Nissan Ariya nella prova dei 1.000 km: comfort e ricarica sotto esame
La Nissan Ariya con batteria da 83 kWh e motore anteriore ha affrontato una prova autostradale di 1.000 km pensata per misurare consumi, autonomia effettiva, tempi di ricarica e comfort sulle lunghe distanze. Il risultato mette in evidenza una buona capacità di percorrenza, ma anche una curva di ricarica che richiede soste pianificate con attenzione.
Consumi e autonomia alle velocità autostradali
Il test è stato impostato con l'obiettivo di mantenere una media effettiva di 130 km/h, verificata tramite GPS anziché affidandosi soltanto alla velocità indicata dalla strumentazione. Tra traffico e condizioni della strada, la media complessiva conclusiva è stata di 127 km/h, comunque elevata e rappresentativa di un impiego autostradale particolarmente impegnativo.
Nel primo tratto sono stati percorsi 265 km con un consumo medio di circa 27,6 kWh/100 km. All'arrivo alla colonnina la batteria era al 6% e il sistema indicava ancora 25 km residui: una stima che avrebbe portato la percorrenza teorica vicino ai 300 km. Si tratta però di un'indicazione legata a quello specifico tratto e non di una misura definitiva dell'autonomia.
In un'altra frazione, affrontata con una velocità media inferiore a causa del traffico, il consumo è sceso a 25,5 kWh/100 km su circa 270 km. Un successivo utilizzo quasi completo della batteria ha invece prodotto 275,4 km di percorrenza, con il 2% residuo e una media di 27,4 kWh/100 km. I dati mostrano quanto pochi chilometri orari di differenza nella velocità media possano incidere sull'efficienza.
Il preriscaldamento non porta oltre 115 kW
La Ariya consente di attivare manualmente il preriscaldamento della batteria prima di raggiungere la colonnina. Nella prima sessione la funzione è stata avviata circa 15 km prima della sosta. Nonostante la batteria fosse calda e lo stato di carica iniziale fosse del 6%, la potenza si è fermata intorno a 115 kW, senza raggiungere i 130 kW attesi durante il test.
La prima ricarica ha immesso 71 kWh in 47 minuti, portando la batteria fino al 90%. A quella percentuale la potenza era già scesa a circa 39,5 kW. Il tempo complessivo evidenzia il limite principale emerso durante la prova: prolungare la sosta verso livelli di carica elevati penalizza sensibilmente la velocità media del viaggio.
Una sessione successiva è partita inizialmente a soli 40,3 kW. Dopo aver cambiato presa, la ricarica ha ripreso a funzionare correttamente, suggerendo un possibile problema tecnico della colonnina o del connettore utilizzato in precedenza. L'anomalia iniziale, quindi, non può essere attribuita con certezza all'auto.
La curva di ricarica e la strategia per ridurre le soste
Una volta ristabilite le condizioni corrette, la Ariya ha mantenuto circa 115 kW per i primi 15 minuti. La potenza è poi scesa verso 91 kW e, dopo circa 45 minuti, intorno a 40 kW. Al 99% è arrivato un ulteriore taglio fino a circa 20 kW. La curva suggerisce che la parte iniziale della sessione sia quella da sfruttare nei viaggi lunghi, evitando di attendere percentuali molto elevate quando lungo il percorso sono disponibili altre colonnine.
Questa strategia è stata verificata nelle ricariche successive. In una sosta sono stati caricati 45,50 kWh in 25 minuti, raggiungendo il 60% con una potenza rimasta sostanzialmente vicina a 115 kW. Quando il valore è sceso intorno a 90 kW, la sessione è stata interrotta. In un'altra fermata sono entrati 51 kWh in circa 30 minuti, ancora con una fase stabile intorno a 115 kW prima del calo verso 83 kW.
Per ottimizzare i tempi, quindi, è risultato più efficace effettuare soste relativamente brevi e ripartire al primo calo significativo della potenza. Questa soluzione dipende però dalla presenza di più infrastrutture di ricarica lungo l'itinerario: senza una rete sufficientemente distribuita, il conducente potrebbe essere costretto a prolungare la sessione nella parte meno favorevole della curva.
Comfort convincente, ma la ricarica resta il limite
Il viaggio si è concluso dopo circa 12 ore, con un ritardo legato anche al traffico incontrato sulla A1. Nell'esperienza sul campo la Nissan Ariya si è mostrata confortevole e la batteria da 83 kWh ha consentito percorrenze adeguate alle lunghe tratte. Anche a velocità autostradali elevate, un pieno può avvicinarsi ai 300 km nelle condizioni osservate, mentre il dato misurato nell'utilizzo quasi completo è stato di 275,4 km.
La criticità riguarda soprattutto la gestione delle soste. I 115 kW mantenuti nella prima parte della ricarica permettono di recuperare energia con una certa regolarità, ma il calo successivo rende poco conveniente attendere percentuali elevate. Durante il test questo limite ha comportato circa dieci minuti aggiuntivi di attesa rispetto alla pianificazione. La possibilità di intervenire attraverso un aggiornamento software è stata indicata come auspicabile, ma dal materiale disponibile non emerge alcuna conferma ufficiale.
La prova dimostra comunque che un viaggio autostradale di 1.000 km è realizzabile anche con questa configurazione della Ariya. Per ottenere tempi competitivi, però, servono una pianificazione accurata, colonnine disponibili lungo il percorso e soste calibrate sulla parte più efficiente della curva di ricarica.
Una domanda per voi
Una potenza stabile intorno a 115 kW nella prima parte della ricarica compensa il calo registrato alle percentuali più elevate?
Nota sulla redazione
Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.
Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=YMXVrh67wVw

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