Micro-eolico urbano, batterie e fotovoltaico: le nuove frontiere dell’energia
La transizione energetica sta prendendo forma attraverso progetti molto diversi: piccoli impianti locali, accordi industriali di lungo periodo, infrastrutture di ricarica e tecnologie ancora in fase di ricerca. Tra le soluzioni più interessanti emergono le turbine micro-eoliche pensate per gli edifici urbani, i nuovi approcci di Mercedes-Benz alla gestione delle celle e agli anodi delle batterie, oltre alla crescita del fotovoltaico galleggiante.
Micro-turbine sferiche per produrre energia in città
Il micro-eolico è stato a lungo penalizzato da costi elevati, efficienza limitata e difficoltà di installazione. Winddyo propone di superare almeno parte di questi ostacoli con una turbina dal design sferico, capace di catturare il vento proveniente da ogni direzione e concepita per essere installata su edifici e condomini.
La produzione annuale dichiarata è compresa tra 2.000 e 5.000 kWh. Il dispositivo viene inoltre descritto come silenzioso, privo di impatti sulla fauna e caratterizzato da costi comparabili a quelli di un impianto solare. Sono elementi che, se confermati nell’impiego reale, potrebbero rendere il micro-eolico una possibile integrazione al fotovoltaico nei contesti metropolitani.
La capacità di intercettare venti multidirezionali è particolarmente importante tra gli edifici, dove i flussi d’aria sono più irregolari rispetto agli spazi aperti. Resta però necessario verificare sul campo produzione, costi e semplicità di installazione: aspetti decisivi per capire se la soluzione possa davvero coprire una parte significativa dei consumi condominiali.
Mercedes-Benz studia batterie gestite cella per cella
Sul fronte delle auto elettriche, Mercedes-Benz sta sviluppando un sistema basato su microconvertitori dedicati a ogni singola cella delle batterie EQ. Nelle configurazioni tradizionali le celle vengono collegate in serie per raggiungere la tensione richiesta, con il rischio che una cella difettosa comprometta il comportamento dell’intero sistema.
L’impiego di un’unità elettronica di potenza per ciascuna cella dovrebbe consentire una gestione più precisa e mantenere costante la tensione. Secondo quanto illustrato, i potenziali vantaggi riguardano rendimento energetico, sicurezza, efficienza e affidabilità della batteria, con possibili ricadute anche su autonomia e durata dei veicoli.
Il principale punto interrogativo riguarda la scalabilità. Moltiplicare l’elettronica di potenza all’interno del pacco batteria può aumentare la complessità del sistema, rendendo determinanti i costi necessari per portare la tecnologia dalla ricerca alla produzione su larga scala.
Un secondo filone finanziato da Mercedes-Benz coinvolge i ricercatori dell’Università del Michigan e punta a ricavare carbonio duro dalla cenere della lolla di riso. Il materiale è destinato agli anodi e viene proposto come alternativa alla grafite, la cui estrazione e lavorazione comportano un impatto ambientale significativo. La capacità di immagazzinamento indicata per il materiale ottenuto dagli scarti del riso è di 700 mAh per grammo, contro i 370 mAh attribuiti alla grafite convenzionale. L’approccio potrebbe quindi unire prestazioni, riutilizzo dei residui agricoli e minore dipendenza dalla grafite importata.
Fotovoltaico, ricarica e accordi industriali
A Grassobbio, in provincia di Bergamo, il Comune ha scelto Sorgenia per alimentare le proprie strutture con energia rinnovabile. Gli impianti fotovoltaici previsti dovrebbero produrre oltre 45.000 kWh all’anno, contribuendo a evitare 22.500 kg di CO2. Il progetto mostra come anche gli interventi locali possano tradurre gli obiettivi climatici in risultati misurabili.
Un impianto fotovoltaico è stato installato anche presso un centro ostetrico in Benin grazie alla collaborazione di EF Solare. L’elettricità prodotta alimenta illuminazione e strumenti medici, permettendo alla struttura di operare 24 ore su 24 e migliorando l’affidabilità dei servizi sanitari.
In ambito industriale, Feralpi Group e Infinity Global hanno sottoscritto un Power Purchase Agreement della durata di dieci anni. L’energia sarà fornita da un impianto fotovoltaico in costruzione in Emilia-Romagna, la cui entrata in funzione è prevista entro la fine del 2025. L’accordo è finalizzato a ridurre l’impronta di carbonio delle attività siderurgiche.
Verona Fiere ha invece inaugurato il 10 dicembre un impianto fotovoltaico esteso su 5.000 metri quadrati. La produzione viene indicata come equivalente al fabbisogno di circa 300 appartamenti, con una riduzione stimata delle emissioni pari a 770 tonnellate di CO2. Nei periodi di chiusura l’energia non utilizzata dai padiglioni può essere reimmessa nella rete.
A Milano, Edison Next e il gruppo Arcese hanno attivato 14 punti di ricarica da 11 kW presso la sede di TYP Delivery, divisione dedicata allo stoccaggio e alle consegne. L’infrastruttura serve la flotta di furgoni elettrici attraverso ricariche notturne ed è già prevista un’espansione fino a 20 punti. L’elettrificazione delle consegne può incidere direttamente sulle emissioni urbane, considerando che la logistica viene indicata come responsabile di circa un terzo del traffico cittadino.
Dalle regole per le rinnovabili alla ricerca sulla fusione
Il decreto FER 2 ha ottenuto il via libera definitivo, introducendo un sistema di incentivi per tecnologie rinnovabili di nicchia o caratterizzate da costi elevati, tra cui eolico offshore, fotovoltaico galleggiante, biomasse e solare termodinamico. La prima procedura è fissata al 16 dicembre 2024 ed è riservata a biomasse e gas. Per le biomasse sono previsti criteri relativi alla provenienza, alle emissioni e all’impiego di risorse locali.
Il fotovoltaico galleggiante sta intanto attirando investimenti in Cina. Un progetto pilota offshore da 300 MW curato da Power China sorgerà a oltre 7 km dalla costa, su un’area di 957 ettari e in acque profonde tra 6 e 12 metri. I moduli bifacciali sono progettati per resistere ad alte temperature, nebbia salina e umidità. La tecnologia potrebbe trovare applicazione non soltanto in mare, ma anche su laghi e altri bacini.
Google ha avviato inoltre una collaborazione con Intersect Power e TPG Rise Climate per creare parchi industriali nei quali i data center siano affiancati da impianti solari ed eolici. L’obiettivo dichiarato è alimentare queste infrastrutture con il 100% di energia rinnovabile entro il 2030.
Sul versante della ricerca, il Princeton Plasma Physics Laboratory lavora all’ottimizzazione degli stellarator, dispositivi per la fusione che impiegano complessi campi magnetici esterni per confinare il plasma. Una nuova funzione di calcolo simula la perdita di particelle energetiche e aiuta a configurare i campi magnetici. Non si tratta ancora di un progetto definitivo, ma di un possibile passo verso sistemi di fusione più efficienti e sicuri.
Una domanda per voi
Le turbine micro-eoliche installate sugli edifici possono diventare una reale alternativa al fotovoltaico nei contesti urbani?
Nota sulla redazione
Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.
Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=F_r7s4d8ewI

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