Nikola dichiara bancarotta, fine di un’era per il produttore di camion elettrici
Nikola Corporation, l’azienda di camion elettrici coinvolta in uno scandalo di frode sotto la guida dell’ex CEO Trevor Milton, ha presentato istanza di fallimento ai sensi del Capitolo 11 e avvierà la vendita di tutti o gran parte dei suoi asset.
La decisione arriva dopo mesi di difficoltà finanziarie, segnati da un consumo rapido di liquidità e dalla crescente difficoltà nel reperire fondi.
Con questa mossa si chiude un percorso turbolento per l’azienda, caratterizzato da cambi di leadership, vendite incostanti e un drastico calo del valore delle azioni.
Fondata oltre un decennio fa da Milton, Nikola era stata accolta con grande entusiasmo al momento della sua quotazione nel 2020.
Tuttavia, un’inchiesta di Bloomberg News rivelò che le capacità del suo primo modello di camion erano state gonfiate, dando il via a una serie di indagini che portarono alla condanna di Milton per frode e alla sua estromissione dall’azienda.
Un settore in crisi
Il fallimento di Nikola si inserisce in un contesto più ampio di difficoltà per l’industria dei veicoli elettrici, penalizzata dagli alti costi di produzione, dall’infrastruttura di ricarica ancora inadeguata e da un mercato poco ricettivo.
Fisker Inc. e Canoo Inc., altre due aziende del settore, hanno recentemente dichiarato bancarotta dopo essere diventate pubbliche nel 2020 attraverso fusioni con società di acquisizione a scopo speciale (SPAC).
Anche la svedese Northvolt AG ha fatto ricorso alla protezione fallimentare negli Stati Uniti lo scorso novembre.
Nikola, il cui valore di mercato aveva raggiunto i 29 miliardi di dollari nei giorni successivi alla quotazione, si è progressivamente svalutata fino a scendere sotto i 100 milioni prima della richiesta di fallimento.

Le prossime mosse di Nikola
La società ha dichiarato di avere 47 milioni di dollari in cassa e di voler garantire il pagamento degli stipendi ai propri dipendenti.

Alcune operazioni relative ai camion e alla fornitura di idrogeno continueranno almeno fino a marzo.
Secondo i documenti presentati in tribunale, Nikola possiede asset compresi tra 500 milioni e 1 miliardo di dollari, mentre le passività si aggirano tra 1 e 10 miliardi.
L’azienda ha avviato un processo di vendita per trovare un acquirente o cedere singole divisioni, dopo che un tentativo precedente condotto da Goldman Sachs non aveva portato a risultati concreti.
Attualmente, sarebbero in corso trattative con almeno tre potenziali acquirenti, con una scadenza fissata per il 10 marzo per concludere un accordo e un’udienza di vendita prevista per aprile.
Nikola era diventata pubblica nel 2020 attraverso una fusione con VectoIQ, società di acquisizione per scopi speciali guidata da Stephen Girsky, ex dirigente di General Motors.
Quest’ultimo è poi diventato CEO dell’azienda nell’agosto 2023, segnando il quarto cambio di leadership in altrettanti anni.
Inizialmente, GM aveva preso in considerazione l’acquisizione dell’11% delle quote di Nikola, con l’obiettivo di collaborare sulla tecnologia delle celle a combustibile e sulla produzione del pick-up elettrico Badger, tuttavia, l’accordo naufragò nel dicembre 2020.
Nel 2024, Nikola aveva incrementato la produzione di camion elettrici a idrogeno, ma la mancanza di investimenti ha continuato a pesare sulla sua sostenibilità economica.
I clienti del settore logistico, frenati dagli alti costi e dall’incertezza infrastrutturale, hanno mostrato scarso interesse nell’adottare camion elettrici.
Le azioni della società hanno subito un ulteriore crollo del 39%, attestandosi a 46 centesimi nelle contrattazioni di metà giornata.
Il fallimento di Nikola segna la fine di una delle startup più discusse del settore dei trasporti elettrici e sottolinea le difficoltà ancora presenti nella transizione verso una mobilità più sostenibile. Cosa ne pensate?
di
Andrea Cornali
Il mio interesse per il mondo elettrico è nato nel 2020, anno in cui ho iniziato a collaborare con Matteo. Da allora, la mia passione è cresciuta costantemente. Nel 2021, ho abbandonato la mia auto termica per passare a un veicolo elettrico. Ora, sono entusiasta di condividere la mia conoscenza in questo settore. Ogni giorno, cerco di combinare la mia passione per la tecnologia e l'attenzione per l'ambiente per contribuire in modo positivo al mondo che ci circonda.

