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Mobilize Duo alla prova: la microcar elettrica punta su agilità, sicurezza e modularità
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Mobilize Duo alla prova: la microcar elettrica punta su agilità, sicurezza e modularità

5 min.

Mobilize Duo raccoglie idealmente l'eredità della Renault Twizy e propone una nuova interpretazione della microcar elettrica a due posti in tandem. Durante la prova nel traffico di Roma sono emersi soprattutto tre elementi: dimensioni adatte agli spazi urbani, una dotazione più vicina a quella di un'automobile e un progetto sviluppato anche per resistere all'impiego intensivo nelle flotte e nei servizi di sharing.

Componenti simmetrici e materiali riciclati

La semplicità produttiva è parte integrante del progetto. Le sezioni anteriore e posteriore della carrozzeria condividono alcuni elementi, le due portiere sono identiche e persino i quattro indicatori di direzione utilizzano lo stesso codice prodotto. Ridurre il numero di componenti differenti può velocizzare la produzione, semplificare la gestione dei ricambi e rendere meno complessa una riparazione.

Le plastiche esterne non sono verniciate e contengono il 60% di materiale riciclato. I polimeri sono stati scelti anche per la resistenza all'esposizione solare e agli urti tipici dell'utilizzo urbano. La personalizzazione viene affidata ad adesivi, mentre i materiali interni ed esterni sono stati pensati per sopportare l'uso condiviso. Sono presenti anche fori destinati a far defluire l'acqua durante il lavaggio.

Tra le soluzioni più riconoscibili ci sono le portiere con apertura a elitra. Nel primo contatto si sono dimostrate facili da azionare e, soprattutto, richiedono poco spazio laterale: un vantaggio concreto quando si parcheggia in punti stretti. Le ampie superfici vetrate migliorano la visibilità, mentre il parabrezza riscaldato è previsto tra gli equipaggiamenti disponibili.

Motore posteriore, batteria centrale e ricarica a 2 kW

La Duo utilizza un motore posteriore con architettura a 48 volt, derivato dalla tecnologia ibrida Renault. La batteria NMC, collocata centralmente sotto il sedile del conducente, ha una capacità indicata in circa 10,5 kWh ed è costituita da un modulo derivato dalla batteria della Renault 5. La posizione contribuisce ad abbassare il baricentro, mentre le ruote collocate alle estremità della carrozzeria lasciano spazio a una geometria pensata per massimizzare l'agilità.

Il raggio di sterzata dichiarato è di circa 3,43 metri, con un diametro di svolta vicino a 6,8 metri. La Duo misura 2,43 metri di lunghezza e 1,30 metri di larghezza; la variante commerciale Bento arriva invece a 2,53 metri. Sono previste una Duo 40, limitata a 45 km/h e guidabile dai 14 anni, e una Duo 80 capace di raggiungere gli 80 km/h.

L'autonomia indicata è di 161 km per la Duo e 149 km per la versione cargo. La ricarica rappresenta il limite tecnico più evidente: la potenza massima è di 2 kW sia con la presa Schuko sia con il cavo Tipo 2 disponibile come optional. In un'ora si recuperano circa 25 km. La connessione Tipo 2 può comunque essere utile alle aziende dotate di colonnine e sistemi per il bilanciamento dei carichi, anche se una potenza superiore avrebbe ridotto sensibilmente i tempi.

Due posti in tandem e funzioni digitali per le flotte

L'abitacolo mantiene la configurazione a due posti in tandem già utilizzata dalla Twizy. Il passeggero posteriore può disporre le gambe ai lati del sedile anteriore, sfruttando pedane abbastanza ampie da accogliere anche piccoli bagagli. Davanti al conducente si trova un display TFT di circa 7 pollici con velocità, livello della batteria, autonomia residua e le altre informazioni essenziali.

Lo smartphone completa l'interfaccia attraverso l'app My Duo, che permette di consultare la posizione del veicolo, cercare le colonnine e condividere la chiave digitale con un massimo di sei profili. Per le flotte sono previste funzioni di geofencing, con la possibilità di definire l'area di utilizzo, e il blocco remoto della ricarica. Rimane disponibile anche la tradizionale tessera fisica Renault.

La dotazione comprende quattro freni a disco, cinture pretensionate, illuminazione full LED e airbag di serie anche sulla versione base. La frenata rigenerativa, non sempre presente su veicoli di queste dimensioni, permette inoltre di recuperare energia durante i rallentamenti. Per la riproduzione musicale non viene impiegato un impianto con altoparlanti tradizionali: alcuni trasduttori applicati alla struttura generano il suono attraverso le vibrazioni.

Come si comporta nel traffico urbano

Nel traffico romano la Duo si è mostrata scattante, molto agile nelle inversioni e sufficientemente pronta anche in salita. La posizione centrale del conducente richiede un breve adattamento, ma restituisce una buona percezione degli ingombri. Lo sterzo non è apparso particolarmente diretto, mentre l'erogazione ha convinto soprattutto nello scatto fino a 50 km/h. È disponibile anche una funzione kick-down, attivabile premendo completamente l'acceleratore per ottenere temporaneamente maggiore spinta.

Il compromesso principale riguarda il comfort acustico. Il contenimento del peso ha limitato l'insonorizzazione e nell'abitacolo arrivano chiaramente il rumore del motore posteriore, il lavoro delle sospensioni e le asperità della strada. Il sedile semirigido è risultato comunque abbastanza comodo durante questa prima esperienza, ma per una valutazione definitiva servirà un test più lungo e su percorsi differenti.

La variante Bento sostituisce il sedile posteriore con un vano di carico da circa 690 litri, configurabile anche per esigenze professionali specifiche, comprese attrezzature tecniche o una cella frigorifera. La base meccanica compatta e le funzioni di controllo remoto ne evidenziano la vocazione per consegne urbane e flotte aziendali.

Il prezzo indicato per la Duo 40 è di 9.999 euro, riducibile a 7.000 euro con gli incentivi citati durante la presentazione. La Duo 80 può arrivare a circa 12.900 euro nell'allestimento più completo, dotato tra l'altro di sedili e parabrezza riscaldati, climatizzatore, prese USB e kit Bluetooth. Al di là del confronto economico, la Duo prova a distinguersi dalle altre microcar attraverso sicurezza, componenti di derivazione automobilistica e strumenti digitali pensati fin dall'origine per l'uso condiviso.

Una domanda per voi

Per una microcar urbana è più importante ridurre i tempi di ricarica o privilegiare autonomia, agilità e dotazioni di sicurezza?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=k3QbpTvX_ZI

Matteo Valenza

https://bit.ly/m/MatteoValenza

Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!