Mini Aceman SE alla prova: piacevole su strada, meno convincente nella ricarica
La Mini Aceman occupa lo spazio tra la più piccola Cooper e la Countryman, proponendosi come elettrica compatta adatta soprattutto all'impiego urbano. La versione affrontata nella prova è la SE con allestimento John Cooper Works: una combinazione che unisce il motore intermedio da 218 CV a una caratterizzazione estetica più sportiva. Il risultato è un'auto piacevole da guidare e riconoscibile, sulla quale emergono però alcuni limiti nella ricarica, nella dotazione di serie e nell'organizzazione dell'interfaccia.
Dimensioni compatte e tre livelli di potenza
La Aceman misura poco più di 4 metri in lunghezza, 1,75 metri in larghezza e 1,51 metri in altezza, con un passo di 2,60 metri. Sono dimensioni che mantengono l'auto maneggevole nel traffico senza rinunciare a un abitacolo utilizzabile anche posteriormente. Il bagagliaio offre 300 litri, che diventano più di 1.000 abbattendo gli schienali nel rapporto 60:40. Sono presenti un piccolo doppio fondo, una presa da 12 V e una luce di cortesia, mentre manca un vano anteriore.
La gamma comprende tre motorizzazioni, tutte a trazione anteriore. La E eroga 184 CV e accelera da 0 a 100 km/h in 7,9 secondi. La SE raggiunge 218 CV e completa la stessa accelerazione in 7,1 secondi, mentre la John Cooper Works sale a 258 CV e impiega 6,4 secondi. Motorizzazione e allestimento restano due elementi distinti: l'esemplare del test adotta infatti la meccanica SE con l'allestimento John Cooper Works.
La versione E utilizza una batteria NMC da 38,5 kWh netti e può ricaricare in corrente continua fino a 70 kW. SE e John Cooper Works condividono invece un accumulatore NMC da 49,2 kWh netti, con una potenza massima in corrente continua di 95 kW. In corrente alternata il limite indicato è di 11 kW. La presa si trova sul lato posteriore destro. È disponibile la funzione Plug & Charge, mentre non è supportato il vehicle-to-load.
Lo schermo circolare è originale, ma richiede abitudine
L'abitacolo riprende un'impostazione essenziale, dominata dal grande schermo circolare centrale che svolge sia il ruolo di quadro strumenti sia quello di infotainment. Sotto il display rimangono alcuni comandi fisici, tra cui il selettore di marcia, il pulsante Park e una levetta di accensione pensata per ricordare il gesto di girare una chiave. Sono inoltre disponibili scorciatoie per impostazioni del veicolo, retrocamera, luci di emergenza e sbrinamento.
La grafica è originale, ma durante il primo contatto il sistema è apparso poco immediato. Molti elementi visualizzati sono interattivi, tuttavia la percentuale residua della batteria non resta sempre in evidenza e richiede l'apertura della pagina dedicata. Anche Apple CarPlay risulta penalizzato dalla forma circolare del pannello, che lascia una superficie di visualizzazione piuttosto ridotta. È disponibile inoltre un display trasparente opzionale con le principali informazioni di guida, soluzione utile ma collocata più in basso rispetto a una proiezione diretta sul parabrezza.
Dallo schermo è possibile programmare la ricarica, limitare la potenza in corrente alternata e forzare il precondizionamento della batteria. Quest'ultimo si attiva anche automaticamente quando il navigatore include una sosta di ricarica. Un'altra funzione apprezzata nel clima invernale è l'attivazione automatica del riscaldamento minimo di sedile e volante; il sistema può intervenire anche sul sedile del passeggero quando ne rileva la presenza.
I materiali alternano tessuto e plastiche piuttosto rigide, mentre i sedili sportivi combinano tessuto e similpelle con cuciture rosse. Le regolazioni sono manuali. Dietro, lo spazio è discreto in rapporto alle dimensioni esterne, ma il pavimento rialzato dalla batteria e il tunnel centrale penalizzano il quinto posto. Anche i passeggeri più alti potrebbero trovare limitato lo spazio disponibile.
Rigenerazione modulabile e comportamento equilibrato
La Aceman non propone modalità di guida tradizionali capaci di modificare sterzo o risposta del motore. Il conducente può scegliere tra Drive e Brake. Quest'ultima aumenta il recupero di energia, senza arrivare a una vera guida one-pedal. In Drive sono disponibili i livelli Low, Medium e High, oltre alla regolazione Dynamic, che adatta automaticamente la decelerazione anche in base al comportamento del veicolo che precede.
Durante la prova la rigenerazione si è mostrata progressiva anche al livello massimo, evitando decelerazioni brusche al rilascio dell'acceleratore. L'erogazione dei 218 CV è risultata vivace quando richiesta, ma comunque ben modulabile. Positivi anche lo sterzo, la posizione di guida e la visibilità anteriore e posteriore. L'assetto può apparire un po' rigido in alcuni contesti, mentre il volante John Cooper Works, pur curato nell'aspetto, presenta una corona e razze piuttosto voluminose.
La principale criticità dinamica riguarda il pedale del freno: la prima parte della corsa è stata percepita come dura e poco reattiva, richiedendo una pressione più decisa per ottenere una frenata intensa. Si tratta di un'impressione maturata in una prova breve, ma capace di incidere sulla sensazione di controllo. La climatizzazione automatica, al contrario, ha mantenuto il comfort senza richiedere continue correzioni.
Consumi, prezzi e dotazione
Il test si è sviluppato su 94 km percorsi in circa una giornata e mezza, alternando strade urbane, extraurbane e tangenziale. Il consumo medio registrato è stato di 17,8 kWh/100 km. Il dato è stato ottenuto in condizioni invernali e senza una guida orientata al risparmio, quindi va considerato come un primo riferimento e non come una misurazione definitiva dell'efficienza.
Il listino parte da 32.000 euro per la E, sale a 37.700 euro per la SE e raggiunge 44.500 euro per la John Cooper Works. La dotazione include, tra gli altri elementi, fari LED, cerchi da 17 pollici, Apple CarPlay, Android Auto, climatizzatore automatico bizona, retrocamera e diversi assistenti alla guida. Numerose funzioni sono però affidate a pacchetti aggiuntivi XS, S, M e superiori. Il pacchetto XS, per esempio, costa 1.200 euro e comprende sedili anteriori riscaldabili, ricarica wireless e display aggiuntivo.
Nel complesso la Mini Aceman SE riesce a combinare dimensioni adatte alla città, una buona praticità e un comportamento piacevole. Il design e l'interfaccia centrale le conferiscono una personalità netta, ma la potenza massima di ricarica resta contenuta e il ricorso ai pacchetti può far crescere sensibilmente il prezzo. Sono proprio questi aspetti, più che la dinamica di guida, a rappresentare i principali elementi da valutare.
Una domanda per voi
Su una compatta elettrica come la Mini Aceman, quanto pesano la potenza di ricarica e la dotazione di serie rispetto a stile e piacere di guida?
Nota sulla redazione
Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.
Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=q-LVWipDOhc

Ciao sono Marta, ma per gli amici elettronauti Tammar! Tammar nasce da un mix di curiosità e voglia di mettersi in gioco, che mi hanno guidata verso il mondo della mobilità elettrica!

