Mini Cooper E alla prova: guida brillante, autonomia da verificare
La nuova Mini Cooper elettrica cambia più di quanto suggerisca il suo stile familiare. A differenza della versione con motore termico, nasce infatti sulla piattaforma Spotlight EV sviluppata con Great Wall e dedicata ai veicoli elettrici. La Cooper E provata conserva il carattere compatto e reattivo tipico del modello, ma mette anche in evidenza alcuni compromessi: batteria contenuta, ricarica in corrente continua non particolarmente rapida, assetto rigido e una dotazione che richiede il ricorso ai pacchetti opzionali.
Piattaforma dedicata e tre livelli di potenza
La Mini Cooper elettrica misura 3,85 metri di lunghezza, 1,75 metri di larghezza senza specchietti e 1,46 metri di altezza, con un passo di 2,52 metri. Rispetto alla Cooper termica è più corta di 2 centimetri, pur offrendo un abitacolo leggermente più spazioso. Anche il frontale presenta elementi specifici, a partire dalla disposizione dei gruppi ottici e dalla mascherina.
La gamma comprende Cooper E, Cooper SE e John Cooper Works. La Cooper E utilizza una batteria NMC da 40,7 kWh, dei quali 36,6 utilizzabili, e un motore anteriore da 184 CV e 290 Nm. L'accelerazione da 0 a 100 km/h richiede 7,3 secondi, mentre la velocità massima è limitata a 160 km/h. L'autonomia dichiarata nel ciclo WLTP combinato è di circa 290-300 km, con consumi omologati nell'ordine di 13,8-14 kWh/100 km.
La Cooper SE porta la batteria a circa 49 kWh e la potenza a 218 CV, riducendo lo 0-100 km/h a 6,7 secondi. L'autonomia dichiarata è compresa tra 385 e 400 km. Al vertice si colloca la John Cooper Works da 258 CV, capace di accelerare da 0 a 100 km/h in 5,9 secondi e accreditata di 364-371 km nel ciclo combinato. Quest'ultima adotta anche modifiche stilistiche dedicate.
Ricarica e consumi: i limiti emersi dal test
La presa CCS Combo 2 è collocata sul lato posteriore destro. La Cooper E accetta fino a 70 kW in corrente continua e, secondo il dato dichiarato, passa dal 10 all'80% in circa 28 minuti. In corrente alternata arriva a 11 kW. La Cooper SE alza il picco in DC a 95 kW, mantenendo gli 11 kW in AC, con un tempo indicativo di circa 30 minuti per passare dal 10 all'80%.
Durante la prova non è stato possibile verificare la curva di ricarica in condizioni attendibili, perché la batteria non era sufficientemente scarica. Anche le indicazioni sui consumi devono quindi essere considerate preliminari. Con pioggia, una temperatura esterna di circa 6 °C e un percorso composto da tratti urbani e tangenziale, la prima media registrata è stata vicina a 19 kWh/100 km. Dopo l'azzeramento del dato, il valore indicato è sceso intorno a 15 kWh/100 km.
Non si tratta di un test completo di autonomia, ma il primo riscontro non ha restituito l'impressione di un'efficienza particolarmente elevata. Con 36,6 kWh utilizzabili, la Cooper E appare quindi più adatta a un impiego prevalentemente urbano e quotidiano. Per valutare con precisione autonomia reale e prestazioni di ricarica sarebbe necessario un viaggio più lungo, accompagnato da una sessione in DC iniziata con un livello di batteria basso.
Abitacolo digitale, spazio e praticità
L'abitacolo punta su un'impostazione minimalista dominata dallo schermo centrale circolare. L'interfaccia permette di gestire stato della batteria, navigazione, impostazioni di guida, luci, telecamera, parcheggio e ricarica. Il navigatore integra la pianificazione delle soste e consente di stabilire la percentuale di carica desiderata sia all'arrivo alle colonnine sia a destinazione.
