile per alimentare piccoli strumenti o accessori da lavoro. La portata dichiarata è di 537 kg, mentre la massa a vuoto è di 1.608 kg. Sull'esemplare provato non era presente il gancio di traino, mentre era disponibile un ruotino di scorta.
Anche l'esterno segue una logica prevalentemente funzionale. I paraurti sono in plastica e i cerchi in ferro da 16 pollici adottano copricerchi aerodinamici. La scelta dovrebbe contribuire a contenere costi e resistenza all'aria. Meno convincenti, considerando l'impiego professionale, sono risultati l'assenza di una protezione laterale più estesa e alcuni accessori non indispensabili, come gli specchietti ripiegabili elettricamente. I fari anteriori sono a LED, mentre indicatori di direzione e luce di retromarcia restano alogeni.
Abitacolo pratico, con qualche scelta migliorabile
L'abitacolo utilizza diffusamente plastiche rigide, una soluzione comprensibile su un mezzo destinato al lavoro. Le informazioni dietro al volante sono ben disposte e facilmente leggibili, anche se la rappresentazione dello stato della batteria è risultata poco intuitiva. Il sistema multimediale dell'esemplare provato supportava Android Auto e Apple CarPlay e disponeva di connettività 4G, attraverso la quale è possibile gestire alcune funzioni da remoto.
Non mancano un supporto per lo smartphone, diversi vani per documenti e oggetti, una mensola superiore e il pulsante SOS per la chiamata automatica di emergenza. L'abitabilità verticale è abbondante anche per una persona alta 1,92 metri. Più limitata è invece la regolazione longitudinale del sedile, che può lasciare i conducenti più alti troppo vicini al volante. Poco adatti alla natura del veicolo sono apparsi anche il rivestimento in pelle del sedile e il poggiabraccio centrale scarsamente imbottito.
La critica principale riguarda il selettore di marcia, giudicato poco comprensibile soprattutto durante le manovre. Una serie di comandi a pulsante avrebbe potuto semplificarne l'uso e liberare parte del tunnel centrale, migliorando anche l'eventuale passaggio verso il vano di carico.
Consumi reali e comportamento su strada
Durante la prova il Townstar EV si è mostrato facile da guidare. Il pedale dell'acceleratore risponde senza ritardi evidenti, il volante è leggero ma non trasmette una sensazione di instabilità e le dimensioni rendono semplici le manovre urbane. Retrocamera, linee guida e sensori laterali presenti sulla variante testata aiutano ulteriormente in parcheggio.
Il controllo di trazione è intervenuto in modo efficace, evitando pattinamenti e potenziale usura inutile degli pneumatici. La frenata rigenerativa raggiunge circa 35-40 kW, anche se per selezionare il livello più intenso è necessario utilizzare più volte il comando della trasmissione. Tra gli aiuti alla guida è presente la frenata automatica in caso di eccessivo avvicinamento al veicolo che precede, mentre non è emersa una dotazione particolarmente ampia di altri ADAS.
Il dato più interessante arriva dai consumi. Su un percorso di 160 km, prevalentemente extraurbano e affrontato a circa 90 km/h, la media registrata è stata di 13,7 kWh/100 km. In queste condizioni è stata stimata una percorrenza vicina a 320 km, superiore al valore WLTP dichiarato, ma riferita a un contesto specifico e quindi non generalizzabile a ogni utilizzo, soprattutto con carichi pesanti, traffico o velocità differenti.
Con energia calcolata a 0,30 euro per kWh, la stima emersa dal test è di circa 25 km percorsi con un euro. Il costo effettivo dipende naturalmente dalla tariffa disponibile e dalla possibilità di utilizzare un impianto fotovoltaico. Nel complesso, il Townstar EV si è dimostrato un mezzo da lavoro efficace: offre uno spazio sfruttabile, consumi contenuti e una guida semplice, anche se alcune scelte dell'abitacolo e la posizione della presa di ricarica meriterebbero un ripensamento.
Una domanda per voi
Per un veicolo commerciale elettrico conta di più massimizzare l'autonomia o offrire un vano di carico versatile e costi energetici contenuti?
Nota sulla redazione
Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.
Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=wpqDpHYJzeQ

Seguo il mondo della mobilità elettrica dal 2016 e dal 2019 condivido questa passione con il Boss! Tesla Model S Dreamer