È disponibile anche il precondizionamento della batteria, attivato automaticamente quando si naviga verso una stazione di ricarica oppure manualmente. Il sistema indica un tempo di preparazione nell'ordine di 40-45 minuti, rendendo utile l'attivazione anticipata. Meno convincente è la gestione della percentuale residua: per visualizzarla bisogna entrare nella pagina dedicata, mentre l'head-up display mostra soltanto un'indicazione grafica del livello di carica.
La zona centrale offre una base di ricarica wireless, due prese USB-C, due portabottiglie e ulteriori vani. Dietro, l'accesso richiede il ribaltamento del sedile anteriore, ma la seduta è risultata comoda e lo spazio sopra la testa adeguato; quello per le gambe può invece diventare limitato per le persone più alte. Il bagagliaio mette a disposizione 210 litri, che salgono a 800 abbattendo gli schienali in configurazione 60:40. È presente un doppio fondo, mentre manca un vano anteriore.
Guida reattiva, ma l'assetto è rigido
La posizione di guida e la visibilità, sia anteriore sia posteriore, hanno convinto durante il test. La corona del volante è invece apparsa troppo spessa per garantire una presa ideale. La Mini non propone vere modalità di guida dedicate alla dinamica, ma consente di modificare la risposta della frenata rigenerativa. Sono disponibili una gestione adattiva e tre livelli, ai quali si aggiunge una modalità più intensa.
Il passaggio dal rilascio dell'acceleratore alla rigenerazione è generalmente dolce. Tra i livelli medio ed elevato la differenza percepita non è marcata, mentre con la regolazione più intensa compare un leggero ritardo prima dell'intervento. Positivo il comportamento della guida a un pedale: l'auto si arresta in modo progressivo e, nelle partenze in salita, non ha mostrato la tendenza ad arretrare.
Il carattere resta vivace e reattivo, ma l'assetto trasmette parecchio delle irregolarità della strada al sedile e al pavimento. Non è una taratura estrema, tuttavia chi cerca una compatta cittadina morbida e orientata soprattutto al comfort dovrebbe tenerne conto. Gli aiuti alla guida hanno fornito risposte equilibrate: in presenza di un pedone sulla carreggiata, il sistema ha avvisato tempestivamente senza ricorrere a una frenata ingiustificata.
Dotazione e prezzi
La dotazione di serie comprende fari LED, limitatore di velocità, telecamera posteriore, assistenza al parcheggio, rilevamento della stanchezza, mantenimento di corsia, controllo dell'angolo cieco, avviso di collisione, navigazione e compatibilità con Apple CarPlay e Android Auto. Il cruise control definito Dynamic è però di tipo tradizionale e non adattivo, una mancanza rilevante considerando il posizionamento dell'auto.
Accesso senza chiave, head-up display, sedili anteriori riscaldabili, ricarica wireless e altre comodità dipendono dai pacchetti. Rimangono inoltre manuali sia la regolazione dei sedili sia l'apertura del portellone. La Cooper E parte da 29.500 euro, la Cooper SE da 33.500 euro e la John Cooper Works supera i 41.000 euro. L'aggiunta dei pacchetti può quindi aumentare sensibilmente il prezzo finale.
Nel complesso, la Cooper E mantiene uno stile riconoscibile, dimensioni adatte alla città e una guida piacevolmente pronta. La batteria da 36,6 kWh utilizzabili e il picco di ricarica da 70 kW ne restringono però il raggio d'azione, mentre consumi, comfort e dotazione richiedono un'attenta valutazione. La Cooper SE appare sulla carta più versatile grazie alla batteria maggiore e alla ricarica più potente, ma anche in questo caso il prezzo cresce ulteriormente.
Una domanda per voi
La batteria da 36,6 kWh utilizzabili è un compromesso adeguato per una compatta urbana, considerando consumi e ricarica emersi dalla prova?
Nota sulla redazione
Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.
Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=ypotE4Hp04U

Ciao sono Marta, ma per gli amici elettronauti Tammar! Tammar nasce da un mix di curiosità e voglia di mettersi in gioco, che mi hanno guidata verso il mondo della mobilità elettrica!

